La prof.ssa Assunta Di Vaio tra i migliori studiosi di Business and Management

Dalla rendicontazione climatica al carbon accounting, fino alla sostenibilità nei sistemi portuali e nello shipping: è su questi temi che si concentra la ricerca della prof.ssa Assunta Di Vaio, Ordinario di Economia Aziendale, oggi inserita nel ranking Research.com Best Business and Management Scientists 2025/2026 – 69° posto in Italia e 2195° nel mondo. Un risultato che si aggiunge alla presenza, per quattro anni consecutivi, nel ranking Stanford-Elsevier tra il top 2% degli scienziati più influenti al mondo.

“È un riconoscimento che mi onora perché valorizza un lavoro scientifico costruito nel tempo, ma che considero anche un risultato condiviso con il Dipartimento di Giurisprudenza e con l’Ateneo”, dichiara la docente ad Ateneapoli.

Dietro questo traguardo c’è un percorso lungo, costruito senza scorciatoie. La formazione parte all’Università Ca’ Foscari Venezia, dove consegue il dottorato di ricerca in una delle sedi simbolo dell’economia aziendale. Fin dall’inizio Di Vaio ha scelto di collegare lo studio alla realtà concreta delle imprese, in particolare nel settore marittimo-portuale. A rafforzare questa visione è stata anche l’esperienza presso l’University College London (UCL), dove si confronta con una prospettiva ancora più internazionale.

“Lì mi sono interfacciata con una visione globale di questo settore, che ha caratteristiche molto peculiari e difficilmente si ritrovano altrove”. Dal 2008 il suo percorso si sviluppa interamente alla Parthenope: prima ricercatrice, poi docente associata e infine ordinaria. Accanto alla letteratura scientifica, la docente ha sempre attribuito grande importanza anche alla cosiddetta ‘letteratura grigia’: regolamenti europei, report dell’IMO (International Maritime Organization), documenti istituzionali e policy paper.

“Per me ascoltare la voce degli operatori è sempre stato fondamentale. La ricerca ha senso quando dialoga con il mondo reale”. È da qui che nasce il suo impegno sui temi dell’accounting e dell’accountability per la transizione sostenibile. “Le imprese e le pubbliche amministrazioni oggi non sono chiamate soltanto a dichiarare obiettivi di sostenibilità, ma anche a misurarli, verificarli e renderli comprensibili agli stakeholder. È qui che la ricerca può offrire un contributo concreto”.

Un capitolo centrale delle sue attività riguarda il settore portuale, crocieristico e dello shipping, dove sostenibilità, innovazione digitale e responsabilità aziendale si intrecciano in modo sempre più stretto. In questo scenario si inserisce il Blue Shipping & Cruise Lab, di cui è responsabile scientifica. Negli ultimi anni sono arrivati anche riconoscimenti internazionali importanti, come il Maritime Policy & Management Best Published Manuscript Award, oltre alle citazioni di alcune sue pubblicazioni da parte del Joint Research Centre della Commissione Europea e al ruolo di IPL Expert dell’UNESCO Inclusive Policy Lab.

Un percorso costruito anche affrontando ostacoli culturali e strutturali. “In Campania ci sono talenti straordinari, ma spesso si fa fatica a riconoscerli. E poi c’è il fatto di essere donna. Anche questo pesa. Però la mia risposta è sempre stata una: lavorare di più”. Eppure, per Di Vaio, il valore della ricerca non si misura solo nei ranking: “Per me la ricerca ha valore quando riesce a creare connessioni con le imprese, con le istituzioni, con il territorio e con gli studenti”. La didattica, infatti, occupa un posto di primo piano.

“Ho sempre trasferito tutto quello che imparavo nella mia attività didattica. Fino a qualche anno fa insegnavo anche in Economia del Mare e lì ho coinvolto gli studenti nella scrittura di articoli scientifici su riviste di classe A. Uno di loro è diventato mio coautore. Per me questo conta tantissimo”.

Un messaggio ai giovani ricercatori e ai dottorandi: non fermarsi al primo ostacolo: “Non bisogna fermarsi al primo no. Quando si produce un elaborato scientifico serve pensiero, non basta la forma. Oggi magari ci si affida troppo all’intelligenza artificiale, ma chi legge se ne accorge: non dalla punteggiatura, ma dal pensiero”. E poi c’è il valore del confronto: “Io credo di essermi differenziata proprio perché non ho avuto un solo Maestro, ma tanti Maestri. Anche ai miei dottorandi dico sempre che non devono legarsi solo alla mia figura. La conoscenza si costruisce nel confronto, nel knowledge sharing”.

Ma imprescindibile è anche l’aspetto etico: “A volte mi è capitato di leggere articoli che somigliavano molto ai miei. Ma la verità è che la novità non sta in chi copia, ma in chi crea davvero”. In chiusura: “Se hai davvero la passione dentro, allora gli sforzi hanno senso. Altrimenti scegli un’altra strada. Perché questo lavoro richiede tutto. Ma se ami la conoscenza, la curiosità e il rigore, allora capisci che ne vale davvero la pena”. Di Vaio ne è testimone.

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Ateneapoli – n.8 – 2026 – Pagina 35

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