Il più ostico è il III anno

Scienze Naturali nasce come Facoltà, in epoca borbonica. Dopo l’unità d’Italia è diventato uno dei Corsi di Laurea della facoltà di Scienze della Federico II. Dalle scienze naturali è nata anche la componente biologica che attualmente è rappresentata da specifici Corsi di Laurea. Una storia più che gloriosa, dunque, che deve peraltro fare i conti con una realtà problematica, almeno sotto il profilo dell’inserimento lavorativo dei laureati in Scienze Naturali. In particolare, scontano la contrazione dei posti in quello che era considerato un settore privilegiato d’inserimento: la scuola. La mancanza di un albo professionale non li agevola, inoltre, rispetto ad altre categorie professionali. Di qui l’esigenza di ingegnarsi, per mettere a frutto le competenze che il Corso di Laurea offre. “Il tempo medio di attesa del lavoro per i nostri laureati non è poi diverso da quello del resto della facoltà -premette il professor Filippo Barattolo, Presidente di Corso di Laurea-. Oscilla tra i due ed i cinque anni. I musei naturalistici, i parchi nazionali, l’agriturismo naturalistico rappresentano altrettante ipotesi di lavoro. Consiglio di costituire cooperative ed associazioni capaci di sfruttare le opportunità, laddove si presentino, e di crearne di nuove, valorizzando aspetti e caratteristiche del territorio”. Mediamente gli studenti di Scienze Naturali impiegano circa sei anni per laurearsi, due in più del previsto. Gli immatricolati sono stati lo scorso anno 87, due anni fa erano stati, invece, 154. Si laurea una sessantina di persone all’anno. Una caratteristica curiosa è che il numero di iscritti generalmente cresce tra il primo ed il secondo anno. “Merito soprattutto dei passaggi da altri Corsi di Laurea e facoltà -spiega il professor Barattolo-. Compensano e superano gli abbandoni, che peraltro, rispetto ad altre situazioni, sono quantomai contenuti”. Dipende forse anche dal fatto che le difficoltà principali, piuttosto che al primo anno, sono legate al terzo anno. In sostanza, lo studente le affronta quando già ha maturato una esperienza che gli permette di non lasciarsi sopraffare. “Il terzo è un anno molto impegnativo -ammette il professor Barattolo-. Per venire incontro agli studenti, comunque, già da un paio d’anni abbiamo modificato il piano di studi, sostituendo Geografia – retrocessa al secondo anno – con un complementare”. Sistematica e filogenesi animale, Fisiologia generale, Ecologia, Anatomia comparata, Botanica sistematica: queste le altre materie del terzo anno. Al primo, invece, lo studente affronta: Istituzioni di matematiche, Fisica, Chimica generale ed inorganica, Geografia, Corso introduttivo integrato di Scienze della Terra, Corso introduttivo integrato di Biologia. Le tesi di laurea sono sperimentali e richiedono almeno un anno di lavoro. “Si svolgono nei laboratori dei dipartimenti, oppure presso enti con i quali abbiamo intrecciato rapporti di collaborazione: il Parco Nazionale del Vesuvio, quello del Cilento, quello di Abruzzo, l’Acquario (per esempio sull’etologia del polpo), il Parco Nazionale d’Abruzzo. Rappresentano una occasione per sperimentare sul campo metodologie acquisite, per esempio la catalogazione della flora e della fauna, e per far conoscere le proprie capacità”. Il Corso di Laurea è in parte ubicato in via Mezzocannone, in parte a Largo S. Marcellino.
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