In Terra di Lavoro un importante centro di ricerca tecnologica, il Laboratorio Circe (Center for Isotopic Research on the Cultural and Environmental heritage), ha aperto, il 13 ottobre, le porte alle scolaresche e alla cittadinanza nell’ambito delle iniziative connesse al progetto “Notte Europea dei Ricercatori”. “Intendiamo reclamizzare maggiormente a livello locale il laboratorio. È davvero sorprendente – ha rilevato il neo Direttore del Dipartimento di Matematica e Fisica Lucio Gialanella – che il Centro conosca una più pronunciata popolarità oltre i confini regionali. Questa consapevolezza ci ha spinti ad adottare delle contromisure. Pertanto, abbiamo promosso iniziative che permettessero di venire a conoscenza di un giacimento di ricerca scientifica assai prezioso in Terra di Lavoro”. Coerentemente a questo proposito, periodicamente il Laboratorio accoglie gruppi di studenti per mostrare le attività di ricerca che vi si svolgono. Circe (che ha sede presso l’ex Ciapi in Viale Carlo III a San Nicola La Strada), fondato nel 2005 con l’obiettivo di approfondire la ricerca tecnologica nell’ambito dei beni culturali e dell’ambiente, ha nel volgere del tempo ampliato lo spettro delle proprie attività, investendo settori assai variegati. Infatti, la dotazione laboratoriale viene impiegata per l’astrofisica nucleare, con analisi delle reazioni nucleari che originano la sintesi degli elementi e l’evoluzione stellare; la scienza dei materiali, con studi della struttura superficiale e dei processi di usura di materiali per applicazioni meccaniche, biomedicali ed aerospaziali; la spettrometria di massa per isotopi stabili, sulla scorta della selezione magnetica delle specie cariche (le applicazioni inerenti a questa metodologia vanno dal settore agroalimentare alla cosmo geochimica, passando per l’archeometria, l’idrogeologia ambientale e la diagnostica medica). Assai rilevanti sono le attività di spettroscopia laser, con cui si analizza la materia con sorgenti laser, allo scopo di determinare grandezze e parametri che contrassegnano lo spettro di atomi e molecole, con significative ricadute nei settori della metrologia fondamentale, termometria in gas, diagnostica ambientale, e di radioattività ambientale, strumentale alla prevenzione ed alla protezione degli ambienti di lavoro e delle scuole. A riprova della elevata levatura del laboratorio, basti pensare che vi hanno collaborato e si sono formati studenti e ricercatori provenienti da quindici Paesi europei ed extraeuropei. Le attività laboratoriali vedono come protagonisti dottorandi e studenti dei Corsi di Laurea Magistrale svolte in sinergia con diversi enti di ricerca. Un esempio: l’attività esplorativa delle falde acquifere del fiume Garigliano condotta da un team di dottorandi. Il loro operato, sotto la guida del corpo docente, ha permesso di registrare il tasso di inquinamento e di definire delle soluzioni che consentano nel lungo periodo di preservare la purezza delle falde. “Mettere gli studenti al centro delle iniziative è il mio obiettivo. Li voglio rendere protagonisti – ha commentato il prof. Gialanella – di modo che si responsabilizzino e maturino il giusto spirito per approcciare l’attività professionale”. Il Dipartimento ha in programma di impreziosire la propria offerta formativa con l’innesto di nuovi Corsi di Laurea, i cui studenti per le attività di ricerca potranno avvalersi dello strumentario del laboratorio Circe. La volontà è quella di definire Corsi di Laurea che esprimano un legame con il territorio campano: “Nella nostra terra sono tanti i beni culturali che necessitano di cura. Una consapevolezza – ha chiosato il Direttore – che ci stimola a congegnare un Corso di Laurea, semmai in sinergia con i Dipartimenti di Architettura e di Lettere e Beni culturali, che permetta di valorizzare e preservare il nostro patrimonio artistico. Un’idea che, sicuramente, gioverebbe alla nostra terra”. Il progetto è in cantiere: ne vedremo gli sviluppi.
Giovanni Lanzante
Giovanni Lanzante








