Laureati triennali: “i grandi dimenticati”

“Sono molto contento per l’esito del voto, espressione dell’unità dell’area 05. La mia elezione, infatti, è il significativo risultato di un lavoro svolto a livello nazionale e che ha portato l’area delle Scienze Biologiche ad esprimersi in maniera compatta”, così il prof. Paolo Pedone commenta la sua elezione al Cun, Consiglio Universitario Nazionale. Si è votato tra il 5 e il 14 marzo per il rinnovo dei rappresentanti di 7 aree scientifico-disciplinari, di un professore di prima fascia dell’area 02, di un professore di seconda fascia dell’area 14 e di tre rappresentanti del personale tecnico-amministrativo, per il prossimo triennio.
Docente di Scienze Biologiche e per ben 13 anni Direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali, Biologiche e Farmaceutiche (Distabif), il prof. Pedone si appresta alla prima riunione del Consiglio, durante la quale si voterà per eleggere il Presidente, portando in dote “l’esperienza maturata in questi anni, sia come docente che come Direttore di Dipartimento, per dar voce alle istanze della mia area di riferimento ma più in generale per portare avanti quelle che sono le sollecitazioni che partono dalla base”. Una riconsiderazione dei criteri di valutazione e maggiore ‘pubblicità’ alle Lauree Triennali: sono questi i due grandi temi da cui partirà il lavoro del prof. Pedone. “Mi auguro di riuscire a porre all’attenzione del Consiglio il problema dell’eccessiva burocratizzazione della qualità. Il sistema di valutazione della qualità è, infatti, basato su criteri che non lasciano spazio e non considerano l’unicità della formazione accademica. Non bisogna più vedere la valutazione solo come una mera somma numerica di dati, ma aprirsi a dei criteri che tengano conto della eterogeneità e del ruolo che l’Università ha nel nostro Paese. Questa è un’idea che il Cun già ha espresso in passato e io spero di poterla portare avanti durante il mio mandato”. In parallelo, la revisione delle Classi di Laurea Triennale, prima della quale, però, ritiene il prof. Pedone vada portata avanti una riflessione sul ruolo dei titoli di primo livello: “Sono i grandi dimenticati. Non si bandiscono concorsi a livello locale o nazionale per questi laureati, anche negli stessi Atenei, se non in pochi settori specifici. Da parte del mondo delle imprese ho spesso sentito dire che non sono come i laureati del vecchio ordinamento. Certo che non lo sono. Sono delle figure diverse che dovrebbero andare a sostituire i diplomati. Hanno studiato di meno rispetto ad un vecchio laureato, ma di più rispetto ad un diplomato. E in un mercato che richiede competenze più elevate, dovrebbe essere la figura con la formazione giusta per sostituire i diplomati. Prima di stravolgere di nuovo i percorsi e di rivedere le classi di laurea, dovremmo, quindi, cercare di far recepire questi giovani in maniera corretta ad un mercato del lavoro che non li ha visti, non li ha ancora testati, non li conosce. Prima di rivedere le Classi di laurea, dobbiamo far capire al Paese che ci sono i laureati triennali e a cosa servono. Bisogna avere il modo di verificare se, con una formazione on the job, sono in grado di sostituire i diplomati”. “Spero che ci sia spazio al Cun per ‘parlar bene dell’Università’ – si augura infine – perché il sistema universitario rappresenta il motore e una grande risorsa per l’Italia, e questo non va assolutamente dimenticato”. Per quanto riguarda nello specifico le esigenze dell’area scientifica che esprime: “sono sicuro di poter lavorare ottimamente con la prof.ssa Luisa Cigliano della Federico II e con la prof.ssa Chiara Donati dell’Università di Firenze, nonché con tutte le Istituzioni che rappresentano le Scienze della Vita”.
Valentina Orellana
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