Ingegneria: alte percentuali di occupati ad un anno dalla Laurea Magistrale

Appassionato e curioso, sa risolvere i problemi di ogni giorno utilizzando come strumenti creativi le discipline di base. Che il suo impegno consista nella realizzazione di opere materiali o di servizi, il suo obiettivo è quello di mettere le sue competenze al servizio delle persone per migliorare la società. Questa è la carta d’identità dell’ingegnere, così come viene delineata dai docenti che presentano, per le Università Federico II, Vanvitelli e Parthenope, l’offerta formativa che copre le tre aree in cui l’Ingegneria è tradizionalmente divisa: civile-ambientale, industriale e dell’informazione. I Corsi di Laurea tra cui scegliere sono davvero tanti e ciascun Ateneo li declina con sue peculiari specificità. Una panoramica per la Federico II la tesse il prof. William Mauro, docente di Fisica tecnica industriale, che illustra le opportunità da cogliere per disegnare un percorso di qualità. L’aspirante ingegnere può scegliere tra, suddivisi in 5 Dipartimenti, 18 corsi di Laurea Triennale, 2 Professionalizzanti, 1 a Ciclo unico quinquennale, per poi arrivare, un domani, a 21 Corsi di Laurea Magistrale. “Negli ultimi anni – dice – c’è stato un grande sforzo volto ad uniformare il primo anno dei Corsi di Laurea Triennale in modo da consentirvi, qualora lo voleste, di passare da un Corso all’altro senza problemi”. La possibilità di formazione è a 360 gradi: “Abbiamo tanti accordi Erasmus, considerate che noi docenti abbiamo numerosissime collaborazioni internazionali, innumerevoli opportunità di tirocinio su tutto il territorio nazionale e anche all’estero e un’attività di placement che, lo scorso anno, ha coinvolto in eventi organizzati da noi 100 aziende per un totale di 2000 colloqui effettuati”. Innovazione è una parola chiave, soprattutto quando si parla di didattica: “La nostra attività di ricerca, i contatti con i portatori di interesse e con le aziende vengono calati nella didattica trasformandosi in contenuti innovativi che, nei singoli insegnamenti, si ritrovano nelle applicazioni, nei casi studio e favoriscono la multidisciplinarietà”. Ingegneria della Vanvitelli si colloca ad Aversa, come illustra il prof. Luca Comegna, docente di Geotecnica e delegato all’orientamento del Dipartimento, e alle future matricole propone quattro Corsi: Ingegneria Civile, Edile, Ambientale; Ingegneria Elettronica e Informatica; Ingegneria Aerospaziale, Meccanica, Energetica e il professionalizzante in Tecniche per l’Edilizia, il Territorio e l’Ambiente (TETA). Un dato importante che il docente condivide con la platea: “L’85% dei laureati Triennali conclude il suo percorso iscrivendosi ad una Magistrale”. Sul Corso TETA: “Dal 2021 non basterà più il diploma per svolgere una serie di attività in questo campo. Abbiamo risposto alle nuove esigenze con un Corso professionalizzante caratterizzato da un maggior numero di crediti da acquisire con tirocini presso aziende o altri enti del territorio”. È al Centro Direzionale Ingegneria della Parthenope, presentata dal prof. Luca de Sanctis, docente di Geotecnica. Tre i Corsi di Laurea Triennale: Ingegneria civile e ambientale per la mitigazione dei rischi, Ingegneria gestionale e Ingegneria informatica, biomedica e delle telecomunicazioni. La loro peculiarità “è l’organizzazione didattica del primo anno con insegnamenti annuali, articolati in tre periodi didattici con prove intercorso. In questo modo si vuole mitigare il passaggio degli studenti dalla scuola all’università dando loro il tempo di acquisire il giusto metodo di studio”. Tra i vari servizi, “c’è il tutoraggio svolto oltre che da docenti anche da dottorandi e studenti un po’ più grandi che assistono soprattutto le matricole. Anche noi abbiamo un intenso numero di accordi internazionali e collaborazioni con aziende. Inoltre, considerato il numero contenuto di studenti, beneficerete di uno stretto rapporto con il docente che vi seguirà quasi come se l’aula fosse una classe di scuola”. Il panorama dell’Ingegneria si prospetta, dunque, ampio, stimolante e sfidante da qualunque prospettiva lo si guardi. Ma come fare se non si viene immediatamente folgorati da uno ramo specifico? La scelta può diventare ardua. “Al momento, ovviamente, non avete cognizione delle peculiarità dei vari ambiti di studio. Queste sono cose che acquisirete a valle del percorso. Abbiamo detto che l’Ingegneria si suddivide in tre macro-aree. Ecco, decidete prima in quale di queste aree volete entrare. È importante che abbiate la certezza di aver scelto quella giusta; all’interno di questa poi potrete più facilmente passare da un corso all’altro se dopo il primo anno non siete convinti” (Fabio Baselice, Parthenope). “La prima domanda che dovete porvi è qual è la professione che volete svolgere. La passione deve essere legata al lavoro che vorrete fare e non alle materie che andrete a studiare. Vi consiglio di guardare in rete Orizzonte Ingegneria, un interessante progetto portato avanti da molte università che vi spiega proprio cosa fa un ingegnere” (Mauro, Federico II). Fatta la scelta giusta è il momento di iscriversi. “I Corsi di Ingegneria, ad accezione di qualcuno che ha il numero programmato, sono ad accesso libero. Per legge, però, è necessario svolgere il TOLC test. Se non lo superate potete comunque iscrivervi ma con, a seconda dell’università, dei crediti in più da acquisire o un esame da fare obbligatoriamente prima degli altri” (Mauro, Federico II). “Sono a numero chiuso, ad esempio, le lauree professionalizzanti, quei Corsi orientati ad un ingresso più veloce nel mondo del lavoro, dopo i tre anni, e con una maggiore presenza di tirocinio. Per la Federico II sono Meccatronica e Tecnologie Digitali per le Costruzioni” (Gian Piero Lignola, Federico II). Ma con Ingegneria ci si colloca davvero subito nel mondo del lavoro? Le aspiranti matricole ne sono convinte e le statistiche citate dai docenti sembrano dar loro ragione. Ad un anno dalla Magistrale sono occupati tra il 93 e il 95% dei laureati e, a tre anni, questa percentuale si alza ancora. “Sfatiamo il mito che per lavorare sia necessario iscriversi in un Ateneo del Nord. Sottolineo, inoltre, che è alta la qualità del lavoro svolto dai nostri laureati che trovano occupazioni stabili che godono anche di molte tutele” (de Sanctis, Parthenope). “Ingegneria vi apre la mente e vi offre una formazione spendibile in molti campi, non necessariamente solo nel settore per cui avete studiato. Questo studio vi dà una forma mentis che vi mette in grado di risolvere diversi tipi di problemi ed ecco un altro motivo per cui gli ingegneri si collocano così bene” (Lignola, Federico II).

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