i PROFESSIONISTI DELLE EMERGENZE

Scienze Geologiche vive una fase delicata della sua esistenza. Le matricole, lo scorso anno, sono state meno di un centinaio. In una fase nella quale la Facoltà di Scienze si sta spostando progressivamente a Monte Sant’Angelo, è divisa inoltre tra largo San Marcellino -dove Scienze Politiche le contende aule e spazi- e Mezzocannone 8. E tuttavia, in un territorio come quello campano, cronicamente instabile e dissestato, complice la scriteriata politica di rapina perpetrata nei passati decenni, di lavoro, per i geologi, ce ne sarebbe davvero a iosa. Giuseppe Capaldi, da circa un anno Presidente del Corso di Laurea, parte da queste considerazioni. “Mi aspetto che dalla constatazione di queste emergenze scaturiscano, da parte dei pubblici poteri, progetti di intervento affidati ad esperti conoscitori del territorio. I quali non possono che essere i geologi, per definizione”. Scienze Geologiche ha circa cinquant’anni. Laurea ogni anno una sessantina di studenti. Si articola in un triennio di base ed un biennio di applicazione, a sua volta diviso in quattro indirizzi: Geologico paleontologico, Mineralogico Petrografico, Giacimentologico Geochimico; Geofisico e Geologico strutturale; Geologico applicativo. Chimica generale ed inorganica con elementi di organica; Istituzioni di Matematiche I: questi gli insegnamenti del primo semestre del primo anno. Nel secondo semestre si affrontano Fisica sperimentale I e Geografia fisica. “Fino a poco tempo fa erano le Matematiche gli ossi duri per i nostri studenti -ricorda il professor Capaldi-. Oggi direi che insegnamenti particolarmente duri, rispetto agli altri, non ne abbiamo. Alcuni sono invece di taglio più operativo, come Rilevamento geologico, al termine del quale gli studenti svolgono una campagna di una settimana sul territorio”. I laboratori sono generalmente corredati con attrezzature moderne, ma soffrono della carenza di spazi. E’ la situazione, per esempio, di quelli di Fotogeologia e Telerilevamento, Petrografia, Paleontologia. Gli sbocchi professionali? “Enti di ricerca, enti pubblici, ma anche società private. Per esempio quelle edili, che per legge devono accompagnare la progettazione con uno studio dello stato del suolo sul quale intendono edificare. Oppure quelle che operano nel campo dello sfruttamento delle risorse naturali, dal petrolio al metano”.
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