I 7 Atenei campani insieme per formare i manager dell’export

Apre la terza edizione del Master per “Export manager” rivolto a tutti i giovani laureati. Il Corso di Alta Formazione (International Business Academy) è organizzato in sinergia da tutte le Università campane, con il Sannio capofila. Le lezioni partiranno a gennaio per un numero limitato di iscritti, in una delle dimore storiche più prestigiose della città di Napoli, sede della Parthenope, Villa Doria d’Angri, dove si è svolta, il 21 ottobre, la presentazione dell’I.B.A. “Il corso di eccellenza che presentiamo è molto specifico e vede realizzata un’attività interateneo, che impiega un ente esterno: l’ICE di Roma. Le aree sono multidisciplinari e i contenuti diversi, rispetto al Corso di Commercio Internazionale che tanti anni fa, senza Internet e senza euro, mettemmo in piedi. Nasce dalla necessità di essere moderni, dinamici, pronti a nuove realtà”, introduce il Rettore della Parthenope Claudio Quintano. “In questi anni c’è stato uno sviluppo naturale che ha portato alla nascita di un nuovo Corso nella nostra regione. Indice di coraggio, che, tre anni fa, ci ha permesso di avviare un’attività di cui non sempre si coglie la vitalità nella nostra provincia. Lo stesso coraggio ci sostiene oggi nel rilanciare l’iniziativa con l’ambizione di essere rappresentativi per tutto il Meridione e in grado di competere con enti nazionali prestigiosi. Abbiamo imprese di ottimo livello e studenti con una marcia in più, possiamo abbracciare la sfida”, prosegue il prof.   Riccardo Resciniti, Direttore Scientifico dell’IBA, docente di Marketing Internazionale all’Università del Sannio. Presenti all’evento, a rappresentare il sostegno delle Istituzioni, gli Assessori Regionali Amedeo Lepore, alle Attività Produttive, e Chiara Marciani, per la Formazione e le Pari opportunità: “non deve esistere distacco tra necessità di alta formazione e capacità nello sviluppo della Regione. I due termini possono essere facilmente coniugati, facendo sistema”, sottolinea Lepore. Sulle iniziative messe in campo per i giovani informa Marciani: “il progetto Garanzia Giovani innanzitutto, che fornisce corsi di alta formazione. Un altro progetto, con l’utilizzo di fondi europei, permette di seguire un periodo di sei mesi di stage all’estero. Ancora siamo attivi sullo sviluppo dell’imprenditoria femminile nei settori: scienze, tecnologie e ingegneria. Tutto questo per rivisitare il sistema formazione in Campania, riducendo la fase di limbo dall’uscita dall’Università all’inizio di un percorso lavorativo”. Ricorda i risultati ottenuti nelle precedenti edizioni del Master Giuseppe Marotta, Direttore del Dipartimento di Diritto, Economia, Management e Metodi Quantitativi dell’Università del Sannio: “16 ragazzi su 19 formati già lavorano, alcuni con contratto a tempo indeterminato. Oggi bisogna cogliere l’opportunità del mercato internazionale fornita dall’Expo 2015, che ha fatto conoscere nel mondo le eccellenze agroalimentari italiane, traino del made in Italy”. Interviene per la Parthenope il Direttore del DISAQ Francesco Calza: “nel nostro Dipartimento è fervida l’attività rivolta all’internazionalizzazione. Aderiamo a questa iniziativa per due motivi: il Master ci avvicina alle imprese, e da ciò nascono occasioni di lavoro per i ragazzi, che spesso vengono presi da sconforto alla giovane età di 22 anni. Le leve in ingresso nel mondo del lavoro devono essere entusiaste, non rassegnate, poiché l’entusiasmo è una dote che non si può imparare. Il secondo motivo è costruire una corposità che ci dia un peso specifico diverso in altri luoghi del nostro paese”. Si rivolge sempre ai ragazzi il prof. Francesco Izzo di Strategie per i Mercati internazionali alla SUN: “guardiamo al futuro. Le piccole e medie imprese oggi sono affacciate occasionalmente ai mercati internazionali. Questo non basta. La strada della crescita porta a guardare lontano, alla dimensione globale di una generazione Erasmus. I ragazzi devono parlare le lingue di altri mercati, per questo è necessario il contributo dei sette Atenei, con diversi metodi e diverse competenze”. Si sofferma sul ‘think International’ Vittoria Marino, docente di Marketing Internazionale all’Università di Salerno: “dimostrare di avere le capacità di formare community è un percorso difficile. Tante barriere impediscono ai giovani di affacciarsi ai mercati internazionali. Le imprese locali devono necessariamente orientarsi verso una prospettiva globale. Il nostro Campus è di per sé votato all’internazionalizzazione, in quanto studenti di varia provenienza entrano ed escono in continuazione”. Dopo la docente di Economia e Gestione delle Imprese Internazionali a L’Orientale, Alessandra De Chiara, che si sofferma sulla necessità di integrare la conoscenza delle lingue con quella gestionale, prende la parola Paolo Stampacchia, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese alla Federico II, pioniere degli studi internazionali: “la realtà attuale è fatta di reti e il contratto di rete cozza con l’individualismo dimostrato finora dalle Università. Il Master testimonia un’inversione di tendenza e il DEMI della Federico II, da sempre vicino alle attività delle imprese, sarà lieto di fornire il suo contributo”. La prof.ssa Paola Villani, responsabile orientamento del Suor Orsola, parla di life skills: “buon carattere, umiltà, flessibilità, velocità di pensiero. Saper essere, non solo saper fare, sono caratteristiche fondamentali che le aziende cercano nei nostri ragazzi e dobbiamo aiutarli a perfezionarle. Siamo angeli del fango che costruiscono edifici dal nulla, senza abbatterci”. Rivolta agli studenti presenti: “studiate con passione ed impegnatevi. L’Italia sarà quello che sarete voi”. Conclude gli interventi introduttivi Riccardo Maria Monti, Presidente dell’ICE: “con questo Master abbiamo fatto solo metà del nostro dovere. Il flusso di internazionalizzazione presente nel Corso di Alta formazione è un’opportunità unica di poter conoscere il mondo, senza abbandonare le nostre radici. La Campania ha tante carte da giocare con filiere forti, componente giovane e bravi docenti universitari. Occorrono giovani che facciano promozione del territorio nel mondo, per consentire investimenti in settori come il turismo e il made in Italy. Un euro di promozione investito bene ne frutta 90 di export. Questo può far rinascere il nostro territorio con energia, entusiasmo e la ‘cazzimma’ che ci contraddistingue e che serve sempre”.
Allegra Taglialatela
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