Lettere. Appelli, una riunione studenti-docenti prima del Consiglio

Prosegue il dibattito intorno alla questione degli appelli a Lettere. Da più di due mesi, infatti, si è ritornati a parlare della possibilità di aumentare il numero delle sessioni di esame per tutti i Corsi di Laurea della Facoltà, per iniziativa del Collettivo dell’aula autogestita A-12. Il Collettivo, dopo un’assemblea e una raccolta di firme, ha presentato nello scorso Consiglio di Facoltà, tenutosi il 26 aprile, un documento nel quale si chiede di inserire due nuove sessioni d’esame ad aprile e a novembre, aperte a tutti gli studenti, con il conseguente blocco dei corsi per una sola settimana in entrambe le date. Nell’attesa che la proposta venga votata nel prossimo Consiglio del 30 maggio, una rappresentanza degli studenti del Collettivo ha incontrato giovedì 8 maggio il Preside Eugenio Mazzarella per richiedere la convocazione di un’Assemblea, nella quale poter discutere dell’argomento. Assemblea che di fatto non potrà essere convocata in via ufficiale poiché, spiega il Preside, la richiesta andrebbe discussa in sede di Consiglio di Facoltà. Per questo motivo il compromesso scaturito dall’incontro è stato quello di fissare un’Assemblea a carattere meno ufficiale (si terrà probabilmente il 24 maggio) nella quale, però, verranno comunque invitati a intervenire, oltre agli studenti,  tutti i docenti della Facoltà, e alla quale ha promesso di partecipare lo stesso Preside. “Alla condizione – aggiunge semiserio Mazzarella – che promettiate di aiutarci a tenere pulita la Facoltà: comprerò la pittura bianca e ad agosto ci metteremo a ritinteggiare insieme tutti i muri”, alludendo alle tante scritte colorate che invocano “più appelli per tutti” distribuite nella sede di via Porta di Massa. Pittura a parte, sembrerebbe profilarsi la possibilità che la proposta degli studenti possa venire almeno in parte accolta, introducendo una seppure minima modifica in un calendario di appelli che di fatto, considerando l’alto numero di esami da sostenere ogni anno, provoca un congestionamento eccessivo nelle sessioni esistenti; mentre l’introduzione di due appelli ad aprile e novembre, sostengono gli studenti, permetterebbe di avvicinarsi all’idea di uno studio meglio approfondito e redistribuito più equamente nei diversi periodi dell’anno. Ma bisognerà, in ogni caso, aspettare il Consiglio di Facoltà per avere una risposta compiuta da parte del corpo docente. Nel frattempo, i Presidenti dei Corsi di Laurea, riunitisi con il Preside mercoledì 9 maggio, hanno confermato la volontà di incontrare gli studenti prima del Consiglio di Facoltà. Anche se le opinioni sono comprensibilmente differenziate e le obiezioni diffuse. Tra i Presidenti, alcuni temono che l’introduzione di due nuovi appelli possa ulteriormente ridurre la frequenza dei corsi, soprattutto nei periodi immediatamente precedenti gli esami. Ma, d’altra parte, l’introduzione di due nuovi appelli probabilmente potrebbe comportare una riorganizzazione complessiva dei moduli delle lezioni, sebbene l’interruzione prevista riguardi soltanto una settimana per appello. Altri docenti invece, pur non essendo del tutto sfavorevoli all’idea di introdurre nuove date per gli esami, ritengono che possa essere inopportuno intervenire sulla questione in questo momento, ad un anno dall’entrata in vigore del decreto attuativo che comporta la riformulazione di tutti gli esami su base sei crediti, imponendo un tetto massimo di venti esami alla Triennale e dodici alla Specialistica. Perché, anche se la modifica entrerà, appunto, in vigore a partire dall’anno accademico 2008/9, già gli organi accademici sono in fase di lavoro avanzata e hanno un calendario fitto di scadenze per preparare la transizione. Il timore quindi è che possa essere uno sforzo inutile intervenire sul problema degli appelli in una fase transitoria, introducendo modifiche che dovrebbero durare solo un anno, dato che, secondo diversi docenti, con la riduzione degli esami dovrebbe automaticamente risolversi anche il problema del numero ridotto di sessioni. Non la pensano però così gli studenti del Collettivo A-12, che, ribadiscono, non vedono alcuna interferenza tra l’introduzione di due nuove date d’esame e la riformulazione su base sei perché, spiegano, anche se il numero degli esami diminuisce aumenta invece il volume dei programmi, senza che questo comporti un reale rallentamento dei ritmi serrati imposti dal Nuovo Ordinamento. Anzi, sostengono, “l’accorpamento dei moduli e la conseguente espansione dei tempi necessari per preparare gli esami renderà ancora più impellente la necessità di inserire le nuove sessioni”. 
 
 
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