Incontro Preside-studenti a Scienze Ambientali

Tra i suoi primi atti, l’organizzazione di un incontro con gli studenti. Il prof. Paolo Pedone, 38 anni, docente di Biochimica, neo Preside di Scienze Ambientali, nonostante il contenuto numero di iscritti alla Facoltà casertana consenta un agevole e quotidiano dialogo docenti-discenti, ha voluto inaugurare una piacevole prassi: quella di riunire periodicamente la platea studentesca.       
L’incontro con gli studenti ed i loro rappresentanti – che ha toccato diverse problematiche- si è svolto il 23 novembre nell’aula B del piano terra della Facoltà. Erano presenti studenti di anni superiori -attivi e pronti ad esporre le loro questioni- ma anche matricole curiose di conoscere il Preside. Prima dell’inizio del dibattito, raccogliamo qualche parere. La considerazione unanime sul prof. Pedone, che molti hanno conosciuto al corso di Biochimica “è sempre stato molto disponibile nei nostri confronti. Ha sempre preso in considerazione le nostre opinioni riguardo orari, esami, corsi”.
Ha introdotto Adamo Riccio, rappresentante degli studenti. Poi il ghiaccio viene rotto da alcune studentesse del primo anno del corso di laurea specialistica in Biotecnologie per la salute e l’ambiente. Chiedono una maggiore chiarezza riguardo ai programmi dei corsi da seguire. “Sul sito internet, i programmi sono aggiornati al 2002”. Altra questione tirata in ballo da Carolina e sue colleghe: “siamo iscritte al primo anno del corso di laurea specialistica ma continuiamo a studiare sempre le stesse cose: il ciclo dell’acqua, il ciclo del carbonio, etc.. Insegnamenti teorici che ormai abbiamo acquisito a discapito della pratica quasi inesistente”. D’accordo con le ragazze, sono anche altri studenti desiderosi di intraprendere tirocini e attività sul campo. Luigi spiega: “Penso che gli studenti di questa facoltà abbiano una vasta preparazione a livello teorico. Dovremmo, a mio avviso, dedicare più ore ad attività di laboratorio”. Su questo punto il Preside non è completamente d’accordo: “la vostra vera attività pratica sarà la tesi sperimentale. Esiste una formazione professionale ma all’Università dobbiamo chiedere una formazione che crea conoscenze – ribatte – e non c’è nulla di più formativo di una tesi sperimentale”. 
Visto che il numero contenuto degli iscritti, gli studenti concordano insieme ai docenti le date delle prove d’esame. Non c’è quindi bisogno di un rigido calendario. Questo però può non andar bene per alcuni insegnamenti, quali Diritto ed Economia, i cui docenti non sono rintracciabili facilmente in quanto afferiscono alla Facoltà di Giurisprudenza a Santa Maria Capua Vetere. “Siamo molto elastici, fissiamo esami a richiesta. Logicamente, ciò non significa che si programmano esami ad personam. Ad ogni modo, terremo conto di questa obiezione”. Il prof. Pedone prende appunti. 
Annuisce quando  uno studente afferma: “i crediti andrebbero rapportati al contenuto degli esami”. Le prove che creano preoccupazione agli iscritti al corso di laurea triennale sono Fisica I e Fisica II, il cui programma, a quanto dicono gli stessi studenti, “prevede lo studio di testi per ingegneri”. E’ raro trovare uno studente del secondo anno che abbia superato entrambe le prove. Giovanni Paolo Nunziata, iscritto al terzo anno, è l’eccezione: “a luglio scorso, ho terminato tutti gli esami, compresi Fisica i e Fisica II – riferisce– Tutto dipende dalla volontà. Personalmente, ho investito in questi anni di università e ci metto tutto l’impegno possibile per raggiungere buoni risultati”. 
L’incontro non rimarrà l’unico della serie. Il Preside ha intenzione di riunirsi con gli studenti periodicamente (“ogni due mesi”, suggerisce Adamo Riccio) e ci dice: “in attesa di ulteriori cambiamenti in conseguenza dell’applicazione della nuova normativa in vigore dal prossimo anno accademico, punteremo su un aumento del numero dei docenti e soprattutto sulle capacità dei giovani ricercatori”.
Maddalena Esposito
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