ll grande valore delle competenze di base

Sono ex studenti della Facoltà di Ingegneria, laureati nel settore trasporti del ramo civile. Hanno carriere interessanti nel settore, vissute nella nostra regione. Davide Tartato, 46 anni, è originario di Caserta. “Fin da piccolo volevo fare il progettista ferroviario perchè mio padre era ferroviere. Credo sia indispensabile la passione per affrontare un corso lungo, impegnativo e complesso”. Il lavoro poi l’ha portato verso la progettazione stradale. Dopo la laurea prima una collaborazione con uno studio professionale, poi in una società del gruppo Fiat per 16 anni “dove mi sono occupato di ricerca e sviluppo”, successivamente “di nuovo la progettazione stradale specializzandomi sul tema della sicurezza”. Oggi è responsabile di una unità di sicurezza stradale alla Net Engineering, una società con diverse sedi in Italia ed Europa. Ai nuovi studenti raccomanda di affrontare gli studi con caparbietà, “anche le materie che sembrano lontane dal proprio percorso e dal mondo del lavoro. Con il tempo si riscopre il valore delle competenze di base che sono molto importanti per un ingegnere, soprattutto dal punto di vista dei metodi”. Esame più impegnativo e formativo del percorso è Scienza della Costruzioni: “alcuni esami sembrano dei gradini altissimi perché capitalizzano la formazione degli anni precedenti, una volta superati il percorso sembra più agevole. Scienza è uno di questi. Prepara la nostra ratio ad un approccio sistematico e al metodo”. L’inserimento nel mondo del lavoro “è un percorso lungo ma ci si può spendere in tanti settori, non solo quelli dell’Ingegneria ma anche delle gestione aziendale, del marketing e della comunicazione. Bisogna scegliere il ramo che interessa di più o per cui ci si sente portati”.
Un percorso di studio scelto in autonomia – “non provengo da questo mondo, mio padre era commercialista, mia madre insegnante”- quella di Alberto Ramaglia, 53 anni. Una passione per i treni ma anche per il calcio: “facevo l’arbitro, oggi sono Presidente del Comitato arbitri della Campania”. Perciò è possibile impegnarsi negli studi e conservare un hobby, ma richiede tanto impegno e costanza. Si dice fortunato perché dopo la laurea è riuscito a trovare lavorare nel settore – “tanti colleghi hanno deviato dalla loro Specializzazione”- prima presso il centro studi del gruppo FIAT, un lavoro che gli ha consentito di restare in contatto con il mondo universitario, poi presso l’agenzia di trasporti regionali ACAM. “Un’occasione –sottolinea- che mi ha permesso di confrontarmi con una realtà diversa. Mi occupo ancora di trasporti, ma in maniera molto più operativa di prima, allargando i miei orizzonti a settori che non avevo mai affrontato, come quello marittimo”. Alle future matricole consiglia di seguire gli studi con regolarità, con la stessa costanza che si ha a scuola e di avere fiducia in quello che si fa: “nei primi anni le materie teoriche possono scoraggiare, ma servono per gli studi applicativi. Questo è un settore in continua evoluzione con molte potenzialità di inserimento, sia in ambito campano che in ambito nazionale”.
(Si.Pa.)
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