Judo e fisica, un rapporto da scoprire

La biomeccanica e il judo: un rapporto che appare anomalo. Eppure non è così. L’arte marziale giapponese si fonda su due applicazioni derivate dal mondo della fisica: una coppia di forze e la leva. Lo ha spiegato il prof. Attilio Sacripanti, fisico napoletano membro dell’ENEA (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), oltre che Maestro Sesto Dan ed ex arbitro europeo di judo. Autore di numerose pubblicazioni sulla biomeccanica degli sport di combattimento, Sacripante, docente di Biomeccanica degli Sport Olimpici e Paraolimpici presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Roma ‘Tor Vergata’, ha aperto l’VIII edizione del ciclo di incontri Come alla Corte di Federico II il 28 ottobre.
“La Fisica fa parte delle attività che tutti noi svolgiamo quotidianamente, per questo ad aprire la manifestazione sarà un fisico, praticante di questa disciplina sportiva”, ha sottolineato il Rettore Massimo Marrelli nel salutare i presenti che hanno affollato il Centro Congressi in via Partenope. “Eredito un’iniziativa di enorme successo e non è dovuta a me questa buona riuscita, ma a chi mi ha preceduto”, ha detto Marrelli ricordando l’impegno profuso dall’ex Rettore Guido Trombetti nelle passate edizioni.
“Sono emozionato nel tornare alla mia Università per parlare degli studi da me svolti negli ultimi venti anni – ha confessato, prima di entrare nel vivo dell’argomento, Sacripanti – Ed è proprio da Napoli che inizia il viaggio ideale che sto raccontando: il fondatore della biomeccanica è il vulcanologo partenopeo Alfonso Borrelli; fu il primo a studiare l’orbita ellittica di un sistema copernicano e venne citato anche da Newton”. 
Sacripanti ha fatto notare come anche parlando di scienza entrino in gioco fattori legati alla sorte e persino alla cabala: “Il 28 è un numero che ricorre, poiché è la data di nascita sia del prof. Borrelli che di Jigoro Kano, fondatore del judo. Quest’ultimo è conosciuto in Giappone come un grande educatore: fu il primo a promuovere la motricità come mezzo di educazione”. L’arte marziale diventa dunque un sistema di crescita e armonizzazione sociale di alto valore; basti pensare all’applicazione delle tecniche da parte dei diversamente abili, al judo per bambini o alle paraolimpiadi (è stato anche mostrato un filmato in cui due non vedenti praticano la disciplina sportiva). 
Arriva qualche domanda dal pubblico (docenti, studenti, praticanti del judo). Le leggi fisiche sottese all’arte marziale sono note a tutti gli allievi? La curiosità del Rettore Marrelli. “Naturalmente non tutti conoscono gli studi a riguardo, ma usufruiscono delle scoperte fatte. Come ad esempio quella sul moto di una coppia durante una competizione. Si è scoperto infatti che esso appartiene alla classe dei Moti Browniani Frazionari, e presenta pertanto (a livello microscopico) aspetti Chaotici e Frattali”, la risposta di Sacripanti. Conferma il Preside della Facoltà di Scienze Roberto Pettorino. L’ex Rettore Trombetti, oggi Assessore regionale all’Università, ritiene che il judo sia uno sport statico che non ha subito evoluzioni negli anni. Non è d’accordo il relatore: “si tratta di una disciplina non statica ma semplicemente perfetta, all’interno della quale bisogna armonizzare completamente due anime: sport ed educazione. La base del judo, così come nel volere del suo fondatore, è il rispetto. Se si pratica lo sport in questo modo, nelle palestre vengono forgiati sia atleti che uomini adatti a quella società armonicamente strutturata, che Jigoro Kano sognava”.
Prossimo appuntamento del ciclo, il 18 novembre (sempre alle ore 20.30 e nella stessa sede) sul tema “Numeri: tra simboli e realtà”; ne parlerà un matematico, il prof. Franco Brezzi.
Anna Maria Possidente
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