Segue un trend positivo e costante il numero di immatricolati per i Corsi di Ingegneria, con una particolare punta di crescita per quanto riguarda la Triennale di Civile, che dopo anni di calo a livello nazionale, già dal 2017/18 ha visto un aumento del numero di iscritti. A spiegarlo è il prof. Vito Pascazio, Direttore del Dipartimento di Ingegneria: “Possiamo dire che il primo semestre, che si sta per concludere, sia andato avanti senza scossoni. I ragazzi hanno partecipato numerosi ai precorsi di matematica e fisica, che come ogni anno organizziamo tra il test di ingresso e l’inizio dei corsi curriculari”. Partiti i due nuovi Corsi dell’area civile: Ingegneria civile e ambientale per la mitigazione dei rischi come laurea di primo livello e Ingegneria Civile per la Tutela dell’Ambiente Marino Costiero come Laurea Magistrale.
L’inizio del secondo semestre è previsto, invece, per marzo, e i corsi si concluderanno a maggio: “Siamo molto attenti nel rispettare i limiti e le date di inizio e fine corsi, in modo da offrire agli studenti il giusto spazio di tempo per dare gli esami. Cerchiamo di garantire loro il maggior numero di appelli durante l’anno, con un totale di circa 10 appelli per materia – continua il Direttore – Ad esempio, solo tra dicembre e marzo, data di inizio corsi, abbiamo 4 appelli per ogni insegnamento. In questo modo si evita anche lo studente soffra, al di là della difficoltà della materia, per una difficile organizzazione della sequenza di esami che sono numerosi durante l’anno”.
Sul piano della ricerca il prof. Pascazio tiene a ricordare i tre spin off attivi in Dipartimento, tra cui Smart Sea (Smart MAterials for Research and Technology in Safety and Environmental Application, “basato sull’utilizzo di un approccio olistico per la risoluzione dei problemi legati all’ambiente e alla sicurezza negli ambienti di lavoro”) di cui si è parlato sullo scorso numero del nostro giornale, Geosyl (“uno spin-off sullo sviluppo di sistemi espansi innovativi per l’efficientamento energetico ad elevate prestazioni”) e Serpico, (relativo a “servizi di consulenza tecnico-scientifica in ambito impiantistico, energetico, sistemi edificio-impianto, monitoraggio e gestione degli impianti tecnologici e qualità dell’aria”). Commenta Pascazio: “Per un singolo Dipartimento e in un periodo limitato di tempo non sono pochi. Attivare uno spin off non è una cosa banale. Ci vogliono buone idee e delle persone che si facciano carico del progetto e arrivare a ben tre spin off è sicuramente un risultato rilevante e segnale di una grande vivacità in una ricerca non finalizzata solo all’attività scientifica, che è importantissima, ma guarda anche al mondo esterno e alla possibilità di applicare le ricerche al mercato”.
L’inizio del secondo semestre è previsto, invece, per marzo, e i corsi si concluderanno a maggio: “Siamo molto attenti nel rispettare i limiti e le date di inizio e fine corsi, in modo da offrire agli studenti il giusto spazio di tempo per dare gli esami. Cerchiamo di garantire loro il maggior numero di appelli durante l’anno, con un totale di circa 10 appelli per materia – continua il Direttore – Ad esempio, solo tra dicembre e marzo, data di inizio corsi, abbiamo 4 appelli per ogni insegnamento. In questo modo si evita anche lo studente soffra, al di là della difficoltà della materia, per una difficile organizzazione della sequenza di esami che sono numerosi durante l’anno”.
Sul piano della ricerca il prof. Pascazio tiene a ricordare i tre spin off attivi in Dipartimento, tra cui Smart Sea (Smart MAterials for Research and Technology in Safety and Environmental Application, “basato sull’utilizzo di un approccio olistico per la risoluzione dei problemi legati all’ambiente e alla sicurezza negli ambienti di lavoro”) di cui si è parlato sullo scorso numero del nostro giornale, Geosyl (“uno spin-off sullo sviluppo di sistemi espansi innovativi per l’efficientamento energetico ad elevate prestazioni”) e Serpico, (relativo a “servizi di consulenza tecnico-scientifica in ambito impiantistico, energetico, sistemi edificio-impianto, monitoraggio e gestione degli impianti tecnologici e qualità dell’aria”). Commenta Pascazio: “Per un singolo Dipartimento e in un periodo limitato di tempo non sono pochi. Attivare uno spin off non è una cosa banale. Ci vogliono buone idee e delle persone che si facciano carico del progetto e arrivare a ben tre spin off è sicuramente un risultato rilevante e segnale di una grande vivacità in una ricerca non finalizzata solo all’attività scientifica, che è importantissima, ma guarda anche al mondo esterno e alla possibilità di applicare le ricerche al mercato”.








