La parola agli studenti

“Gli animali non possono parlare, quindi è molto difficile fare delle diagnosi – dice Emanuele D’anza, rappresentante degli studenti in Consiglio di Facoltà – Per questo motivo è importante affrontare lo studio con impegno e non perdere mai di vista l’obiettivo. La preparazione che ci viene offerta è molto ampia e nel corso degli anni ci si può appassionare a materie che in precedenza si ignoravano. Ad esempio, io sono sempre stato interessato ai grandi animali, ma da un po’ di tempo penso a lavorare nel campo della sanità pubblica”. Francesca Cavazzino, iscritta al II anno, sottolinea: “Molte malattie hanno origine animale, quindi il ruolo del veterinario è quanto mai attuale”. Francesca è tra coloro che non sono riusciti a superare il test di ingresso per il Corso in Medicina Veterinaria al primo tentativo. Così, racconta, si è iscritta a “Tecnologie delle Produzioni Animali, il primo semestre ho dato esami e durante il secondo mi sono preparata nuovamente per il test; basta applicarsi e diventa fattibile”. Gli ‘scogli’ da superare il primo anno sono, a detta di Gaia Venturini: “Anatomia e Istologia, Chimica e Biologia Cellulare sono tra i più complessi, ma tutto può diventare più semplice studiando insieme ai compagni di corso, magari rimanendo nelle aule studio universitarie”. Plaude al rafforzamento dei tirocini, “che adesso si svolgono negli allevamenti e nelle aziende esterne e consentono di avere un’idea più precisa del lavoro di un veterinario”, Domenico Giudici, rappresentante degli studenti in Consiglio di Ateneo. 
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