IL CONTRIBUTO DEGLI ATENEI

L’Info Point classico, quello Virtuale e il Citymate: le tre forme di partecipazione del Suor Orsola Benincasa all’America’s Cup. L’Info Point ha visto protagonista un team di 30 studenti dei Corsi di Laurea in Scienze della Comunicazione e in Turismo per i Beni Culturali, coordinati dai professori Marco Gorini e Paola Villani. Avevano il compito di illustrare ai visitatori ogni possibilità connessa all’evento velico e agli stand del Village. In particolare, Matteo Borriello, all’ultimo anno della Magistrale in Storia dell’Arte, ha portato avanti il progetto di Citymate, ovvero di accompagnamento turistico nei luoghi caratteristici della città. “Ho sviluppato un percorso attraverso strade e monumenti del centro storico, per dare la possibilità di visitare la Napoli vera, al di là dei luoghi canonici indicati nelle guide”, racconta lo studente. I percorsi originariamente erano due, ma, causa il maltempo, se ne è realizzato solo uno: la degustazione di prodotti tipici all’interno delle botteghe nella zona di S. Pasquale a Chiaia. “Mi ha colpito molto che all’info-point si fermassero maggiormente turisti italiani o addirittura i napoletani stessi, curiosi di riscoprire la loro città”, dice Matteo che è innamorato della sua Napoli. “Sono appassionato della storia del nostro territorio, è stato questo il mio argomento di tesi, perciò vorrei trovare lavoro nella mia città”.
Il progetto dell’Info Point Virtuale è stato sviluppato da Davide Di Bernardo, al terzo anno di Scienze della Comunicazione. “Con quattro canali di social network abbiamo fornito informazioni in tempo reale a tutti i visitatori. Facebook, Twitter, You tube e Istagram ci hanno permesso, inoltre, di rendere gli appassionati partecipi dell’evento, anche se non potevano essere materialmente sul posto”. Le foto scattate dai turisti venivano direttamente proiettate su di uno schermo gigante allestito per l’occasione. “Istagram è un Social specializzato in foto. I miei colleghi (Luigi Del Mastro, Andrea De Palma, Claudio Pomarico e Giovanni Gambardella) ed io l’abbiamo utilizzato per diffondere le bellissime immagini riprese dai turisti”. Non solo foto e video dell’evento proiettati in tempo reale, ma anche interviste ai protagonisti. I ragazzi hanno utilizzato un linguaggio formale, ma giovanile al tempo stesso, ed hanno avuto un discreto seguito. “Il nostro progetto è piaciuto molto, infatti molte persone continuano a contattarci, nonostante la fine dell’evento”.
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