Un percorso per formare “teste ben fatte”

Cambio della guardia alla presidenza del Corso di Laurea in Scienze Politiche dell’omonima Facoltà. Elvira Chiosi, docente di Storia moderna, succede al dimissionario Silvano Labriola, ordinario di Diritto costituzionale. “Mi aspetta un periodo di intenso lavoro – dichiara la neo presidente – perché l’attuale riforma universitaria porta continue trasformazioni che impongono di rendere i nostri corsi più duttili per poterli adattare alle esigenze degli studenti”.
Una serie di progetti di ricerca di una certa rilevanza ha indotto il prof. Labriola a lasciare l’incarico di presidenza che ricopriva dal 2001. “La direzione scientifica della raccolta di studi per il sessantesimo della Costituente assorbe tutto il mio tempo e non mi consente più di occuparmi proficuamente del Corso di Laurea che ho presieduto per quasi due mandati”, spiega Labriola, che aggiunge: “ho proposto personalmente la candidatura della prof.ssa Chiosi, eletta poi per acclamazione il mese scorso. Ciò dimostra quanto sia radicata in noi docenti la volontà di fare bene in questo Corso di Laurea”. 
Napoletana, laureata in Lettere Antiche alla Federico II, ha insegnato Storia moderna prima alla Facoltà di Lettere di Salerno, poi a quella di Scienze Politiche della Federico II. Appassionata di storia dell’arte – “avrei voluto fare l’archeologa”, confessa timidamente – Elvira Chiosi svolge il suo lavoro con profonda passione: “mi piace il confronto con i giovani. Ancora mi emoziono quando a lezione spiego qualcosa e noto che i miei studenti hanno recepito il messaggio”.
Un rilancio del CdL in Scienze Politiche, tra le priorità del nuovo Presidente. “Bisogna informare gli studenti circa le potenzialità di questo percorso, che ritengo possa offrire grosse chances sia sul piano formativo che su quello occupazionale – afferma la prof.ssa Chiosi – Se cucito addosso a ciascun allievo, può condurre alla formazione delle teste, le cosiddette ‘teste ben fatte’ di Morin”. “Dobbiamo costruire un Corso – prosegue la docente – che permetta agli studenti di acquisire una metodologia di studio e di analisi, per poi strutturare figure professionali ad hoc”.
Spesso considerata una laurea poco “professionalizzante” perché “generalista”, “il titolo in Scienze Politiche è, invece, più che spendibile sul mercato del lavoro, soprattutto di questi tempi – l’opinione della Chiosi – I profili troppo specialistici, infatti, mal si adattano alla società odierna, che impone continua mobilità”. E aggiunge: “gli insegnamenti multidisciplinari qui impartiti, se spesi bene, possono dare buoni frutti. Prendiamo come esempio il settore delle risorse umane: diversi miei ex allievi hanno trovato lavoro in questo campo perché le conoscenze di storia, diritto, economia e delle lingue hanno fatto guadagnare loro posizioni di vantaggio rispetto ad altri candidati”. “Comunque – precisa la docente –per avere una qualifica professionale migliore, è preferibile conseguire un master: sono dell’idea che la laurea non sia il passaporto per il lavoro immediato, visto che questa società ha bisogno di aggiornamento costante”. 
D’accordo una formazione teorica ad ampio spettro, ma al CdL in Scienze Politiche un po’ di empirismo non farebbe certo male. Quel che è peggio,  stage e tirocini sono, al momento, completamente fermi. “Questo è stato per noi il nostro primo terzo anno – frena la professoressa – Ci stiamo attrezzando per far decollare il servizio. In particolare, stiamo valutando se mandare gli studenti in azienda oppure chiamare docenti a tenere corsi pratici in Facoltà”.
Tra gli altri obiettivi della nuova presidenza, definire meglio l’offerta didattica. “Sono in contatto con diversi colleghi di analoghe Facoltà e condividiamo gli stessi timori: questo percorso dà problemi di profilo, bisogna cercare cioè di caratterizzare meglio gli insegnamenti. La riforma ha portato ad accorpare una serie di esami; i docenti, però, non sono ancora riusciti a staccarsi dalle loro materie. In altre parole, dovremmo andare oltre la singola disciplina per puntare sui contenuti. Come? Realizzando delle macro aree che vadano per grandi tematiche”. Gli studenti potranno poi specializzarsi nel biennio successivo, improntato su corsi di tipo seminariale. A tal proposito, novità del prossimo anno accademico, la Specialistica in Relazioni internazionali, che va ad affiancarsi a quella già esistente in Studi europei “e per la quale attiveremo nuove discipline”.
Paola Mantovano
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