La didattica non si avvale delle sole lezioni cattedratiche

Testimonianze, incontri, seminari, progetti di gruppo mirati a risolvere uno specifico problema aziendale o la partecipazione a competizioni tra università, lanciate dalle aziende per migliorare e talvolta attivare un determinato servizio, rappresentano importanti ingredienti della preparazione degli studenti di Economia ed importanti occasioni di confronto con il mondo esterno, seguite spesso anche da visite presso le sedi operative. Gli studenti hanno la possibilità di incontrare e porre domande a manager di aziende come Nokia, Kimbo, Ansaldo Breda, Red Bull, Hello Kitty – per citare gli ultimi incontri organizzati -, esponenti di importanti istituzioni e associazioni come la Regione, la Procura Distrettuale Antimafia, l’Ordine dei Commercialisti, l’Agenzia Garante delle Comunicazioni e il WWF, o, ancora, approfondire temi di frontiera con ricercatori di prestigiose università come la Sorbone e la Wayne State University di Detroit. Nell’ambito di questa filosofia didattica si colloca anche l’incontro che si è svolto giovedì 11 giugno tra Mario Moretti Polegato, fondatore della GEOX, e gli studenti del corso di Marketing del prof. Luigi Cantone e del Master in Marketing e Service Management. Tema della lezione, la creatività come unico modo per avere successo e trasformarsi da viticoltore trevigiano in industriale calzaturiero. Un’idea è di successo se risponde a dei bisogni reali, nel caso della ‘scarpa che respira’, una membrana dotata di buchi più piccoli di una goccia d’acqua, usata per le tute degli astronauti, inserita nella suola, rende la scarpa al tempo stesso traspirante e impermeabile. Avere una buona idea non basta, occorre brevettarla e imparare a gestire l’innovazione. “A Montebelluna abbiamo messo in piedi la Microsoft delle scarpe con 800 ragazzi quasi tutti laureati e un centro di ricerca in cui quindici ingegneri studiano il calore del corpo. Ogni anno selezioniamo un ventina di ragazzi che specializziamo prima di mandare nelle nostre sedi in giro per il mondo. Occorre avere creatività. La risorsa più grande che abbiamo è la nostra mente, ma in Italia non sappiamo gestirci. Per mantenere vivo il processo di innovazione – materiali e design – bisogna collaborare con le università e i centri di ricerca”, dice Polegato. Oggi GEOX contribuisce a scuole di specializzazione nei settori dell’innovazione d’impresa o del marketing – come quello della Federico II – e dal 2002 ha attivato un proprio Master rivolto a laureati in diverse discipline che conoscano almeno due lingue straniere. Un consiglio per i ragazzi, specialmente quelli del Sud? “Imparate ad applicare la creatività all’organizzazione. Ciascuno di voi è una mente. Attraverso internet potete comunicare le vostre idee a chiunque e confrontarvi con i vostri coetanei nel mondo. Siete il vero boom del territorio e dovete diventare imprenditori di voi stessi”. 
Simona Pasquale
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