Mariano Bova, bibliotecario con il pallino della scrittura e della musica

Bibliotecario alla Federico II da 34 anni, ma non solo. Mariano Bova, 58 anni, è anche un artista: musicista e scrittore. Basta dare un’occhiata al suo sito www.webalice.it/avbova, per rendersi conto di quanto è eclettica la personalità di Bova, che oltre a scrivere poesie e comporre musiche, ama parlare per immagini. Fotografie di oggetti cari o scene di vita quotidiana, come quelle contenute nel libro Un lontano ricordo: un’infanzia felice, pubblicato dall’editore Il filo nella collana ‘Le strade’ e presentato il 20 novembre a Roma presso la libreria Liber.MenTe. Accanto alle foto dell’infanzia, quelle scattate nelle due biblioteche universitarie presso le quali Bova ha lavorato. Per 20 anni quella del biennio di Ingegneria in via Claudio, con una breve parentesi in Segreteria Studenti, e gli ultimi 14 anni la Biblioteca Carlo Miranda di Monte Sant’Angelo. In entrambi i casi, al servizio del Dipartimento di Matematica e Applicazioni. “Teoricamente potrei andare in pensione l’anno prossimo”, spiega il bibliotecario-scrittore-musicista (che suona la fisarmonica), “però mi piacerebbe rimanere ancora. Ci sto pensando”. All’università le fonti di ispirazione non mancano, soprattutto per un uomo come Bova, che per anni è stato a contatto con illustri scienziati, tra cui l’attuale Rettore della Federico II. “Possiamo dire che ho visto crescere il prof. Guido Trombetti”, dice, “quando l’ho conosciuto era un giovane docente, vivace, cordiale, aperto. Non è cambiato da allora, è sempre lo stesso”. Dunque, aneddoti di vita universitaria per il primo libro di Mariano Bova? No, si parte dai giorni dell’infanzia per arrivare ai suoi odierni componimenti musicali. Nella prima sezione vengono narrati i giorni del Bova bambino, fino all’età di 8 anni, con un’appendice in cui si racconta Napoli attraverso colorati quadretti di voci della strada, quelle degli ambulanti. “Erano bei tempi, noi ragazzi riuscivamo a divertirci anche con pochi soldi”. La seconda sezione è una raccolta di pensieri sulla vita di tutti i giorni, suscitati da avvenimenti reali. “La mia non è narrativa di fantasia, e anche le musiche che scrivo sono ispirate sempre da fatti realmente accaduti”. Nella terza ed ultima sezione troviamo testi di canzoni ed alcuni spartiti musicali. Un mix di prosa, versi, musica e fotografia che esprime al meglio la vivacità artistica del Bova, che sta inoltre lavorando a due cd musicali: Sensazioni, una serie di melodie per la cui pubblicazione sta cercando una casa discografica, e Sentimenti, in via di preparazione. Presto vedrà la luce anche la seconda parte di Un lontano ricordo: un’infanzia felice. Sono diversi i nomi che ha citato tra i ringraziamenti in questo suo primo libro. “La collega Stefania Castanò, laureata in Lettere, mi ha dato un importante parere sul testo. Maria Nebbioso e Anna Colucci hanno letto la bozza e hanno ascoltato le melodie con simpatia e interesse”. La prefazione al testo è del prof. Catello Tenneriello, ma Bova ha lo ha fatto leggere in anteprima anche ad altri docenti cui è particolarmente affezionato, come Carlo Sbordone e Luigi Maria Ricciardi. A quest’ultimo ha fatto ascoltare pure un suo cd con tre brani. Il commento è stato positivo. “Lei è polivalente!”, gli ha detto il prof. Ricciardi. Impossibile non essere d’accordo.
Sara Pepe
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