Si è concluso il 13 giugno il ciclo di appuntamenti dedicato al teatro, alla musica ed al cabaret organizzato dal Comitato per le Attività Culturali Autogestite degli studenti della Seconda Università. “Quella di quest’anno era la terza edizione – spiega Gennaro Fatigati, studente di Medicina recentemente eletto al Senato Accademico con oltre 470 preferenze, responsabile della rassegna- Avremmo voluto organizzarla a cavallo di Pasqua, evitando così la concomitanza con il periodo degli esami, a giugno. Purtroppo abbiamo avuto alcuni problemi relativi all’iter burocratico e siamo stati costretti a posporre gli appuntamenti. Ovviamente questo ha fatto sì che la partecipazione degli studenti sia stata meno ampia di quanto auspicassimo. In ogni caso credo che siano iniziative positive”. Tutti gli appuntamenti si sono svolti presso l’Aula Magna del Complesso di S. Patrizia, in via Luciano Armanni 5, a Napoli. Teatro, si diceva, ed infatti, tra gli appuntamenti della rassegna, è stato presentato “Anna Cappelli”, l’ultimo testo del drammaturgo napoletano Annibale Ruccello, scomparso a 30 anni, autore, tra l’altro di “Ferdinando” e “Le cinque rose di Jennifer”. Uno spettacolo che nasce da un fatto di cronaca realmente accaduto: un giapponese uccide un giovane olandese e ne divora le carni. Due gli appuntamenti musicali di rilievo svoltisi nell’ambito della rassegna: il 13 giugno Pina Cipriani ha cantato le poesie di Eduardo messe in musica da Franco Nico; il 6 giugno l’etnomusicologa Anna Cepollaro ha condotto un seminario di educazione alla danza, con Paola Y – Fernando Cabrera ed i Colin Muset. Il cabaret è andato in scena il primo giugno, quando l’aula magna ha ospitato un centinaio di persone, venute ad assistere alle performance del gruppo di Telegaribaldi guidato da Gianni Simioli. Il ciclo era stato inaugurato il 25 maggio dalla Compagnia di Teatro diretta da Antonio Merone, che aveva presentato “Don Pascà, fa acqua a pippa”. E’ un bilancio sostanzialmente positivo, quello che traccia Fatigati. “La partecipazione è stata discreta e mi fa piacere che all’iniziativa si siano avvicinati anche alcuni docenti. Per esempio i professori Sergio Minucci e Vincenzo Zappia, i quali evidentemente hanno colto il significato di questa iniziativa: creare momenti di socialità tra gli studenti universitari, i quali solitamente si vedono solo negli orari delle lezioni, degli esami e dei seminari”.








