Ipotesi numero chiuso, contrarie le rappresentanze studentesch

“Il diritto allo studio non va limitato in alcun modo”. Questa l’opinione espressa dalla rappresentanza studentesca di Sociologia, a seguito delle dichiarazioni del Preside prof. Gianfranco Pecchinenda, pubblicate sullo scorso numero di Ateneapoli, il quale ritiene che il numero chiuso rappresenti una soluzione alle problematiche della Facoltà (mancanza di spazi, numero ridotto di docenti e di personale tecnico-amministrativo). “Istituire il numero chiuso significa andare a discapito degli studenti – afferma Rosario Diego Palomba –  in questo modo si toglie una grande possibilità a tutti coloro che hanno interesse per la materie di studio di Sociologia”. E’ pur vero, allo stesso tempo, che la Facoltà è costretta a fronteggiare svariati problemi, che nel caso degli spazi sembrano essere diventati annosi. “Indubbiamente, – continua Palomba – i problemi esistono, e gli studenti vivono una situazione drammatica, ma, secondo me, il numero chiuso non risolverebbe nulla”. Tutti d’accordo sulla rigidità di un sistema di selezione, quale l’accesso tramite il numero chiuso. “La proposta lanciata dal prof. Pecchinenda ci lascia un po’ spiazzati – confessa Nadia D’Ambrosio – Io stessa ho appreso la notizia leggendo ‘Ateneapoli’… in ogni caso, penso che istituire il numero chiuso non sia lo strumento per affrontare e risolvere i problemi della Facoltà”. Dunque, se da un lato si avverte la consapevolezza delle problematiche con le quali la popolazione studentesca, e non solo, fa fatica a convivere, dall’altra, il numero chiuso sembra una soluzione estrema e di dubbia attuazione. “Molti docenti ritengono opportuno istituire il numero chiuso – afferma Davide Romano – Il problema di base è, a mio avviso, che Sociologia soffre di una forte carenza strutturale: non ci sono aule che riescano a contenere tutti gli studenti, soprattutto per i corsi del primo anno, e quelle che abbiamo in via Mezzocannone, compreso il cinema Astra, non bastano e non sono adeguate. La proposta del numero chiuso, intanto, si sta diffondendo tra gli studenti e penso proprio che la maggioranza sia contraria”. Della stessa opinione dei suoi colleghi, Federica Pagano. “La selezione in entrata mina il diritto allo studio – dice – ed è per questo che non sono d’accordo. In ogni caso andrebbe rivisto molto in Facoltà, soprattutto i servizi destinati agli studenti”. 
Novità dal
Dipartimento
Ammonta a 5mila euro il contributo straordinario predisposto per i gruppi di lavoro del Dipartimento di Sociologia ‘Gino Germani’ che hanno un paper accettato in un congresso internazionale. Questa è solo una delle iniziative che rientra nel piano delle attività per il triennio 2009–2011 programmato dal prof. Stefano Consiglio, Direttore del Dipartimento. “Il nostro principale obiettivo è supportare i giovani ricercatori, dottorati e dottorandi, nelle loro attività di ricerca a livello internazionale. – spiega Consiglio – Per questo, abbiamo pensato ad un incentivo economico, il cui importo sarà al massimo di mille euro per ricercatore, da destinare a coloro che parteciperanno a congressi fuori dal territorio italiano”. Un altro progetto, che scaturisce direttamente dal primo, riguarda il coinvolgimento dei giovani anche nella fase di fund raising. “Sarà spiegato ai gruppi di lavoro come si struttura un progetto di ricerca: dalla verifica dei bandi aperti fino alla sensibilizzazione e la partecipazione attiva delle imprese”. “Non siamo un grande Dipartimento – conclude Consiglio – ma devo dire che la partecipazione dei giovani alle nostre riunioni è abbastanza alta. Stiamo, inoltre, lavorando, affinché si favorisca la promozione e la divulgazione dei risultati delle ricerche: ogni componente del Dipartimento che ha completato un lavoro, avrà la possibilità di promuoverlo attraverso incontri e seminari in Facoltà. A breve sarà predisposto un calendario con tutte le iniziative in programma”.   
Maddalena Esposito
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