I dubbi degli studenti

 
Le potremmo chiamare “fobie da passaggio”. Si spera che siano anche “di” passaggio, poiché presto le regole del transito dal 3+2 all’1+4 dovrebbero essere così chiare a tutti da non generare più dubbi come quelli che seguono. Domande che a volte, oltre a esprimere le incertezze legate a un’informazione ancora non del tutto completa, riflettono diffidenza e timori nei confronti dell’università.
Voci, sussurri e simili. Una ragazza iscritta al primo anno fuori corso è tormentata da un feroce dubbio. Un’amica di un’amica di un’amica le ha detto che passando al nuovo ordinamento dovrà iscriversi al terzo anno, praticamente ripetendo un anno di corso già fatto. Possibile? “Diffidare dalle voci di corridoio, le voci di amici e simili”, dice il rappresentante degli studenti Enzo Fischetti, “in questa fase se si vogliono informazioni è meglio chiedere ai rappresentanti oppure recarsi direttamente in presidenza. Il caso in questione è esemplare di quanto possano essere fuorvianti e false le voci di corridoio. Come si può pensare di costringere chi vuole cambiare ordinamento a ripetere un anno già fatto? E’ assolutamente falso, in un’ipotesi come quella descritta, se si effettua il passaggio, ci si iscrive direttamente al quarto anno in corso della quinquennale. E’ un bel vantaggio, si rientra in corso automaticamente, salvo poi doversi rimboccare seriamente le maniche per far sì che a quel rientrare in corso giuridicamente corrisponda un rimettersi in carreggiata con gli esami”.
Ma quali limiti?. Una neoimmatricolata ha sentito dire che potrà passare all’1+4 soltanto chi ha già sostenuto tutti gli esami del primo anno. Una bella limitazione. Solo che è falsa. “I neoimmatricolati sono quelli che ricaveranno i maggiori benefici dal passaggio al nuovo ordinamento”, afferma Fischetti, “infatti dovranno sostenere solo 27 esami, come coloro che si iscriveranno l’anno prossimo”.
A quando gli esami?. Uno dei timori più diffusi è quello che riguarda il tempo degli esami. Passando alla quinquennale, infatti, si potrà incominciare a sostenere gli esami solo a partire da gennaio 2007. Stavolta la preoccupazione ha un fondamento. E’ evidente che gli esami relativi agli insegnamenti dell’1+4 andranno sostenuti dopo la fine dei corsi, cioè una volta terminato il primo semestre. Nel frattempo però sarà ancora possibile dare gli esami della triennale rimasti in sospeso. Non c’è dunque alcun pericolo di ritrovarsi costretti a stare con le mani in mano per alcuni mesi. Inoltre, non è detto che qualche docente non possa adottare il sistema delle prove intercorso per iniziare a far conferire i ragazzi su una parte dei programmi della quinquennale.
Il libretto della discordia. Passando alla quinquennale c’è il rischio di continuare ad essere penalizzati per i voti poco brillanti riportati agli esami precedenti. Ecco un esempio di “fobia da passaggio” che rispecchia una certa sfiducia nell’università e nella sua classe docente. La maggior parte degli studenti di Scienze giuridiche è allettata dal nuovo ordinamento, che permetterebbe loro di risparmiare, in media, dai 4 ai 6 esami più, in ogni caso, una tesi di laurea. C’è però una fascia di studenti che crede nel valore “purgativo” della specialistica, la quale consentirebbe loro di cancellare anche il passato più imbarazzante. La tua media stenta ad arrivare al 21/22 ? Prendi la laurea triennale, dopodiché comincia una nuova vita studentesca iscrivendoti alla specialistica, dove i professori ti valuteranno avendo di fronte un libretto degli esami immacolato. E’ un ragionamento più diffuso di quanto non si creda, che risente di un antico pregiudizio sui metri di valutazione adottati dai docenti. I professori, si è sempre detto, guardano il libretto e si lasciano influenzare dai voti precedenti. Sul valore di questa affermazione è difficile esprimersi. Potrebbe essere tanto fondata quanto infondata…
Che fine fa il titolo triennale?. Secondo la presidente del Consiglio degli studenti di Giurisprudenza, Alessia Giaccari, il passaggio all’1+4 è consigliabile anche a chi è laureato, dato che intraprendendo la strada del quinquennio dovrebbe sostenere una decina di esami invece dei 15 previsti alla specialistica. La domanda-fobia in questo caso è: è vero che transitando al nuovo ordinamento si subisce l’annullamento della laurea triennale? “Niente di più assurdo”, dice la Giaccari, “come si potrebbe perdere un titolo già legalmente acquisito? Una paura del tutto ingiustificata”. 
Sara Pepe
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