La vertenza dei manager didattici

Dopo anni di intensa attività e ore di lavoro straordinario, adesso chiedono un riconoscimento ufficiale da parte della Federico II sia per l’attribuzione delle mansioni che per la corresponsione degli incentivi economici. Sono i tredici manager didattici della Federico II, coloro che hanno dato vita ad una figura professionale – istituita nel 2001 nell’ambito del progetto “CampusOne” varato dalla Conferenza dei Rettori (Crui) – “atta a coordinare i servizi didattici per ciascuna Facoltà, ad orientare gli studenti e ad agevolare i rapporti tra aziende ed istituzioni”. 
Nell’esercizio delle loro molteplici mansioni, sin da subito i manager didattici hanno incontrato una serie di ostacoli, soprattutto intoppi nella loro funzione di sostegno al corpo docente sul piano didattico e tecnico-amministrativo. Relativamente a quest’ultimo punto, non dimentichiamo che la riforma universitaria ha prodotto una quantità considerevole di nuovi adempimenti burocratico-amministrativi. I manager didattici, dunque, si sono ritrovati ad occuparsi anche di questioni come stage e tirocini, programmazione della didattica, gestione delle risorse, elaborazione degli orari delle lezioni e dei calendari d’esame, verifica delle attività di autovalutazione e valutazione dei Corsi di Studi. Insomma, si è andata formando una precisa figura professionale che ha visto il suo ingresso ufficiale negli organi collegiali d’Ateneo, quali Consigli di Facoltà, di Corso di Laurea, Commissioni didattiche.
“Nel suo progetto, coordinato dal prof. Giuseppe Zollo, l’Università Federico II non è mai stata chiara sulla distinzione introdotta dalla Crui tra ‘manager di Facoltà’ e ‘manager didattico di CdL’ – dichiara il dott. Giovanni Gison, manager didattico alla Facoltà di Agraria – I fatti ci fanno propendere per la prima ipotesi, quella del manager di Facoltà, poiché non tutte le tredici Facoltà dell’Ateneo hanno corsi che partecipano al progetto, per esempio Medicina e Giurisprudenza”. “Inoltre – prosegue Gison – si tenga conto che la Federico II ha coinvolto lo stesso tutte le sue tredici Facoltà, ha formato tredici manager didattici ed ha interessato undici Corsi di Laurea, sebbene di questi ultimi solamente sei siano ufficiali per la Crui”. Di qui un dubbio: “Corrono il pericolo di non avere alcun riconoscimento i manager dei CdL non ufficiali?”. Pertanto, secondo Gison, “i contorni incerti della questione impongono che la Federico II riconosca ufficialmente la figura del manager didattico attraverso l’attribuzione delle mansioni e un’adeguata incentivazione economica, così come sancito nel bando di selezione del 26 giugno 2002 e senza dimenticare che parte dei nostri impegni si sono protratti anche oltre gli ordinari orari di lavoro”.
A nulla sono valse le richieste inoltrate alla Direzione Amministrativa dell’Ateneo. Intanto, terminata la sperimentazione Campus One, tutti i tredici manager didattici continuano a lavorare presso le Presidenze cui sono stati assegnati.
Che fare, dunque? Gison individua una soluzione: “presso le Presidenze si potrebbe istituire una Segreteria Didattica di Facoltà (da non confondere con la Segreteria studenti, che cura principalmente la parte amministrativa e di carriera degli studenti), che svolga le stesse funzioni esercitate dai manager didattici sino ad ora”. “Con le Segreterie Didattiche – aggiunge Gison – si potrebbe dare visibilità maggiore a questa figura e la possibilità di accedere ad un’indennità di incentivazione o di responsabilità, cosa peraltro prevista dal nostro contratto nazionale di lavoro per il personale tecnico-amministrativo appartenente alle categorie B, C e D”.
Paola Mantovano
- Advertisement -





Articoli Correlati