“Il mandato del Rettore Matteo Lorito non è ancora terminato, manca ancora un semestre. Se guardo ai numeri, però, credo di poter affermare che il bilancio sia largamente positivo”. Parole del prof. Stefano Consiglio, docente di Organizzazione Aziendale nel Dipartimento di Scienze Sociali e Presidente della Scuola delle Scienze Umane e Sociali dell’Ateneo Federico II.
Nei 6 anni del mandato di Lorito, dice, “la nostra Università è molto cresciuta grazie al Rettore, ai Direttori di Dipartimento e allo staff amministrativo, che è stato impegnatissimo durante il Pnrr”. Entra nel dettaglio: “L’Ateneo è passato da circa 2.600 docenti a quasi 3.200. Il personale tecnico-amministrativo è cresciuto da 2250 a 2450 unità, con quasi 900 assunzioni, le quali hanno consentito di rimpiazzare i pensionamenti e di crescere. L’età media dei tecnici e degli amministrativi è significativamente calata e lo noto negli uffici della Scuola delle Scienze Umane e Sociali. Lavoro con funzionari giovani i quali danno un grande aiuto”.
Tra le voci positive del bilancio del rettorato di Lorito segnala, poi, la circostanza che “l’Ateneo ha avuto ben 11 Dipartimenti valutati dal Ministero dell’Università come Eccellenti.
Credo che siamo secondi in Italia per questo, ma primi per numero di docenti che afferiscono ai Dipartimenti valutati come eccellenti”. Nella ricerca: “siamo passati dai 42 milioni di euro dei finanziamenti competitivi di alcuni anni fa agli attuali 125 milioni. Sono tutti dati pubblici e chiunque può leggerli nel Rapporto di Riesame”. Altro dato positivo: l’Ateneo ha tenuto, relativamente al numero degli studenti, e non ha subito una emorragia di immatricolazioni. “Gli iscritti sono circa 75.000. Il 54% sono donne ed il 3% stranieri”. Si poteva fare di più? “Certamente tutto è migliorabile e naturalmente non tutti gli obiettivi sono stati centrati. Permangono criticità, ma io penso che sia stato realizzato un ottimo lavoro da parte di tutta la comunità accademica, Rettore in testa”.
Sono tre, come noto, le candidature emerse finora per il rettorato. Si sono fatti avanti i professori Santolo Meo, Andrea Mazzucchi e Alessandro Pezzella. Potrebbero peraltro aggiungersi anche altri sfidanti. Le questioni più rilevanti, secondo il prof. Consiglio, che dovrà affrontare il vincitore (o la vincitrice) della partita per il rettorato: “Ci aspetta un momento complicato perché le prospettive del bilancio dello Stato sono quello che sono, il tesoretto che il governo sperava di utilizzare non c’è più. Si uscirà inoltre dal Pnrr dove l’Ateneo Federico II è stato tra i protagonisti in Italia. Siamo stati presenti in tutte le procedure.
Ci sarà sicuramente una fase iniziale complicata e l’Ateneo dovrà trovare il modo di garantire percorsi di ingresso alla carriera accademica alle giovani generazioni”.
Ci sarà poi, sottolinea il docente, la sfida demografica da affrontare: “Nei prossimi anni il numero dei diplomati inizierà a calare e sarà decisivo che si riesca a portare alla laurea una percentuale più elevata di studenti rispetto a quella attuale. Dunque bisognerà che l’Ateneo moltiplichi gli sforzi per l’orientamento e il tutorato, affinché calino ulteriormente gli abbandoni. L’università e il suo nuovo rettore dovranno inoltre riuscire a comunicare ai tanti che non si immatricolano che il percorso universitario è importante ed utile”.
Sempre in rapporto alla sfida demografica, la Federico II dovrà migliorare i servizi e l’accoglienza “affinché diventi appetibile per ragazze e ragazzi africani ed asiatici. Ci potrà aiutare il fatto che Napoli sta diventando, al netto dei problemi irrisolti che la caratterizzano, come del resto caratterizzano altre grandi città, un riferimento anche per la qualità della vita. Dobbiamo investire in servizi e spazi per gli studenti e rafforzare le collaborazioni con il modo del lavoro per il placement”.
Fabrizio Geremicca
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Ateneapoli – n.8 – 2026 – Pagina 4








