I Poli tirano la cinghia

I Poli della Federico II tirano la cinghia. La scure del decreto Bersani si abbatte sull’università e i tre poli dell’Ateneo fridericiano sono costretti a tagliare del 20 per cento le spese sulla previsione di bilancio del 2007. A subire le riduzioni più ingenti sono le voci relative ai consumi intermedi: guardiania, manutenzione, pulizia, ecc. Malgrado i tagli, continuano le iniziative per il 2007: la redazione di un opuscolo sulle attrezzature per il Polo delle Scienze e Tecnologie, un nuovo progetto di ricerca per il Polo delle Scienze della Vita, una giornata della ricerca umanistica per il Polo delle Scienze Umane. 
L’imperativo, dicevamo, è risparmiare. Ne sa qualcosa il prof. Luciano Mayol, che da presidente del Polo delle Scienze e Tecnologie della Vita dichiara: “Dobbiamo entrare nell’ordine di idee che bisogna eliminare gli sprechi: ad imporcelo sono il decreto Bersani e la nuova Finanziaria. Il che potrebbe anche essere una cosa positiva per l’università. Il punto però è che ciò che si risparmia non può essere riutilizzato dagli stessi atenei. Il decreto, infatti, impone di versare all’erario quanto accantonato”. Tre sono le macro voci di spesa dei Poli: ricerca, biblioteca e consumi intermedi. “La ricerca – sostiene il presidente Mayol – assorbe appena il 10 per cento dei circa 4 milioni di euro del nostro bilancio 2007. Il resto dei fondi se ne vanno per i consumi intermedi, quali cancelleria, guardiania, manutenzione, ecc. Grazie alla collaborazione del dott. Guido Luise, direttore amministrativo del Polo, siamo riusciti a fare un ottimo lavoro, redigendo un bilancio di previsione che mantiene inalterati i trasferimenti ai dipartimenti e che abbatte, come indicato dal precetto legislativo, le spese intermedie del 20 per cento”. Immancabili le ripercussioni sugli utenti dell’università. “Un possibile scenario futuro – riferisce Mayol – potrebbe essere quello che vede ridotto l’orario di apertura di alcuni servizi. È impensabile, per esempio, che taluni uffici possano restare aperti anche d’estate”.  
Non se la passa meglio il Polo delle Scienze e della Tecnologie, presieduto dal prof. Massimo D’Apuzzo che, al pari dei colleghi, ha abbattuto soprattutto le voci di spesa intermedia. “Siamo in un momento difficile – dice – L’applicazione del decreto Bersani ci obbliga a ridurre i contratti già in essere. E per noi è tantissimo tagliare il 20 per cento su di un bilancio di circa 8 milioni di euro”. All’incirca 4 milioni e mezzo di euro è invece il patrimonio a disposizione del Polo delle Scienze Umane guidato dal prof. Massimo Marrelli: “Abbiamo già tagliato le spese per telefoni e guardiania. Di conseguenza, alcuni edifici saranno mantenuti in modo peggiore”. Nessun provvedimento, invece, per le spese di pulizia, “per evidenti motivi di igiene”.  
Nonostante le dolenti note economiche, i lavori dei Poli fridericiani procedono alacremente. “C’è una perfetta sintonia tra noi presidenti di Polo – fa sapere Luciano Mayol – Operiamo di comune accordo; ci incontriamo con cadenza settimanale e ai nostri summit partecipa anche il rettore Trombetti. In altre parole, stiamo realizzando quel raccordo tra centro e periferia tanto auspicato allorché furono istituiti i Poli”. Internazionalizzazione, anagrafe della ricerca e biblioteca on line sono i progetti che i tre poli condividono. 
Un’anagrafe della ricerca
“L’anagrafe della ricerca – spiega il prof. D’Apuzzo – è un grande progetto di Ateneo realizzato in collaborazione con il Cineca. Si tratta di una banca dati con tutte le informazioni relative alla ricerca, dai risultati (brevetti, pubblicazioni, ecc.) alle risorse (laboratori, attrezzature, ecc.). Queste informazioni saranno poi a disposizione degli utenti dei Poli e dell’Ateneo intero. L’anagrafe servirà per la valutazione della ricerca, fondamentale nell’attribuzione dei finanziamenti ministeriali e, a cascata, dai Poli ai Dipartimenti”. A buon punto anche il servizio di biblioteca on line “istituito – fa sapere Mayol – per evitare la duplicazione d’acquisto di libri e riviste”.
Quanto alle iniziative dei singoli Poli, entro marzo andrà in stampa “un opuscolo sulle grandi attrezzature del Polo delle Scienze e delle Tecnologie censite al momento. Il libricino, realizzato in collaborazione con il Coinor e redatto in italiano e in inglese, sarà distribuito non solo alle aziende italiane, ma anche alle università del Mediterraneo per attrarre ricercatori stranieri illustrando loro i nostri servizi”, annuncia il presidente D’Apuzzo. Sempre a marzo “parteciperemo anche alla manifestazione EnergyMed, in cui i nostri ricercatori illustreranno le nostre iniziative nell’ambito dell’energia, sia in termini di risparmio energetico che di energia alternativa”. 
Le Giornate di Polo
Dal canto suo, il prof. Mayol conferma le Giornate di Polo “da tenersi a settembre” e annuncia il varo di una nuova iniziativa a favore della ricerca: “Cercherò di favorire tutte le proposte di progetti che tenderanno a coinvolgere il maggior numero di strutture afferenti a questo Polo. Oltre ai fondi di Ateneo, proveremo ad ottenere anche l’attribuzione di finanziamenti europei”.
Ricerca e fondi europei sono centrali anche per il Polo presieduto dal prof. Marrelli, impegnato negli ultimi tempi a realizzare una struttura in grado di “europrogettare”. “Adesso – riporta il Presidente – possiamo contare su di un ufficio con personale tecnico-amministrativo formato ad hoc per elaborare progetti di ricerca rispettando i criteri europei. L’obiettivo è aderire ai bandi di ricerca del VII programma quadro dell’Ue. E il 28 febbraio i nostri dipartimenti incontreranno i responsabili dell’Apre, l’agenzia europea specializzata nella redazione dei progetti”. 
Le lauree umanistiche
possono avere mercato
Ma c’è un’altra idea che bolle in pentola, ben più ardua da realizzare: convincere gli studenti del Polo delle Scienze Umane (Facoltà di Lettere, Scienze Politiche, Sociologia, Economia e Giurisprudenza) che le loro competenze umanistiche possono avere un gran valore di mercato. “A fine aprile vorremmo organizzare una giornata della ricerca umanistica in cui tracceremo non solo una mappa delle competenze, ma inviteremo anche le aziende che dovranno aiutare i nostri studenti a trasformare le loro idee, la loro cultura, in valore di mercato”. 
Un anno per il prof. D’Apuzzo, pochi mesi per Mayol e Marrelli, i tre presidenti tracciano un bilancio alla guida dei rispettivi Poli sostanzialmente positivo. Soddisfazione per il prof. Mayol “perché ci sono tutte le premesse per fare tanto”. Marrelli ammette di aver trovato, “una macchina ben funzionante grazie al lavoro del mio predecessore, il prof. Cantillo, e degli impiegati del Polo”. Per D’Apuzzo, “l’esperienza non è delle più semplici perché le tipologie delle problematiche da risolvere sono molto diverse l’una dall’altra e spesso impongono risoluzioni immediate”. A far penare D’Apuzzo è soprattutto “la gestione dei servizi generali affidati al Polo, quali sorveglianza, manutenzione, ecc.”. A confortarlo, però, è “la perfetta sintonia di vedute col nuovo direttore amministrativo, Carlo Ferraro, che, come me, intende il Polo in un’ottica di servizio”.
Paola Mantovano
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