LETTERE. File e disagi per il ritiro dello Statone

Tutto come previsto: file in segreteria; chioschi informatici in tilt; tanto disagio. Tutta colpa dello statone. Il certificato, ormai divenuto obbligatorio, per registrare gli esami durante la prova stessa. La nuova procedura è stata voluta dalla Segreteria studenti per ragioni puramente burocratiche. E proprio di burocrazia parlano gli studenti a cui, come spesso accade, è caduta una tegola sulla testa. “Da due anni che sto qui non è mai servito, ora è uscita questa novità. In segreteria mi hanno risposto che lo statone si ritira direttamente ai box informatici. Ma lo sanno che sono guasti?”. E’ l’interrogativo di Sonia Oliviero, ventitré anni, studentessa di Lettere Moderne. “Abbiamo fatto una fila esagerata per ritirare il documento. Abbiamo chiesto ad un nostro collega di farci passare avanti, altrimenti avremmo fatto tardi all’esame di Geografia. Per fortuna la professoressa è stata tollerante. In fondo, l’annuncio di questa bella  sorpresa è arrivato in ritardo. Gli avvisi li abbiamo letti da poco”, replicano Carmela D’Onofrio e Giacomo Auriemma. “Non mi spiego il motivo di questo provvedimento. Neanche i professori hanno le idee chiare. Nemmeno loro riescono a concepire l’utilità di questo pezzo di carta. Io ho ritirato lo statone durante un esame di Letteratura Latina” aggiunge Carmine Comunale, iscritto al terzo anno di Lettere Moderne. “In una sola parola – sbotta Giacomo Esposito, sempre di Lettere Moderne – lo statone è la riprova dell’inutilità più totale. Non ha valore, per non parlare del modo di reperirlo. A cosa può servire. E se il prossimo anno cambia di nuovo la denominazione degli esami?”. Fa notare Salvatore Ambrosino, ventiquattro anni, vecchio ordinamento: “io lo statone già lo avevo. Lo ritirai due anni fa. Ho saputo che ci sono parecchi problemi. Le macchinette informatiche non hanno l’inchiostro per stampare”. Dello stesso avviso è Fabio Oliva. Intanto per maggiore informazione va detto che lo statone può essere stampato anche dal proprio personal computer, comodamente da casa. Basta entrare nel sito dell’Università ed inserire la password di accesso. Almeno questo è quanto rassicurano.   
Elviro Di Meo
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