Tesi: una piccola rivoluzione

Il 7 aprile in Commissione Tesi sarà esaminata la proposta di riforma elaborata dagli studenti e dai docenti i quali ne fanno parte. Nei giorni scorsi la bozza di regolamento è stata presentata dai rappresentanti agli studenti riuniti in assemblea; lo stesso hanno fatto i professori i quali siedono in Commissione con i loro colleghi della facoltà. Alcuni elementi devono ancora essere definiti nei dettagli; in particolare va individuato il regime transitorio da adottare nei confronti dei laureandi i quali abbiano già chiesto la tesi con il vecchio regolamento, abbiano iniziato a lavorare ed a raccogliere materiale. Ovviamente non saranno penalizzati dall’entrata in vigore della nuova normativa. Per il resto, il volto delle nuove tesi di laurea è ormai praticamente delineato. Paola Bruno, rappresentante degli studenti in Consiglio di facoltà, delinea le caratteristiche del nuovo sistema, a beneficio dei lettori di Ateneapoli. “La prima importante novità è che spariscono le cosiddette “Supertesi”, quelle con il doppio relatore, che potevano avere fino a 10 punti. Ci saranno tesi di ricerca e tesi compilative. Queste ultime saranno presentate con un uno di questi giudizi del relatore: sufficiente, discreto, buono. Avranno, rispettivamente, uno, due oppure tre punti. Le tesi di ricerca, invece, potranno essere presentate anche con ottimo. La scala di punteggi che può essere attribuita alle tesi sperimentali è: 0-3 per quelle sufficienti; 4-5 per le discrete; 6-7 per le buone; 8 per le ottime. Il vecchio regolamento, invece, prevedeva che le tesi di ricerca non potessero avere più di sette punti”. Un’altra importante novità che sarà introdotta dal nuovo regolamento è stata proposta dal professor Ricciotti Antinolfi ed ha incontrato il favore sia degli studenti sia dei docenti. La parola torna a Paola Bruno, la quale illustra la proposta avanzata dal docente: “Il punteggio di base di partenza del candidato, frutto della media riportata agli esami, sarà maggiorato del 3% qualora ci si laurei in 4 anni, del 2% se la laurea arriva entro il primo fuoricorso, dell’1% se invece si giunge al traguardo entro il secondo anno fuoricorso. Si sta ancora discutendo se sia il caso di concedere anche una maggiorazione dello 0,5% per gli studenti i quali si laureino entro il terzo anno fuori corso. E’ una proposta importante, perché attualmente il sistema di valutazione delle tesi non tiene in nessun conto il fattore tempo. Invece uno studente che si laurei in quattro anni con una media, poniamo, del 27, va premiato rispetto ad un suo collega che ci mette tre anni in più, ma magari ha una media del 28”. Per spiegare quali saranno le conseguenze dell’approvazione della proposta di Ricciotti Antinolfi, ecco qualche esempio. Se un laureando ha la media del 27 agli esami il suo punteggio di base è 99. Supponiamo che abbia impiegato soltanto quattro anni a completare gli esami; in questo caso al novantanove di base si aggiungono altri tre punti, ottenuti calcolando il 3% di novantanove. Se invece l’immaginario candidato arriva alla laurea al primo fuoricorso, con una media del 27, il suo punteggio di partenza sarà novantanove più il 2% di novantanove.
Le novità, peraltro, non si esauriscono qui. Prosegue la rappresentante degli studenti in Consiglio di Facoltà: “in base al nuovo regolamento anche i candidati le cui tesi di laurea non avranno 110 e lode potranno chiedere l’attribuzione alla tesi del valore scientifico e la pubblicazione della stessa. Spariscono le tesine, che saranno sostituite da un estratto della tesi. Due pagine di sintesi che saranno distribuite alla commissione, in maniera tale che i membri della stessa possano essere resi partecipi di quello che è stato il lavoro del candidato. Le lodi non sono valutate ai fini dell’attribuzione del 110 e lode finale”. Appuntamento il 7 aprile, dunque, nella Commissione presieduta dal professor Francesco Balletta.
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