Matematica, un esame che richiede pazienza

“Lo studente deve avere pazienza, perché la materia non la si capisce immediatamente. Nel testo consiglio di riprodurre su un foglio di carta vergine quello che si impara; bisogna essere in grado di rispiegare con parole proprie quanto si è studiato. Una sorta di riassunto tecnico. Poi segue l’esercizio. E non c’è da spaventarsi se in prima istanza non si riesce a risolverlo”. E’ questo il metodo giusto per affrontare l’esame di Matematica Generale. Parola del professor Vincenzo Aversa. I consigli del docente li abbiamo ascoltati sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli il 21 marzo.   
Ma quali sono gli argomenti più gettonati in sede d’esame? “Occorre risolvere innanzitutto equazioni e disequazioni e riprodurre il disegno di quello che si è trovato. Il grafico di una funzione, tracciarlo. Lo studente ha i metodi per farlo, magari non è importante che sappia fare la dimostrazione, ma dev’essere sicuro del protocollo che adopera per risolvere l’esercizio e del teorema che lo aiuta”, dice il professore.
“Matematica è un esame che serve per sgrossare lo studente allo studio. Si presta molto per verificare da soli se si è capito o no. La parte concettuale poi è utile  per tutti gli altri esami. Serve per la ragioneria, per l’economia, le tecniche bancarie, l’economia aziendale” per cui, consiglia il docente, “converrebbe sostenerlo al più presto. Rimandare il problema è un metodo per renderlo più complicato”. Il più forte handicap degli studenti: “la difficoltà di esprimersi. Noi suggeriamo per questo di avere colloqui con il docente, i collaboratori e coloro che si occupano di Matematica nel Dipartimento”.
I libri consigliati:  “un mio testo, datato, dal prossimo anno sarà rivisto anche in prospettiva dell’avvio della riforma del 3 più due. E’ un testo difficile che non si presta ad essere imparato a memoria ma va capito, è piccolo ma denso, dal costo contenuto. E’ preceduto da un altro libro di argomenti di matematica. Esistono testi più divulgativi, possono andare bene i manuali dell’ultimo anno dei licei scientifici per chi non proviene da questo tipo di scuola, però la parte concettuale va studiata su un testo universitario”. 
Il docente ricorda con piacere quando l’esame era più complesso “gli studenti erano più contenti, ora hanno meno soddisfazioni. Alla fine certe cose sono fatte per chi le sa apprezzare….”.conclude Aversa. 
Frequentare le lezioni, confrontarsi con il docente, è il metodo migliore anche per affrontare l’esame di Statistica. Una disciplina “fondamentale in gran parte dei piani di studio. Viviamo un momento di grande crescita economica ed è importante che le decisioni siano basate su aspetti quantitativi, siano supportate dai numeri”, chiarisce il professor Luigi D’Ambra ai microfoni di Kiss Kiss (l’intervista andrà in onda il 3 aprile). All’esame bisogna arrivare “sereni. Noi facciamo un compito scritto sulla parte applicativa e poi passiamo alla teoria”.  L’attenzione va focalizzata sulla “seconda parte del programma; è proprio negli aspetti decisionali che lo studente ha la possibilità di apprezzare dal punto di vista applicativo la statistica. Sono argomenti del resto che si ritrovano in altre materie e nel mondo lavorativo”.
I libri adottati dalla cattedra: “se lo studente ha scelto un piano quantitativo consiglio il mio testo. Se trova difficoltà o ha scelto un percorso di studi giuridico o amministrativo pubblico, posso consigliare un altro libro”
L’interesse del professore per la disciplina viene da lontano. “La Statistica –racconta D’Ambra- l’ho studiata a scuola. Volevo iscrivermi a Scienze Statistiche, poi, per varie ragioni, ho scelto Economia. Ho un ottimo ricordo del mio esame: eravamo in pochi e si creò un’ottima intesa con il professore”.
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