Le ‘dritte’ degli studenti più anziani

Sbagliare qualche data pregiudica l’esito della prova? Rispondono gli studenti iscritti agli anni successivi. “Il diritto romano ha come filo conduttore la storia – spiega Michela Migliaccio, al terzo anno – ed è normale che bisogna collocare gli Istituti nella loro dimensione storica. Non ricordare una data non è la fine del mondo, ma collocare una lex nel periodo giusto è basilare. Inutile imparare il fattarello a memoria se poi non si è capito cosa sia venuto prima o dopo. Consiglio di schematizzare secondo archi temporali, in modo da differenziare periodi, imperatori, principi e le conseguenti leggi o editti”. Anche per Claudio Bonavita occorre: “stabilire cosa sia venuto prima e cosa sia cambiato poi, con l’avvento delle nuove leggi. Inizialmente bisogna studiare per bene la parte generale; solo successivamente può intervenire la parte speciale, integrando ciò che sia stato già conosciuto”. “Non trovo opportuno studiare i diversi manuali nello stesso momento – afferma Brigitta, studentessa al terzo anno – La linea temporale deve essere tracciata fin dall’inizio. Meglio concentrarsi sulla parte generale, che è quella più richiesta. Consiglio di leggere la parte speciale negli ultimi 15-20 giorni, quando si svolge la ripetizione del testo principale”. Secondo Giulio Massa i giorni prima dell’esame devono essere usati per fare collegamenti fra i vari Istituti affrontati: “partire da un punto e collegarne degli altri, per vedere se si hanno le conoscenze giuste. Poi bisogna abituarsi a rispondere in maniera semplice ma esaustiva alle domande”. “Meglio non perdersi in chiacchiere inutili – afferma Lello Spaduzzo – ma centrare fin da subito l’argomento. Solo ad una domanda generale si risponde in modo allargato, invece se il quesito è specifico occorre essere chiari e contestualizzare il tutto. Consiglio di memorizzare le locuzioni latine più importanti; non solo sono richieste, ma permettono di ottenere voti più alti”. “Inoltre – aggiunge Mimmo Esposito, al quarto anno – meglio studiare in gruppo o almeno con un compagno. Lo studio solitario il più delle volte porta a conclusioni sbagliate”. 
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