La vita quotidiana nelle dieci Facoltà dell’Ateneo

I disagi relativi alla protesta dei ricercatori pesano non poco alla Seconda Università, tra inizio dei corsi posticipato (a Scienze del Turismo addirittura sono cominciati il 10 novembre) e il conseguente slittamento delle sessioni d’esame e delle sedute di laurea. Gli studenti, nella maggior parte dei casi, seppur concordi con la protesta in atto, lamentano una scarsa informazione. “Nell’indecisione totale, diversi studenti di Scienze avevano addirittura pensato di trasferirsi al Federico II – dice Nicola Mazzarella, rappresentante in Consiglio di Facoltà a Scienze – Non che a Napoli i ricercatori non siano sul piede di guerra, piuttosto perché, in Facoltà, non si sapeva neanche se sarebbero partiti i corsi”. Gli studenti di Ingegneria sono convinti di essere i più colpiti dalla protesta. “E’ slittato tutto di un mese e mezzo rispetto agli altri anni, gli appelli d’esame cominceranno il 18 febbraio – dice Onorio Di Cristofaro, rappresentante ad Ingegneria civile e ambientale – e chi aveva programmato di laurearsi a marzo dovrà farlo a maggio/giugno. Anch’io  dovrò sostenere il mio ultimo esame, Tecnica delle costruzioni, a marzo e, nella migliore delle ipotesi, posticipare la seduta di laurea a maggio, continuando a pagare le tasse. Ovviamente non sono l’unico caso”. E se a Giurisprudenza, per recuperare il tempo perso, sono previsti tre appelli d’esame tra gennaio e febbraio, a Medicina (sede di Caserta) si procede con i corsi ‘compattati’ (“si segue dalle 8:30 alle 14:30 senza alcuna pausa, sei ore di fila”). 
Ma sono tante altre le cose che accadono nella quotidianità delle sedi sparse su tutto il territorio della provincia casertana. Ad Architettura il Preside, prof. Carmine Gambardella, miete consensi tra la platea studentesca. “Ha dato un nuovo volto alla Facoltà – spiega Mario Vozza – Diverse aule, in passato non utilizzate, sono state ristrutturate; è stato inaugurato l’orto urbano destinato alla coltura di frutta e ortaggi”. Inoltre, se fino a pochi mesi fa era necessario recarsi in segreteria per essere certi delle notizie apprese, “ora basta collegarsi al sito internet sempre aggiornato”. Per rendere ancora più agevole e veloce l’accesso ai servizi, “la Facoltà – informa Silvio Giuseppe Lanza, laureando in Architettura e Ingegneria – sta pensando a card magnetiche grazie alle quali si potrà usufruire dei servizi più disparati: dalla prenotazione degli esami alla segnalazione della propria presenza ai corsi (senza più firme su fogli volanti) fino al prestito libri in biblioteca”. 
Bagni sporchi
ad Economia
Ad Economia il problema del parcheggio è stato finalmente risolto. Dopo le lamentele degli studenti automuniti, costretti a pagare ad una ditta privata una tariffa oraria di 2 euro, “si è giunti alla soluzione finale di adottare una tariffa giornaliera di 1,80 euro – dice Dario D’Alesio, studente di Finanza e Mercati – molto più accettabile sia per gli studenti che per i docenti”. Resta, invece, la spiacevole questione relativa alla scarsa pulizia dei servizi igienici. “I bagni sono impraticabili – afferma Domenico Buoninconti, iscritto ad Economia aziendale – mancano sapone e carta igienica, mentre wc e lavandini, spesso, sono otturati. La Preside Clelia Mazzoni ha pensato persino di indire un’assemblea per sensibilizzare gli studenti ad un uso civile dei servizi igienici, ma c’è anche da dire che la ditta delle pulizie latita”. Segnaliamo, poi, una richiesta, a quanto pare inascoltata, che arriva a gran voce da parte di tanti studenti: “Si potrebbe suddividere il corso di Spagnolo in due cattedre?”. “Sono più di 300 gli studenti che seguono in aula 4, dove ci sono poco più di duecento posti a sedere. Tra l’altro, il prof. Alfonso Palladino, titolare della cattedra, è molto esigente e vuole che frequentiamo”. Giurisprudenza con “l’aulario in via Perla ha ormai risolto tutti i problemi logistici – dicono soddisfatti Vincenzo Ianniello e Alberto Palma, entrambi consiglieri di Facoltà – La struttura è nuova e gli impianti audio sono efficienti”. Nonostante l’inizio posticipato dei corsi, si pensa all’organizzazione, nel secondo semestre, di iniziative culturali ed extra-didattiche. “Dopo il successo dello scorso anno, sicuramente organizzeremo, in collaborazione con le cattedre interessate, il convegno ‘The language of Law’. Brutte sorprese per gli studenti triennali di Ingegneria: al termine delle lezioni molti trovano contravvenzioni sul parabrezza della propria auto. “Il parcheggio in via Pastore è esiguo, difficilmente si trova posto – chiarisce Nicola Macchione, laureando in Ingegneria civile e ambientale – quindi i ragazzi parcheggiano in viale Michelangelo, nonostante il divieto di sosta. Per questo si ritrovano a pagare multe salate al Comune di Aversa. In ogni caso, andrebbe trovata una soluzione”. Intanto, presso la sede di via Roma, i ragazzi dell’Anuis (Associazione Nuova Università Ingegneria Studenti) offrono un utile servizio a coloro che hanno difficoltà nella compilazione della dichiarazione ISEE. “Ci avvaliamo della collaborazione di un patronato che, a titolo gratuito, dà una mano agli studenti, i quali possono sfruttare questa opportunità piuttosto che rivolgersi ad un commercialista”. Gli interessati possono chiedere informazioni ogni giorno, presso l’aula accanto alla segreteria, al primo piano. 
Lamentano una scarsa attenzione gli studenti del Corso di Laurea in Scienze del Turismo, interfacoltà tra Lettere ed Economia. Le lezioni sono cominciate solo il 10 novembre, “perché non sono state bandite supplenze”. Al di là della protesta, sembra comunque un Corso di Laurea non ben organizzato. “Non esiste un Consiglio di Corso di Laurea – afferma Davide Squitieri, rappresentante studentesco – e in Consiglio di Facoltà se ne parla davvero pochissimo. Per qualsiasi tipo di informazione, viene risposto agli studenti che tutte le decisioni organizzative dipendono dalla Facoltà di Economia, ma a Capua è come se fossimo isolati”. Lo si evince anche dal fatto che i laureati triennali non possono iscriversi a nessuna delle Specialistiche che compongono l’offerta formativa di Economia, “se non dopo aver sostenuto ben otto esami dell’area prettamente economica ed un esame di tesi”, sottolinea Isidoro Giudicianni, altro rappresentante. “Insomma, dopo la Triennale – continua – o ci si laurea in Economia (pur avendo scelto di studiare Scienze del Turismo) o, e questa è la strada che intraprende la maggioranza dei laureati, ci si iscrive alla Specialistica di Lettere in Storia dell’arte, nel caso si voglia restare alla Seconda Università”.  
Maxi esami 
a Medicina
Una data d’esami a dicembre: è la richiesta più pressante degli studenti, soprattutto quelli fuoricorso, di Medicina. “E’ la richiesta più frequente che ripetono a noi rappresentanti – sottolinea Maurizio Romano, iscritto al sesto anno – abbiamo anche provato a portarla in Consiglio di Facoltà, ma senza risultati”. Cresce, intanto, l’ansia degli iscritti al nuovo ordinamento che, tra gennaio e febbraio, dovranno sostenere i cosiddetti ‘esami accorpati’. “Per diminuire il numero delle prove, – continua Romano – sono stati attivati esamoni che vengono fuori dall’integrazione di più discipline: per esempio, Patologia chirurgica 1 comprende Cardiologia e Pneumologia, Semeiotica accorpa Semeiotica clinica e Semeiotica chirurgica. Il risultato è che i ragazzi si trovano ad affrontare lo studio di programmi davvero vasti che, come ci hanno segnalato, non riescono ad approfondire perbene. Sono molto timorosi, poi, sulle modalità di svolgimento degli esami”. Situazione simile per Anatomia e Farmacologia. “Perché non suddividerli in due parti, come si fa in altre Facoltà?”, la domanda senza risposta dei ragazzi. E ancora, il rapporto docenti/discenti: “Nel tempo è un po’ migliorato, ma riuscire a comunicare con i professori resta sempre complicato. Fondamentalmente, la collaborazione è scarsa”. A differenza di quanto accade in altre Facoltà, a Scienze del Farmaco per l’Ambiente e la Salute i numeri modesti rendono diretto il rapporto tra docenti e studenti. A stare strette sono le strutture del Polo scientifico di Caserta. “Seguiamo le lezioni in due aulari – spiega Giovan Battista Gadola, iscritto a Farmacia – la palazzina C e la palazzina A, che dobbiamo condividere con gli studenti di Scienze e di Studi Politici. Non c’è un posto dove sedersi e studiare, le aule non sono mai libere e la biblioteca è piccola (ci sono una settantina di posti in tutto). Alcuni studenti hanno pensato di usufruire della biblioteca di Psicologia, ma non hanno nemmeno potuto accedervi, visto che la Preside ha disposto l’ingresso esclusivamente agli iscritti di Psicologia”. Insomma, anche gli studenti di Scienze del Farmaco non aspettano altro che la fine dei lavori presso l’Ufficio delle ex Poste di Caserta, dove verranno trasferite, si spera al più presto, le Facoltà di Studi Politici e Psicologia. La vecchia questione relativa alla mancanza di un albo specifico per i laureati in Scienze ambientali preoccupa sempre più questi ultimi, alle prese con la ricerca di un appropriato sbocco occupazionale. “Tanti scelgono l’albo dei Biologi”,  dice Giancarlo Liccardo, laureando in Scienze ambientali, il quale denuncia una scarsa sinergia tra la Facoltà e il territorio. “A mio avviso, non c’è un legame tra la Facoltà e gli enti locali e le istituzioni che potrebbero agevolare il nostro, già difficile, ingresso nel mondo del lavoro”. A Scienze “dopo i disagi vissuti soprattutto dagli studenti iscritti ai Corsi di Laurea Magistrale, l’anno accademico è partito in tutta tranquillità”, afferma Mario Adiletta, rappresentante degli studenti. I dubbi restano per il secondo semestre. 
Psicologia e il
 miraggio di 
una nuova sede
Si avverte irritazione nelle parole degli studenti di Psicologia, stanchi ormai delle promesse non mantenute. “Com’è possibile vivere la Facoltà se non ci sono gli spazi adeguati?”, domanda Serena Mastrogiacomo, rappresentante in Consiglio di Facoltà. “Gli studenti si sono adattati alla meglio a questa situazione, col risultato che seguono i corsi e scappano a casa”. Ormai, quasi non si crede più al trasferimento presso l’Ufficio delle ex poste. “Il Rettore ci aveva assicurato che il passaggio alla nuova sede sarebbe avvenuto a novembre, fino ad ora, però, ancora nulla. Non ci informano!”. Nell’attesa, si potrebbe usufruire degli spazi della biblioteca di Facoltà, ma “ci sono tanti limiti: prima di tutto chiude alle 16 e poi non è possibile caricare i computer portatili perché le scrivanie non sono attrezzate”. A novembre inoltrato, poi, c’è ancora chi non riesce a seguire le lezioni. “Gli iscritti alla Specialistica in Psicologia dei processi cognitivi seguono un solo corso su quattro, Psicologia dell’invecchiamento, a causa della protesta dei ricercatori. L’abbiamo segnalato a Preside e docenti, i quali ci hanno semplicemente risposto di non preoccuparci”, dice Alessio Salerno.  Problemi di migrazione tra le sedi a Studi Politici. “Gli iscritti alla Triennale seguono le lezioni al Polo scientifico di Caserta (aule D1 e C1), quelli della Specialistica in Contrada S. Benedetto o, in alcuni casi, presso la sede del Belvedere di S. Leucio, con l’evidente risultato che la Facoltà non viene vissuta”, commenta Domenico Della Peruta.
Maddalena Esposito
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