A Scienze Sociali uno studente che si pone domande

Lo studente giusto per un Corso di Laurea in Sociologia “è chi si pone delle domande su tutto quello che ci circonda, che sa trasformare i suoi occhi e cambiare il modo in cui vedono il mondo. Lo studente di Sociologia è quello che, quando cammina in strada, guarda le persone e non le vetrine; che, quando è allo stadio, si gira a guardare il tifo. Ma attenzione, la sociologia è una scienza e, come tale, utilizza il metodo scientifico”, spiega il prof. Dario Minervini, docente della Federico II. Tutte queste sensibilità, trasferite sul piano della comunicazione digitale, conducono invece al Corso in Culture digitali e della comunicazione, “che vi insegna il modo in cui le relazioni sociali si sviluppano negli spazi digitali e nei diversi ambiti della vita pubblica”. Il docente instaura con i presenti un rapporto one to one raccogliendo le domande direttamente dalla chat. Un consiglio sulla scelta universitaria, in primis: “Scegliete il Corso di Laurea di cui vi innamorate quando ne leggete il piano di studi”. C’è qualche diploma che pregiudica l’accesso ad un Corso di Scienze Sociali? “Delle competenze di base sono sicuramente utili, ma i Corsi di area umanistica partono sempre in modo da consentire a tutti di recuperare quello che manca. Nel caso delle Scienze Sociali, poi, è un obbligo etico. Proprio noi che studiamo le disuguaglianze non possiamo pensare di lasciare indietro qualcuno”. Gli interessi dei ragazzi oscillano un po’ tra ambiti di competenza della Sociologia e del Corso in Servizio Sociale: “La scelta del Corso dipende anche da quale sia il vostro settore di interesse. La sociologia è una disciplina che non necessariamente interviene nell’ambito dei servizi sociali, una funzione del welfare pubblico che interviene con strumenti che possono essere anche quelli della sociologia”. Qualche esempio di sbocchi occupazionali possibili: “Spesso oggi vi dicono che il vostro lavoro non sarà a tempo indeterminato. Ecco, noi, ad esempio, ragioniamo su queste carriere intermittenti dei giovani. Ci occupiamo anche della questione dell’immigrazione. O ancora c’è il campo delle istituzioni o dei centri che lavorano per le istituzioni. La sociologia è tanto. Molti laureati in Culture digitali invece sono approdati sul web, alcuni hanno dato vita anche a delle start up”. L’attenzione all’estero è sempre costante: “Ed è un bene. Quindi, quando vi diamo qualche articolo in inglese, non fate resistenza ma perdetevi nella lingua”. Un ultimo consiglio: scegliete le Scienze sociali solo se: “siete disposti a studiarle almeno per cinque ore al giorno. Quando c’è passione, trascorrere tanto tempo sui libri non sarà un peso. Vi piacerà quello che leggerete, anzi vorrete saperne ancora di più. E, quello che apprendete, lo cercherete intorno a voi”.

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