Quadrimestri, bene per i corsi meno per gli esami

Nuove disposizioni per la didattica ad Architettura. Su tutte, un nuovo calendario accademico che è passato dal sistema dei trimestri (con cinque sessioni d’esame, tre ordinarie e due straordinarie) a quello dei quadrimestri (con tre finestre d’esame). Criterio che, secondo la Facoltà, consentirà di iniziare l’anno accademico 2011-12 senza debiti formativi o di abbatterli al massimo. Ma cosa ne pensano gli studenti? Per Antonia Capuano, al terzo anno di Architettura, il nuovo sistema “permette di seguire i corsi con più serenità. Prima i professori dovevano spiegare gli argomenti in maniera frettolosa mentre con il nuovo calendario possiamo approfondire”. Anche Orsola, terzo anno di Scienze per l’Architettura, trova quello dei quadrimestri “un metodo utile. I moduli sono stati accorpati ed ogni corso prevede più ore di lezione. Col sistema dei trimestri si procedeva in maniera troppo veloce” e “avevamo poco tempo per preparare gli esami”. Cristina, collega di Orsola, ritiene il quadrimestre “molto meglio dei trimestri” perché si ha “più tempo per studiare”. Discorso diverso sulle sessioni d’esame. Luigi, terzo anno di Scienze per l’Architettura, sottolinea che con il vecchio calendario si “disponeva delle vacanze natalizie per prepararsi all’appello di gennaio”. Così anche Pasqualina Piccirillo per la quale “hanno complicato un po’ le cose. Se da un lato con il nuovo sistema possiamo goderci le feste, dall’altro i tempi si allungano e rischiamo di perdere più tempo”. “Quasi sicuramente non riuscirò a sostenere tutti e quattro gli esami previsti per il primo quadrimestre”, dice Veronica Montaniero, al primo anno di Architettura e Ingegneria Edile, mentre Chiara spiega che “con questo metodo gli esami sono tutti raggruppati in una settimana e può anche capitare di avere più appelli lo stesso giorno”. Secondo Valeria, al terzo anno di Scienze dell’Architettura, il problema è  organizzativo: “I corsi sono stati distribuiti in maniera sbagliata, hanno lasciato molto tempo libero al primo quadrimestre e accorpato più corsi al secondo, quando dovremmo dedicarci alla tesi”. Un sistema che non piace neanche a Roberto: “Già avevamo pochissimo tempo. Ora la situazione è peggiorata, visto che ci hanno lasciato solo tre sessioni d’esame”. 
Il nuovo metodo
è solo per “lo
studente virtuoso”
Sia Roberto che Luigi lamentano anche il fatto che solo i fuoricorso possono sostenere gli esami tutti i mesi. “Non pretendo lo stesso trattamento dei fuoricorso, ma avrei voluto che ci lasciassero almeno le sessioni straordinarie”, dice Luigi. Anche Antonia vorrebbe le stesse sessioni degli altri anni. Per lei “il nuovo metodo può essere utile a chi si iscrive al primo anno e incarna la figura dello studente virtuoso. Per noi studenti degli anni successivi che abbiamo esami arretrati diventa tutto più difficile”. La soppressione di due sessioni d’esame non è, invece, un problema per Cristina e Pasqualina. “Ho sempre sostenuto gli esami in corso”, dice Cristina, mentre Pasqualina, da frequentante, usufruisce dei preappelli. Da quest’anno, poi, “per ogni sessione sono disponibili quattro appelli. Se non si riesce a superare l’esame al primo appello lo si può ritentare dopo quindici giorni”, continua Pasqualina. 
Apprezzamento ha suscitato, invece, l’altra novità introdotta dalla Facoltà: una nuova modalità di redazione dell’elaborato finale per gli studenti del Corso di Laurea Triennale in Scienze dell’Architettura. La prova finale, pari a cinque crediti di studio individuale, prevede un approfondimento del settore disciplinare a cui appartiene il docente che gli studenti scelgono come Tutor. Per Orsola “il lavoro è proporzionato ai crediti che vengono assegnati”. Secondo Chiara è “un’ottima decisione. Credo che sia meglio dedicarsi ad un lavoro sperimentale alla Specialistica, dove la tesi prevede un numero maggiore di crediti e può essere un buon biglietto da visita per entrare nel mondo del lavoro”. Giudizi negativi, invece, per l’obbligo di scegliere il Tutor all’inizio del terzo anno. Lucia non condivide di “dover fare il tirocinio e preparare la tesi al primo quadrimestre”, mentre Cristina spiega che “la tesi si può chiedere solo quando mancano 24 crediti, corrispondenti a due laboratori. Molti ragazzi che non hanno il numero di crediti sufficiente rimangono bloccati”. Il problema sembra toccare anche “i professori che non sanno ancora come funziona il nuovo metodo e non sono neanche disponibili ad assegnarci la tesi con così tanto anticipo visto che hanno già altri laureandi da seguire”, aggiunge Cristina. Pareri discordanti che, secondo Valeria, sarebbe stato utile ascoltare con un “sondaggio per sapere quale fosse il parere di noi studenti prima di cambiare le cose”. 
Barbara Leone
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