“Un rettorato si giudica sui numeri, sui fatti, su quello che è stato realizzato o che non è stato realizzato. Se giudichiamo gli anni di rettorato di Matteo Lorito da quello che ha fatto, non possiamo che dire che ha ottenuto risultati importanti”. Il prof. Giovanni Esposito, cardiologo e Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia, promuove il suo collega di Agraria che negli ultimi sei anni è stato al timone dell’Ateneo federiciano.
“Il suo rettorato – commenta – è stato caratterizzato da appuntamenti importanti e molto significativi, come la ricorrenza degli 800 anni dalla fondazione dell’Ateneo, e ha fruito certamente di una contingenza favorevole, quella dell’afflusso dei fondi del Pnrr. Il suo merito, che naturalmente va condiviso con le diverse componenti dell’Ateneo, dai Dipartimenti al personale amministrativo, è stato quello di sfruttare al meglio le opportunità del Pnrr. Per esempio con una politica di reclutamento dei giovani che è stata molto significativa. La ricorrenza degli otto secoli dalla fondazione dell’Ateneo, poi, è stata celebrata con una programmazione di eventi tramite i quali la Federico II ha dialogato con Napoli e si è aperta ancor più alla città.
È stata una vetrina molto importante, con eventi culturali, artistici e di varia natura che hanno rafforzato il nostro legame con Napoli”. Prosegue Esposito: “Promuovo il rettorato che va a scadere anche per come l’Ateneo ha saputo gestire la sfida della riforma delle modalità di accesso a Medicina”. Insomma, il semestre filtro. “Quest’anno, il primo del nuovo sistema, abbiamo avuto 3800 domande e questo significa che Medicina federiciana ha mantenuto intatto il suo fascino e la sua autorevolezza verso chi, dopo il diploma, è intenzionato ad intraprendere gli studi di medico”.
Su cosa è mancato in questi anni: “Avrei sperato nell’apertura del Pronto Soccorso del Policlinico, ma non è certamente una responsabilità di Lorito che non sia ancora avvenuta e spero che il traguardo potrà essere tagliato durante il mandato di chi gli subentrerà”. Non avrà un compito facile, sottolinea il prof. Esposito, perché “cambierà il quadro economico e non ci saranno più così tante risorse, a causa della conclusione del Pnrr. Il nuovo rettore, insieme a tutta la Federico II, dovrà essere bravo a mettere a sistema il capitale umano che negli ultimi anni è entrato in Ateneo. Giovani ricercatori che rappresentano una risorsa da valorizzare e da non perdere”. Il successore di Lorito “avrà anche il compito di accompagnare il processo, che è partito quest’anno, di realizzazione di un Corso di Laurea in Medicina nel Sannio”.
Finora, per la successione a Lorito, non si sono fatti avanti docenti di Medicina. Nessuno dei tre candidati i quali hanno esplicitato la propria volontà di proporsi nella corsa al rettorato proviene infatti dal Policlinico. Sei anni fa tentò l’impresa il prof. Califano, docente molto noto, che fu sconfitto però dal rettore in carica. Sembrerebbe, dunque, che anche per i prossimi anni il rettore federiciano non sarà un medico.
Come vivono al Policlinico una così lunga astinenza? “Le condizioni per le quali ciò è avvenuto sono legate ad una complessità di fattori. Chiunque sarà eletto, però, e da qualunque parte verrà, dovrà prendersi carico dell’intero Ateneo e non potrà che riconoscere che Medicina è una parte molto importante di esso. Aggiungo che, pur non esprimendo il rettore, nei prossimi anni Medicina dovrà elaborare un progetto e obiettivi strategici che sosterrà. Magari poi potranno crearsi le condizioni anche per esprimere, in un futuro non troppo lontano, un rettore medico”.
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Ateneapoli – n.8 – 2026 – Pagina 4-5








