La parola ai professori referenti del progetto

Le prime concretizzazioni del parternariato Università Parthenope – Università cinesi derivano da un’attività di conoscenza e di studio avviata a titolo personale dal prof. Francesco Maglioccola, tre anni fa. “Presi parte a un convegno su Matteo Ricci, dove ero l’unico occidentale tra 40 cinesi – racconta – Fu in quell’occasione che avviai i primi contatti”. Il rapporto che la Parthenope sta instaurando con la Cina rappresenta una nuova frontiera del processo di internazionalizzazione, di cui i territori asiatici stanno per diventare protagonisti. “Il progetto si è formalizzato a maggio di quest’anno con il protocollo firmato dal rettore Ferrara. Successivamente, sono stati siglati altri protocolli durante la settimana della Scienza: ero presente io come delegato del rettore. Un protocollo è stato firmato con tre diversi atenei, mentre uno ulteriore, bilaterale, è stato firmato con la Facoltà di Ingegneria Civile e Architettura di Pechino. Durante l’estate, inoltre, abbiamo partecipato a dei call (bandi, n.d.r.) dell’Unione Europea, che ha una sua delegazione a Pechino. Tre bandi hanno ad oggetto progetti per le Facoltà di Economia e Giurisprudenza. Si tratta di istituire dei corsi di business management. Inoltre, c’è il progetto della costituzione di una law school in Cina con sede a Pechino. I responsabili scientifici sono i professori Calza e Calvelli per Economia e la prof.ssa Tufano per Giurisprudenza”. Progetti estremamente ambiziosi, che “sono serviti a far meglio conoscere la Parthenope e a rafforzare il parternariato”. E di quest’ultimo viaggio con gli studenti il prof. Maglioccola cosa pensa? “Spero che porti delle utili conseguenze per accrescere la conoscenza reciproca. Bisogna passare dai livelli generali dei protocolli a quello concreto dello scambio. Per farlo i ragazzi hanno voluto recarsi personalmente in Cina allo scopo di vedere come funziona il sistema e predisporre una piattaforma di scambio futuro. Sono rimasti entusiasti, anche se è stata un’esperienza faticosa”. 
“L’elemento che caratterizza la Cina in questa fase è la gru: in Cina tutto è in costruzione”. La prof.ssa Colomba La Ragione, docente di Inglese, parla di un Paese “di mistero e di passione” che l’ha colpita “per le strutture eccellenti, la giovane età degli studenti e dei docenti, lo stretto legame con il mondo del lavoro”. Sorpresa? “No, sapevo che la Cina è in fase ascendente”. Il viaggio con gli studenti è stato bello, ma quando le chiediamo se ritiene realmente possibile lo scambio, risponde: “è molto faticoso. Però credo che i nostri studenti avrebbero molto da apprendere se riuscissero a superare il gap della lingua inglese”. 
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