Il prof. Mercurio Presidente di Corso ad Economia Aziendale

A partire dal primo novembre, il Corso di Laurea in Economia Aziendale, avrà un nuovo Presidente. E’ il prof. Riccardo Mercurio. Subentra al prof. Lucio Sicca che va in pensione. Il neo Presidente, 62 anni molto ben portati, tra i fondatori del Corso di Laurea di cui è stato il primo Presidente, è già a lavoro, sebbene non ufficialmente ancora in carica, perchè quest’anno saranno varati i nuovi ordinamenti ed entro il 31 ottobre dovranno essere assunte importanti decisioni. “Le modifiche agli ordinamenti rappresentano l’aspetto fondamentale. La nostra è una facoltà interdisciplinare, abituata a ragionamenti integrati, ma dobbiamo prendere atto che i modelli sono cambiati. Non si può più far finta che quella attuale sia una situazione temporanea. Non si torna più indietro”. Primo obiettivo, creare una vera distanza tra triennale e specialistica. “Chi ha una laurea triennale, deve avere l’opportunità, se ritiene, di entrare nel mondo del lavoro”. Il punto cruciale è scegliere il taglio che si vuole dare alla formazione di base. “La triennale non deve essere una scuola professionale. Deve fornire conoscenze sulle teorie e i metodi non per formare solo analisti valutatori ma laureati che sappiano affrontare processi decisionali e gestire le situazioni di turbolenza, che si verificano oggi nel mondo”. Capacità di applicare le teorie, dunque. “Il mondo del lavoro è molto cambiato. In passato, chi si laureava sapeva di avere davanti ancora un paio d’anni di formazione presso le grandi aziende. Ma l’attività precaria si è andata sempre più affermando e non è possibile che un laureato triennale si affacci al mondo del lavoro senza conoscere i metodi quantitativi, l’analisi di bilancio, la contabilità e la progettazione economica. Serve questo per affrontare un mondo precario”. Per quanto riguarda la laurea specialistica, occorre ragionare in termini di profili professionali. “Certamente non possiamo dimenticare un curriculum professionale, relativo alla consulenza, che esiste già, ma va ritarato tenendo conto anche dei contenuti giuridici. Nel campo dell’economia aziendale vogliamo investire molto sulla figura del dottore commercialista consulente”. Altro obiettivo della formazione specialistica, deve essere quello di sviluppare le conoscenze nell’ambito dell’economia e della gestione, in tre ambiti principali, o ‘baffi’ come li chiama il professore: quello internazionale, quello della qualità e quello della gestione d’impresa. “Si sta riflettendo anche su un altro campo, che ritengo indispensabile, la gestione della cosa pubblica. Un settore da sviluppare attraverso modelli diversi da quelli che si applicano in ambito privato” sottolinea il docente che da tempo si occupa di etica pubblica e qualità dei servizi. Tra le iniziative da progettare, il prof. Mercurio non dimentica i servizi di orientamento e sostegno agli studenti. “Credo che dovremmo pensare ad azioni di orientamento sui corsi e ad interventi di sostegno per gli studenti in difficoltà. Un’idea, potrebbe essere quella di identificare le persone che da sei mesi non sostengono esami, verificandone le problematiche e reale interesse”. Altro aspetto da curare, il contatto con il mondo del lavoro, che dovrebbe diventare più intenso. “Il rapporto tra il sistema della formazione e il mondo operativo, può avvenire attraverso figure professionali, di livello sia nazionale che internazionale, grazie anche agli accordi stipulati in questi anni con università francesi e spagnole, per il riconoscimento del titolo di studi come titolo unico”. Un’altra idea, sviluppata insieme al prof. Sicca, è quella di un’iniziativa sulla cultura di impresa che dovrebbe svolgersi nei prossimi mesi. In ultimo, il professore parla dei servizi agli studenti. “Nasce dunque l’esigenza di creare un collegamento con la scuola. Il nostro è uno dei corsi di laurea più affollati dell’Ateneo, quasi una piccola facoltà, ma disponiamo di scarse risorse di tipo amministrativo e abbiamo il problema di capire perché ci siano così forti ritardi per stabilire dei livelli raggiungibili, che ci permettano di puntare ad una qualità possibile, verificando le condizioni di partenza di chi si iscrive”.  
Simona Pasquale
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