Le due Procedure, materie ostiche e professionalizzanti

Tra meno di venti giorni, con il mese di giugno, inizierà la sessione estiva d’esami. Diritto Processuale Civile e Procedura Penale sono due esami dai quali nessuno può prescindere, discipline fondamentali considerate però ostiche da un gran numero di studenti. Si teme la vastità del programma ed il linguaggio tecnico che bisogna adoperare. La preparazione richiede mesi.  “La difficoltà che si riscontra nello studio della materia è oggettiva – spiega il prof. Guido Pierro, docente di Procedura Penale- La disciplina del processo penale è ormai da anni nell’occhio del ciclone e diventa difficile insegnare (ed imparare) quando vi sono cambiamenti incessanti, quando vi è una continua necessità di aggiornamento. Non ci sono argomenti ostici, è l’ampiezza del programma che penalizza. Per questo io consiglio uno studio metodologico che si cali poi su un piano concreto”. Ma qual è la base da cui partire? “Lo studio base riguarda le parti fondamentali della materia. Ad esempio: la situazione relativa ai protagonisti del giudizio penale, il giudice, il pubblico ministero, la difesa, l’imputato, il processo, il procedimento. Tutto questo deve essere conosciuto negli elementi di base e non deve essere isolato dalle altre parti. In sede di esame si parte da una domanda generale che stabilisce se si è raggiunta una preparazione sufficiente per passare poi ad un approfondimento che permette di definire il voto”. Facciamo un esempio concreto: “la modifica dell’articolo 111 Cost. relativo alla imparzialità del giudice: si parte dal giudice, dai profili costituzionali, dalla sua identificazione in materia penale. Il discorso del giudice presuppone la conoscenza della distribuzione degli organi giudicanti su territorio nazionale e la nozione di giudice naturale, ed ecco che da un discorso istituzionale (generale) si passa a domande più specifiche. Questo è sicuramente un grande aiuto per gli studenti: capire come si svolge l’esame permette di adottare un metodo di studio appropriato”. In tutto il mese di maggio saranno svolti dei seminari di approfondimento. “Attraverso i corsi, le integrazioni didattiche ed il ricevimento – aggiunge il professore- cerchiamo di agevolare il percorso dello studente. Consigliamo un libro che dia una formazione completa e, soprattutto, l’utilizzo di un codice di procedura penale corrispondente al lasso di tempo in cui si prepara l’esame. Il riscontro con l’attualità ha un peso rilevante”. Un suggerimento agli studenti: “superare l’esame per se stessi, perché il patrimonio conoscitivo e il metodo che si acquisisce servirà per la loro vita professionale”. Ed una constatazione: “insegno da tre anni alla Federico II ed ho riscontrato negli studenti napoletani un interesse vivo, una partecipazione assidua che porta ad ottimi risultati”. 
Di parere concorde è il prof. Modestino Acone, docente di Procedura Civile: “gli studenti che partecipano con attenzione ai corsi e ai seminari superano l’esame in maniera brillante e con più facilità. Tutti sappiamo che il programma di Procedura Civile è vasto e difficile, la materia è compendiosa perché vi si riflettono una serie di tematiche che riguardano l’intero ordinamento ma attraverso le lezioni, le esercitazioni ed il ricevimento, le difficoltà diminuiscono”. Tuttavia il numero di studenti bocciati aumenta in ogni sessione. “Il programma per il nuovo ordinamento è ridotto e non dovrebbero esserci problemi” continua il professore. Per gli studenti del vecchio ordinamento “ci sono delle agevolazioni (ciò non vuol dire che si regala l’esame), ad esempio la riforma varata nel 2005 sul processo civile non viene chiesta in sede d’esame perché non è prevista nel vecchio programma, ma a volte, pur concedendo una certa elasticità, è sbagliato il modo di porsi nei confronti della materia. Mi chiedono sempre se c’è una parte del programma su cui focalizzare l’attenzione. Indubbiamente la formazione dello studente avviene con la parte generale ma è sulla parte speciale che questa trova applicazione e quindi non esistono argomenti obbligatori e argomenti facoltativi. Questo è un esame tecnico, professionale, che serve soprattutto dopo la laurea perché ha valenza generale per tutti gli sbocchi, un esame da cui non si può prescindere ed è giusto che abbia il suo grado di difficoltà”. Anche il prof. Acone quindi conferma un’alta percentuale di bocciati e che questa condizione riguarda principalmente gli studenti del vecchio ordinamento. Da settembre, con l’1+4, le cose potrebbero cambiare. L’esame sarà suddiviso in due parti: “avremo due cattedre per il primo semestre che si occuperanno della parte generale, altrettante nel secondo semestre che tratteranno la parte speciale. Per informazioni più precise bisognerà attendere. Ora bisogna pensare solo agli imminenti esami di giugno per i quali auguro un in bocca a lupo a tutti gli studenti”. 
Susy Lubrano
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