Tirocini e formazione post-laurea per gli Infermieri pediatrici che opereranno in studi medici e scuole

“Il Corso di Laurea ha sottoscritto una convenzione con la Federazione Italiana dei Medici Pediatri che avvia una collaborazione nella didattica per formare infermieri pediatrici per gli studi professionali dei dottori che curano i bambini. La convenzione prevede l’istituzione di Attività didattiche elettive nell’ambito delle quali i pediatri verranno a tenere corsi qui da noi e il tirocinio dei nostri studenti presso gli studi dei medici”. Il prof. Alfonso Papparella, Presidente del Corso di Laurea in Infermieristica pediatrica dell’Ateneo Vanvitelli, annuncia una novità piuttosto significativa, che, salvo imprevisti, produrrà i suoi effetti già nel semestre in corso. “L’idea – spiega – è nata dalla consapevolezza che nel futuro anche in Campania si affermerà la figura dell’infermiere pediatrico che lavora negli studi medici, oltre che negli ospedali. Già dallo scorso anno l’Ordine delle Professioni infermieristiche (Opi) con Progetto Lavoro ha avviato una sperimentazione. I pediatri ricevono dalla Regione un fondo di 500 euro per reclutare infermieri pediatrici i quali possono svolgere il bilancio di salute, counseling, educazione sanitaria. Il progetto è stato attivato dall’Opi con la Federazione italiana dei medici pediatri. Ora il Corso di Laurea si aggancia a questa sperimentazione ed entra a farne parte. È una strada che potrebbe aprire nuove opportunità occupazionali per i nostri laureati”.
La collaborazione con l’Ordine degli infermieri non si ferma a questa iniziativa, peraltro. “Abbiamo sottoscritto anche un’altra convenzione – riferisce il prof. Papparella – in base alla quale i rappresentanti dell’Ordine parteciperanno ad un Comitato di indirizzo ed informazione sulla laurea e sulle prospettive di impiego connesse a questo percorso formativo. Con l’Opi abbiamo avviato pure un progetto di formazione post lauream specificamente indirizzato all’infermiere pediatrico scolastico. È una figura già attivata in alcune Regioni, per esempio nel Lazio. Parliamo di un professionista il quale segue ed assiste a scuola sotto il profilo sanitario i bimbi che abbiano esigenze particolari. Un esempio? I piccoli diabetici, che necessitano di somministrazioni periodiche di insulina. I docenti non lo fanno e non ne hanno le competenze, per cui accade che i piccoli restino a casa, smettano di frequentare. Un infermiere pediatrico scolastico può rispondere alle esigenze di situazioni di questo tipo”. Aggiunge: “La nostra formazione curricolare prevede già le basi per formare l’infermiere scolastico, ma sarà un progetto sviluppato in particolare dall’Opi e destinato a chi abbia già conseguito la laurea. Un approfondimento dai contenuti fortemente professionalizzanti”.
Forse più posti 
disponibili dal
prossimo anno
Un’altra convenzione stipulata dal Corso di Laurea consentirà agli studenti di frequentare la Gloriette, l’immobile a Posillipo che appartenne al boss della camorra Michele Zaza e che da molti anni è stato confiscato ai suoi familiari. In una parte di quella struttura la cooperativa L’Orsa Maggiore svolge attività con i bimbi disabili. 
Infermieristica pediatrica della Vanvitelli ha circa 120 studenti su tre anni ed è il più frequentato in Italia tra quelli di questo settore. Le lezioni si svolgono a Napoli, al Policlinico. È a numero programmato ed il test di accesso si svolge nei primi giorni di settembre. “Per il 2019/2020 – anticipa Papparella – la Regione Campania ha chiesto al Ministero dell’Università di incrementare il numero dei posti disponibili al primo anno. Se la proposta sarà accettata, passerebbero da 34 a 42”. Le prospettive occupazionali? “In genere oggi – risponde il docente – assistiamo ad una rivalutazione di questa laurea, che è presente solo in Italia e nel Regno Unito, dove infatti sono andati a lavorare alcuni dei nostri laureati, ma ha una sua ragion d’essere. Un bimbo non è un adulto in miniatura. Il neonato ed il bimbo hanno patologie differenti, sviluppo differente, perfino valori fisiologici differenti. Tutto ciò suggerisce che sia assistito da un infermiere formato specificamente sull’età evolutiva per migliorare la qualità dell’assistenza. Un infermiere qualificato può sostenere al meglio il medico e può addirittura sostituirlo in alcuni casi limitati e specifici”. 
Ogni anno si laureano alla Vanvitelli tra i 30 ed i 35 infermieri pediatrici. Hanno poi l’opportunità di frequentare la Specialistica di Infermieristica generale oppure Master, come Neonatologia, che danno ulteriore specializzazione. I dati sull’occupazione dei laureati triennali forniti da Alma Laurea relativi al periodo 2014-2017 dicono che ad un anno dal conseguimento del titolo alla Vanvitelli lavora tra il 55 ed il 60% degli infermieri pediatrici.
Fabrizio Geremicca
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