Lezione-spettacolo sull’uso del congiuntivo

Il congiuntivo non è morto, anzi gode di buona salute. Lo assicurano gli esperti a chiunque sia convinto dell’imminente scomparsa di questa forma verbale, ormai usata solo in rare occasioni. Organizzando una sorta di ‘festa’. Valeria Della Valle e Giuseppe Patota hanno tenuto il 14 aprile scorso una lezione-spettacolo al Suor Orsola Benincasa per presentare il loro libro: ‘Viva il congiuntivo! Come e quando usarlo senza sbagliare’.
“Esiste un’enorme attenzione da parte della gente in merito –– ha detto la prof.ssa Della Valle, lessicografa, docente di Linguistica Italiana alla Sapienza di Roma e Coordinatrice Scientifica del Vocabolario Treccani – Basta fare una piccola ricerca su Google e ce ne si rende conto. Uno degli esperimenti che abbiamo realizzato è consistito appunto nel digitare sul motore di ricerca le parole ‘penso che sia’ e ‘penso che è’. Nel primo caso vengono fuori oltre un milione e mezzo di risultati, mentre nel secondo sono molti di meno. Ciò significa che la gente è molto più attenta all’uso del congiuntivo di quello che si suole credere”.
Gli autori ritengono che il congiuntivo, lungi dall’essere in procinto di scomparire, sia anzi anche più usato rispetto al passato. Per dimostrare questa tesi, hanno mostrato a studenti e docenti presenti in aula alcune scene tratte da film italiani (da Amarcord di Fellini al più recente Ovosodo di Virzì), con un comune denominatore: gli errori grossolani da parte dei personaggi sull’uso del modo verbale. “Il cinema ha sempre sfruttato gli errori linguistici e in particolare quelli legati all’uso del congiuntivo, che sono stati e sono ancora fonte di ilarità per il pubblico – ha spiegato il prof. Patota, docente di Storia della Lingua Italiana presso l’Università di Siena-Arezzo e Direttore Scientifico del Grande Dizionario Italiano Garzanti – In principio furono i congiuntivi maccheronici del grande Totò. Il più grande erede del noto comico partenopeo nell’uso del congiuntivo popolare è Paolo Villaggio il quale, in un film in cui interpreta Fantozzi, coniuga i verbi con la desinenza puntualmente in ‘i’, a sottolineare l’ignoranza del mondo piccolo-borghese raccontato a quell’epoca”. Dopo il cinema, i docenti sono passati prima al mondo della politica (passando in rassegna molti strafalcioni linguistici di diversi personaggi) e infine a quello delle canzoni. Per concludere, hanno invitato i presenti ad intonare una canzone di Celentano con il karaoke (precisando di essere stati diffidati dagli avvocati del cantante nell’utilizzare il video ufficiale) e a fermarsi, eventualmente, alla parte in cui il congiuntivo viene sostituito dall’indicativo.  
L’iniziativa “testimonia la vivacità dei nostri studenti e docenti nell’organizzare un incontro così stimolante per tutti”, ha commentato la prof.ssa Giovanna Calabrò, docente di Letteratura Spagnola e Presidente del Corso di Laurea in Lingue. Anche la prof.ssa Rosa Casapullo, titolare dell’insegnamento di Storia della Lingua Italiana e Linguistica Italiana, ha sottolineato quanto sia stato particolare il tono con cui i due docenti si sono rivolti alla platea: “Non è stata una presentazione tradizionale, ma più divertente anche per i ragazzi. E soprattutto non è stato usato un approccio da professori a studenti”. Curiosità: ad apprezzare le scene dei film commentati dai due autori, un gruppetto di studentesse vietnamite, che da due mesi studiano a ‘L’Orientale’. Trang, Son, My, Giang e Nhung studiano la nostra lingua presso l’Ateneo di Hanoi e sono a Napoli grazie ad uno scambio organizzato dal CILA, per far sostenere loro alcuni esami (tra cui Economia Politica dello Sviluppo e Storia dell’Arte) che verranno poi convalidati in Vietnam. Rimarranno qui per un anno e sono già molto entusiaste della città e dell’ambiente universitario. “La Facoltà è molto accogliente – hanno detto – e le aule nelle quali seguiamo i corsi sono dotate di materiali utili per lo studio. La lezione di oggi è stata molto interessante, ma fa capire anche quanto sia difficile la lingua italiana: se l’uso dei verbi non è sempre chiaro a chi è nato in questo Paese, figuriamoci quanto siamo svantaggiati noi! – hanno ironizzato – In ogni caso, saremo qui per un anno e speriamo di migliorare per raggiungere almeno un buon livello di conoscenza della lingua”.
Anna Maria Possidente
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