A Sessa Aurunca, nelle località di San Venditto e San Castrese, torna dal 3 giugno al 3 luglio la seconda campagna di scavo promossa dall’Ateneo in collaborazione con il Comune: un cantiere-scuola aperto agli studenti che, dopo i promettenti risultati emersi nelle prime indagini, mira a riportare alla luce strutture sotterranee forse riconducibili a un edificio di culto, offrendo al contempo un’esperienza formativa diretta sul campo.
Le iscrizioni sono già aperte per due turni (3-19 giugno e 22 giugno – 3 luglio), con un massimo di 10 partecipanti per ciascun periodo. L’iniziativa nasce da un progetto condiviso tra il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali e l’amministrazione comunale, con il coinvolgimento attivo del territorio. Non solo ricerca, ma anche didattica: lo scavo si configura infatti come un vero laboratorio sul campo, rivolto agli studenti, in particolare di archeologia, che desiderano confrontarsi con le pratiche reali della disciplina.
“Le indagini nell’area di San Venditto – San Castrese – spiega la dott.ssa Carla Rita De Rosa – prendono avvio nel 2024, quando, in una fase di studio preliminare, grazie al supporto dell’Università degli Studi del Molise, vengono effettuate prospezioni con georadar (GPR) che segnalano la presenza di strutture al di sotto del terreno. Da qui la decisione di avviare la prima campagna di scavo, che già nei primi giorni restituisce risultati significativi”.
Sin dall’inizio emergono strutture di grande interesse che potrebbero essere attribuite ad un edificio di culto, data la presenza di un’area absidata. Tuttavia, come sottolinea De Rosa, la cautela resta necessaria: “siamo ancora in una fase preliminare e, dopo una sola campagna, è possibile formulare solo ipotesi”. La seconda campagna si inserisce dunque in un percorso di ricerca ancora aperto, ma già fondato su basi solide promettenti.
Il vero valore aggiunto è però la dimensione formativa: “il cantiere diventa uno spazio di apprendimento diretto, dove gli studenti – muniti di certificato medico e attestato di sicurezza – possono acquisire competenze fondamentali, dalla stratigrafia, ovvero lo studio degli strati del terreno, fino all’analisi dei reperti”. “La ceramica rappresenta il nostro fossile guida”, evidenzia De Rosa, richiamando il ruolo centrale dei materiali nello studio archeologico. Accanto alla manualità dello scavo, i partecipanti avranno la possibilità di utilizzare strumenti tecnologici avanzati: droni per la documentazione dell’area, GPS per la registrazione precisa degli strati, strumenti di rilievo per la mappatura del sito. Un’esperienza completa che integra pratica e innovazione.
A rendere ancora più significativa l’iniziativa è il coinvolgimento della comunità locale. “Anche per questa edizione – ricorda De Rosa – la parrocchia di San Castrese ospiterà gli studenti, offrendo alloggio e cena grazie alla partecipazione dei parrocchiani. Un sostegno concreto che consente ai partecipanti di vivere l’esperienza senza spese, trasformando lo scavo in un momento di condivisione oltre che di formazione”.
Tra ricerca, didattica e partecipazione collettiva, la campagna di scavo di Sessa Aurunca si conferma come un esempio virtuoso di collaborazione tra università e territorio. Un’occasione per riportare alla luce tracce del passato, ma soprattutto per costruire, strato dopo strato, competenze e sguardo critico delle nuove generazioni di studiosi. Perché ogni strato di terra non restituisce solo reperti, ma anche nuove possibilità per chi impara a leggerli.
Elisabetta Del Prete
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Ateneapoli – n.8 – 2026 – Pagina 33








