Laureati in Architettura ad Aversa progettano il Padiglione italiano all’Expo di Shangai

In queste settimane entra in fase operativa la realizzazione del Padiglione italiano all’Expo di Shanghai 2010, progettato dal giovane architetto Francesco Iodice, laureato alla Facoltà di Aversa, insieme agli altri architetti dello staff dello studio Iodice (www.iodicear chitetti.it): Giampaolo Imbrighi, Teresa Crescenzi, Antonello De Bonis, Cosimo Dominelli, Giuseppe Iodice e Marcello Silvestre, che si sono aggiudicati il primo premio al concorso internazionale per la realizzazione del padiglione. La costruzione è stata assegnata ad un raggruppamento di imprese di cui è capofila la Jiangsu Nantong No.3 Construction Engineering Group Co. Ltd., fra le imprese cinesi più grandi. Il progetto propone un edificio che integra, in un modello tipico del tessuto urbano italiano, un’interpretazione in chiave architettonica dei giochi cinesi delle costruzioni e dello shanghai. Appaltato nel gennaio 2009, sarà terminato entro marzo 2010 e inaugurato nel giugno dello stesso anno in occasione dell’apertura dell’Expo. “Il disegno del padiglione – spiega Iodice – è una pianta quadrata di 3.600 metri quadrati per un’altezza di 20 metri, divisa all’interno in più blocchi di dimensioni diverse e irregolari, collegati da strutture-ponte in acciaio che lasciano intravedere i ballatoi di collegamento”. Il progetto soddisfa sul piano strutturale l’esigenza di essere eventualmente smontato e ricostruito in dimensione ridotta in un’altra area della città. Bella soddisfazione per l’architetto, di origini aversane, la cui parola d’ordine sembra essere ‘costanza’. “Non ci sono strategie per riuscire bene nello studio o nella progettazione, ciò che premia è essere costanti – afferma Iodice, 33 anni, laureatosi nel 2000 con una tesi su ‘L’ampliamento del museo archeologico di Napoli’, alla quale ha lavorato con il prof. Giovanni Di Domenico, del Dipartimento di Cultura del Progetto, con una votazione di 110 e lode e diritto di pubblicazione – E frequentare l’Università, a mio avviso, significa studiare tutti i giorni con perseveranza e anche caparbietà”. Mai avuto alcuna difficoltà, durante il percorso accademico? “Lo studio non mi ha mai creato problemi grossi, forse anche perché alla Seconda Università, essendoci un numero di iscritti che permette di poter instaurare un rapporto con i docenti, si è più seguiti. Poi, tutto sta nel trovare un metodo e nel non lasciarsi indietro gli esami”. Dopo aver tentato la carriera accademica – “un ambiente nel quale non mi sono sentito a mio agio” confessa Iodice -, ha cominciato ad esercitare a tempo pieno e con passione la professione di architetto nello studio fondato nel 1999 dal fratello maggiore laureato in Architettura, al Federico II.     (Ma. Es.)
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