I professori consigliano….

E’ giunta ormai la tanto temuta sessione estiva d’esami. Le  matricole dovranno sostenere, come prevede la semestralizzazione, gli esami di: Diritto Privato, Storia del Diritto Romano ed Economia Politica. Le influenze negative che possono subire gli studenti, dalle tante voci di corridoio, sono svariate, e così abbiamo dato voce a chi ne sa di più: i professori Enrico Quadri e Fernando Bocchini (Diritto Privato), Lucio De Giovanni (Storia del Diritto Romano) e Antonio Murolo (Economia Politica).
DIRITTO PRIVATO. Fra le priorità degli studenti, Diritto Privato, esame che consente di conseguire ben 12 crediti, e che, volendo rispettare il calcolo delle 25 ore a credito, richiede 300 ore di studio. È possibile preparare contemporaneamente anche gli altri esami? Il prof. Enrico Quadri non scoraggia. “È sicuramente una materia molto complessa, ma per chi ha frequentato il corso, e quindi ha avuto la possibilità di confrontare ciò che ha studiato a casa con le lezioni, sono necessarie due o tre settimane di ripetizione prima dell’esame. Sconsiglio sicuramente però di sostenere più esami a distanza di qualche giorno”. Per chi non ha potuto seguire, invece, cosa consiglia? “Consiglio di frequentare il Dipartimento. Quasi tutti i giorni c’è un mio collaboratore pronto a rispondere a ogni dubbio e soprattutto a fare anche delle piccole preinterrogazioni collettive”. Mentre risponde alle nostre domande, il professore mostra in un’aula il dott. Rinaldi a lezione con un gruppo di studenti. “È peccato non sfruttare queste opportunità, al CEPU costano molto.” commenta. La paura di molti giovani studenti è quella di sbagliare metodo. Ha qualche consiglio? “Leggere il manuale seguendo di pari passo i richiami al codice civile e alla legislazione”. “La chiarezza dei principi consente la comprensione dei singoli istituti”, aggiunge il professor Fernando Bocchini, autore, con il prof. Quadri, del manuale “Diritto Privato”.
STORIA DEL DIRITTO ROMANO. Dopo aver sostenuto l’esame di Istituzioni di Diritto Romano nel primo semestre, gli studenti si apprestano a preparare Storia del Diritto Romano. Sorgono problemi per chi nella prima sessione non ha sostenuto o non ha superato Istituzioni? Il professor Lucio De Giovanni tranquillizza: “non è necessario ai fini dell’esame aver sostenuto l’esame di Istituzioni”. Quali sono i consigli per sostenere un esame discreto? “Al corso abbiamo fatto delle simulazioni d’esame per dare un’idea del colloquio che lo studente dovrà sostenere. Inoltre, consiglio di non perdersi nei particolari nella prima lettura ma approfondirli in un secondo momento dopo aver acquistato una visione generale e razionale. Privilegiate il ragionamento piuttosto che memorizzare le nozioni”. Perché la Storia del Diritto Romano è utile alla formazione di un giurista? “Il carattere formativo sta nel fatto che tende a sviluppare nello studente il senso della storia. Non si può essere un buon giurista senza il senso della storia”.
ECONOMIA POLITICA. E’ una disciplina che ha un minor numero di crediti ma che nasconde molte insidie. Non a caso la consuetudine degli studenti del vecchio ordinamento era di lasciare questo esame alla fine del percorso universitario. A rispondere alle nostre domande è il professor Antonio Murolo. Qual è il metodo migliore che può consigliare ai suoi studenti? “Io faccio sempre una differenza fra imparare e studiare. L’Economia Politica, come il diritto, deve essere studiata, quindi capita, e non imparata a memoria. Per questo è stato fondamentale il corso, infatti abbiamo avuto un’ottima frequenza e molta interattività con gli studenti”. La testimonianza delle parole del prof. Murolo sono i risultati del questionario informativo compilato dagli studenti al corso. Ben il 93%  considera utile l’introduzione di verifiche orali; il 69% sarebbe favorevole a un maggiore approfondimento di alcuni temi. Quest’ultima indicazione è stata colta al volo dal professore:  un gruppo di 15 studenti segue un seminario di approfondimento. “È raro poter seguire seminari in dipartimento con il proprio professore” dice una studentessa . “Il corso è andato oltre le più rosee aspettative, ci ha illustrato una disciplina fondamentale per comprendere una moltitudine di fenomeni che ci circondano” aggiunge un altro studente. Ma dinanzi a tutto questo entusiasmo dei frequentanti, la domanda sorge spontanea: e chi non ha avuto la possibilità di seguire? Il professore rinnova la sua disponibilità e quella dei suoi collaboratori. Questa volta la conferma viene dal caso. Alla porta bussa uno studente-lavoratore che chiede sostegno. Il dott. Mario Troiani, giovane e attento collaboratore del professore, sconsiglia di presentarsi in Dipartimento pochi giorni prima dell’esame solo per ricordare la propria presenza: “È controproducente”. Rassicurazioni anche per chi ha una media bassa e teme che i voti possano influenzare il rendimento dell’esame. “Il professore apre il libretto solo dopo aver deciso il voto, e, come lui, anche noi collaboratori”, afferma il dott. Troiani.  
Mimmo De Maio
- Advertisement -





Articoli Correlati