La parola agli studenti

“La difficoltà principale consiste nel trovare e mantenere il ritmo giusto. Gli esami sono tanti ed i programmi non sono molto cambiati rispetto al vecchio ordinamento. Cinque o sei esami in un mese e mezzo, sono difficili da sostenere”, dichiara Chiara Boffa iscritta al terzo anno di Ingegneria Aerospaziale. Gli esami più impegnativi: Analisi, Fisica e, soprattutto, Aerodinamica, quello che fornisce tutti gli strumenti per andare avanti. “Ingegneria è stato un ripiego, mi sarebbe piaciuto iscrivermi a Fisica, ma ho scelto un corso di studi che offrisse maggiori opportunità di lavoro” conclude Chiara. “Il metodo della riforma è sbagliato: si fanno le stesse cose in metà del tempo. Dare cinque esami in un mese, è difficile”, sostiene Aniello Frulio, studente ripetente al secondo anno di Ingegneria Aerospaziale. Ingegneria è una facoltà dai grandi numeri e, specialmente ai primi anni, non è raro seguire in aule molto affollate. “Questo crea seri problemi” aggiunge Aniello che si dice soddisfatto: “di avere scelto Ingegneria, ma mi piacerebbe che ci fossero più laboratori”. Un altro appunto “ci sono dei professori che non vengono mai al ricevimento”. “A causa dello sciopero dei ricercatori, le lezioni sono slittate di una settimana e così pure le date d’esame. Abbiamo avuto una finestra d’esami in meno e mi sono trovato indietro con esami difficili, come Analisi, Fisica Tecnica, Fisica Matematica” dice Ciro Del Gaudio, studente di Ingegneria Meccanica al secondo anno, che non sembra essere molto contento dei suoi docenti, “molti hanno una mentalità di vecchio stampo”. “Mi piacerebbe studiare argomenti che presentino maggiore attinenza con la medicina”, dichiara Mariano Ruffo, terzo anno di Ingegneria Biomedica, scontento anche del Corso di Organizzazione e Automazione Sanitaria. “Credevo di studiare qualcosa di pratico dal punto di vista degli organi e protesi artificiali” confessa Marco Ilardi, anch’egli iscritto al terzo anno di Ingegneria Biomedica, che non condivide l’opinione del suo collega “mi è piaciuto molto il corso di Organizzazione Gestione e Automazione Sanitaria del prof. Bracale e ricordo che, al primo anno, il professore di Analisi, Nicola Fusco, interagiva molto con noi”. Plaude alla disponibilità dei docenti ma desidererebbe “qualche spazio in più per gli studenti”, Pasquale Panico, primo anno di Ingegneria Civile. “I primi anni non hai un rapporto diretto con i professori, ma negli anni successivi le cose cambiano anche perché si è in pochi a seguire” afferma Fulvio Giannone, al secondo anno della Laurea Specialistica in Ingegneria delle Telecomunicazioni. Docenti: bocciato “ il prof. Domenico Cotroneo, docente di Programmazione I” promossi “i professori Giovanni Poggi, docente di Reti Tlc; Basilio Messano, di Analisi I; Ernesto Conte”. Riguardo alla laurea specialistica: “trovo che sia un po’ eccessivo sostenere venti esami in due anni”. “Ho dovuto sostenere più volte l’esame di Analisi II, perché il professore mi annullava gli esercizi per dei cavilli, anche se, confrontando con altri ragazzi, mi trovavo gli stessi risultati”, dice Angelo Di Iorio al secondo anno di Ingegneria Informatica, parlando del prof. Cardone, docente della Seconda Università. “Volevo studiare Informatica- prosegue Angelo- ma in molti mi hanno suggerito di iscrivermi a Ingegneria”. Gli studenti del vecchio ordinamento devono fare, invece, i conti con gli sbarramenti. “Poiché siamo rimasti in pochi, per agevolarci, hanno ufficialmente eliminato sbarramenti e propedeuticità” dichiara Sergio Salvi. “In realtà, ci sono professori che controllano il libretto e se non hai sostenuto l’esame propedeutico, ti mandano via”, puntualizza Marica Sarno.
Simona Pasquale
- Advertisement -




Articoli Correlati