Matematici in erba all’università

Una volta la settimana all’università – per tre mesi – nei laboratori e per seguire lezioni di approfondimento, assistiti da docenti e ricercatori. Il Progetto Lauree Scientifiche, nazionale, è diretto agli studenti delle scuole superiori con lo scopo di far scoprire ai ragazzi il volto nascosto e sconosciuto della matematica e della scienza in generale. L’11 novembre, a Monte Sant’Angelo, si è svolta la presentazione dei lavori realizzati dagli studenti nell’ambito del settore “Matematica”, a chiusura delle attività dell’anno accademico 2009-2010. All’evento sono intervenuti il Preside di Scienze Roberto Pettorino, Alessandra Monda dell’Ufficio Scolastico Regionale, la prof.ssa Gioconda Moscariello, Direttore del Dipartimento di Matematica, il prof. Salvatore Rao, Presidente della sezione napoletana di  MATHESIS, la più antica associazione italiana di insegnanti di Matematica fondata nel 1895. “La stabilizzazione dell’iniziativa, che da quest’anno sarà un Piano nazionale, permetterà di ricevere un finanziamento stabile. Stiamo pensando di introdurre fra le attività dei test di autovalutazione che consentano agli studenti di familiarizzare con un test universitario, ma non solo. La nostra intenzione è quella di orientare in modo consapevole la scelta universitaria”, spiega il prof. Marco Lapegna, Presidente del Corso di Laurea in Matematica e coordinatore locale del progetto, cui hanno collaborato attivamente i professori Maria Rosaria Tricarico, Ulderico Dardano, Francesca Visentin, Lucia Migliaccio, Sara Dragotti, Giuliano Laccetti, Aniello Buonocore, Carmela Musella, Virginia Vaccaro, Nicola Cuomo, Enrica Pirozzi. 
I lavori degli
studenti
Gli studenti sono stati i veri protagonisti della giornata. Hanno esposto, non senza emozione, i loro lavori. Grande l’interesse suscitato dalle matrici, i quadrati magici dell’antichità – una tabella di numeri interi disposti in modo che la somma dei numeri presenti in ogni riga, colonna e o diagonale, risulti sempre lo stessa. La costante magica, per l’appunto. Con “Il postino suona sempre due volte”, i ragazzi del Liceo Vittorini si sono divertiti a giocare con i pixel. “Lavorando con il Matlab, il programma che ci hanno insegnato ad utilizzare, abbiamo formato un’immagine nascosta nel francobollo della cartolina della nostra scuola. Non sapevamo che numeri ed immagini fossero una cosa sola”, raccontano Brunella Mastropaolo e Chiara Grimaldi. Storie d’amore fra pennuti in “Voglio una papera dagli occhi azzurri” di Carmen Giugliano e Federica Illuminato (Liceo Torricelli). “Quando abbiamo iniziato a redigere la presentazione ci è sembrato banale ripetere quello che ci avevano spiegato in aula, perciò abbiamo riscritto un programma che, sfruttando matrici e figure geometriche, permettesse di cambiare il colore degli occhi di una papera. Prima dal nero all’azzurro e poi nei colori del semaforo per lanciare un messaggio ad un papero innamorato”, raccontano le due ragazze che sottolineano: “durante questi progetti capisci se si è veramente portati per una materia”. Si è occupato di “Immagini e matrici” il gruppo del Liceo Calamandrei. “Abbiamo scoperto che le immagini digitali sono entità matematiche, tabelle di numeri. Matrici per l’appunto. Ne abbiamo studiato proprietà, applicazioni ed operazioni e mostrato come si modifica il colore di un’immagine moltiplicandola per delle costanti”, spiega Simone Rea. Connessioni fra arte e matematica per Martina Auricchio e Martino Provenzano del Liceo Sbordone ed il loro studio sul Sudoku: “studiandone l’archetipo e le soluzioni, abbiamo scoperto che è un gioco antichissimo, nato oltre 2800 anni prima di Cristo”. “Abbiamo sviluppato una sintesi del lavoro svolto sulle matrici applicandolo ai circuiti elettrici”, illustrano Nicola D’amore e Sarah Di Lorenzo del team del Convitto Vittorio Emanuele. È dedicato ad Emy Nöther, la Signora degli Anelli, l’elaborato di un altro gruppo della stessa scuola. “È stata la prima donna a partecipare ad un congresso di matematici, ottenendo anche parecchi riconoscimenti, nonostante le difficoltà di essere donna ed ebrea durante il nazismo. Sviluppò una teoria rilevante nel campo della Matematica e della Fisica che al liceo non si affronta. Perciò abbiamo dovuto approfondire degli studi quasi universitari”, dice Marialessia Capuano. “I nostri docenti ci hanno coinvolto in un progetto che ha saputo insinuare il tarlo del dubbio nei confronti delle discipline scientifiche”, sottolinea la sua compagna Gina Marano. Tanti gli studenti che si sono dedicati alla Statistica e al calcolo della probabilità. “Ci siamo divertiti con un gioco simile a quello dei ‘pacchi’ che trasmettono in televisione per calcolare la scelta migliore. È stata una bella introduzione al mondo universitario; abbiamo compreso che la Statistica può essere divertente, ci ha preparato al futuro e dato un bel po’ di crediti per la maturità. Adesso sarebbe bello sbancare il casinò”,  spiegano scherzando Giuseppe Eaco e Nicola Catoggio del liceo Silvestri di Portici. “Abbiamo condotto uno studio statistico mettendo in correlazione le caratteristiche fisiche dei nostri compagni di scuola”, illustra Manuel La Cava (Liceo Calamandrei) che commenta: “è stato bello venire all’università” e anticipa le sue scelte future: “ho sempre pensato che la matematica fosse la mia materia preferita ma credo che mi impegnerò per entrare a Medicina”. Si sono occupati di un gioco d’azzardo Riccardo Sorvillo e Andrea Soria (Liceo Alberti) che hanno studiato il Black Jack alla luce del calcolo probabilistico: “per fare qualcosa che non fosse troppo statico. Abbiamo osservato cosa fare in ogni momento per aumentare le probabilità di vincita”. Anche la storia della scienza e dei suoi protagonisti ha affascinato gli scienziati in erba. Hanno raccontato la storia della Matematica  Gaetano Longobardi e Luigi Notaro (Liceo Caccioppoli) che sostengono: “è stato bello condividere un progetto che ci ha appassionato fin dall’inizio”. “Presentiamo un percorso storico della logica, partendo dal sillogismo aristotelico fino alla programmazione, per dimostrare come sono poste le proposizioni all’interno di un algoritmo”, dicono Efisio Coppola e Silvano Musella (Liceo Mercalli). “Abbiamo capito che le nostre conoscenze matematiche si basano su studi antichissimi anticipati da egiziani a babilonesi”, afferma Gabriele Sarnataro (Liceo Sbordone), colpito dalle differenze tra l’apprendimento liceale e quello universitario. “Ci siamo occupati del linguaggio di programmazione e della logica indispensabile per comunicare con una macchina”, conclude Martina Scanu (Liceo Vittorini). 
Simona Pasquale
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