I coniugi Dagum, maestri di scienza e di impegno sociale

Un riconoscimento ai meriti scientifici ma anche all’impegno sociale. Si è svolta venerdì 13 maggio la cerimonia di conferimento delle lauree ad honorem in Statistica per la gestione aziendale ai professori Estela Bee Dagum e Camilo Dagum. Un evento importante, quello celebrato nella splendida cornice di Villa Doria D’Angri, in via Petrarca. Uno scenario che da un paio d’anni fa da sfondo alle varie iniziative didattiche e culturali dell’Università degli Studi “Parthenope”. Una cerimonia in grande stile, scandita inizialmente, dalle note degli inni nazionali di Argentina, Canada e Italia, rispettivamente, paese nativo, adottivo ed ora ospitante dei due illustri scienziati. 
In una sala gremita in ogni ordine di posto, la cerimonia, iniziata con oltre 40 minuti di ritardo, rispetto all’orario previsto, è stata aperta dal Magnifico Rettore della Parthenope, Gennaro Ferrara, che, richiamando l’attenzione dei presenti, ha subito messo in evidenza le doti umane e professionali dei due studiosi. “Sono lieto di onorare il prestigioso cammino scientifico di Estela Bee Dagum e di Camilo Dagum. Due studiosi che hanno dedicato la loro vita alla ricerca, e che hanno dato un prezioso contributo al progresso raggiunto nelle discipline statistico-economiche”. Una vita professionale segnata da un profondo impegno scientifico, ma, anche, sociale, come testimoniano i tanti lavori sulla giusta distribuzione delle risorse. Lavori intrapresi, soprattutto, da Camilo Dagum, definito dal Preside della Facoltà di Economia, Claudio Quintano: “Un analista delle disuguaglianze”. Una carriera, quella dei due coniugi, ricca di successi professionali e di importantissimi riconoscimenti internazionali. Due carriere, due vite che, sia il Preside Quintano, che la prof.ssa Castellano hanno voluto ricordare, tracciando in poche parole, un profilo attento ma, allo stesso tempo, ammirato dei due studiosi. “Camilo Dagun – afferma la Castellano – rappresenta quello che si può definire come un vero uomo rinascimentale. Un uomo eclettico, dotato di vaste conoscenze che spaziano dalla filosofia alla storia, dalle scienze politiche, economiche e sociologiche, alla matematica e alla statistica.” L’eccezionale carriera di C. Dagum come docente e ricercatore ha inizio nel 1949, presso la Facoltà di Scienze Economiche dell’Università  Nazionale di Cordoba. Da quel momento il prof. Dagum ha collezionato una serie di successi e di esperienze professionali che oggi ne fanno uno dei più stimati e competenti studiosi di discipline statistico-economiche, specie per quanto riguarda lo studio della distribuzione del reddito. Non da meno è stata la carriera umana e professionale della sua consorte, Estela Bee Dagun, che, il Preside Quintano, introduce così: “una donna che inventa e reinventa se stessa molte volte. Una donna che nella sua attività scientifica è sempre stata guidata da un profondo spirito di osservazione e di investigazione, riuscendo, con soluzioni innovative, a risolvere problemi statistici ed economici di grande significato sociale ed economico”.
La cerimonia è stata un vero e proprio lungo momento solenne che ha coinvolto tutti gli invitati, dal Magnifico Rettore dell’Università “La Sapienza” di Roma, Renato Guarini, che ha dichiarato di sentirsi emozionato per il riconoscimento a due grandi studiosi e a due grandi amici, al Preside della Facoltà di Economia di Palermo, Vincenzo Lo Iacono, anch’egli onorato di aver preso parte a questa cerimonia. Un’emozione che si è fatta ancor più viva, quando i due coniugi hanno preso la parola. La prima a parlare, si è sforzata di farlo in italiano (anche se poi ha preferito continuare in inglese), è stata, per cavalleria, la prof.ssa Estela Bee Dagun. “This is a special day, and it’s a great honor for me to be awarded the Honorary Doctoral degree in Economics and Statistics.” – “Questo è un giorno speciale, ed è un grande onore per me ricevere la laurea ad honorem in Economia e Statistica.” La prof.ssa Dagum, visibilmente emozionata, ha ricordato le tante sciagure di questo nostro secolo, dovute in gran parte all’avidità dell’uomo. “La statistica -ha detto-  può giocare un ruolo fondamentale per risolvere le affannose sfide di questo secolo. Per far ciò, però, c’è bisogno che tutti noi agiamo in maniera diversa e meno superficiale. Meno sappiamo e più certe ci appariranno le nostre risposte”. Anche quando il microfono è passato nella mani del marito si è avvertita una certa emozione tra i presenti in sala. L’intero discorso del prof. Dagum verteva essenzialmente sul rapporto importantissimo tra la scuola e la società. “The students constitute the future generation of teachers, researchers and professionals.” – “Gli studenti costituiscono la nuova generazione di professori, ricercatori e professionisti”. Parole sentite, sofferte, specie quando ha invitato tutti a riflettere su una nuova concezione di globalizzazione.    “Noi abbiamo bisogno di una nuova forma di globalizzazione di persone, fatta da persone e per le persone.” Alla fine, la cerimonia si è conclusa con un lungo applauso, interrotto da un’ultima citazione del prof. Dagum che ha riletto una frase molto bella di un poeta argentino: “celebro il mio destino di sentire come sento, di vivere come vivo e di morire come muoio. La sacra missione di un essere umano è morire seminando la vita e vivere, combattendo sempre per la pace e la giustizia”.
Gianluca Tantillo
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