Giornata in azienda per gli studenti Triennali e Magistrali in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali, che ad aprile si sono recati in un’azienda a Castelfranco in Miscano, in provincia di Benevento, che ospitava il raduno degli allevatori dei bovini di razza Frisona italiana. “È stata un’occasione – racconta la prof.ssa Rossella Di Palo – per visitare un’azienda davvero all’avanguardia in quanto a organizzazione gestionale e livello tecnologico.
Trasformano un latte di qualità in un eccezionale Caciocavallo, che è una vera eccellenza locale”. Lei insegna Dati fenotipici e valutazione morfo-funzionale degli animali in produzione al secondo anno del Corso di Laurea in Gestione degli animali e delle produzioni e alla Magistrale in Scienze e tecnologie delle produzioni animali ha inoltre il modulo di Ecologia della nutrizione e filiere ecosostenibili nell’ambito di un corso integrato.
“Hanno partecipato all’iniziativa – racconta la docente – una ventina di ragazzi, due terzi dei quali iscritti alla Triennale. È stata anche l’occasione per incontrare i nostri ex studenti, che ora lavorano nelle aziende zootecniche e negli allevamenti”. Le attività sul campo, le visite in azienda hanno un ruolo tutt’altro che trascurabile nella formazione degli studenti. “Molti tra i nostri allievi – dice la docente – provengono da contesti cittadini e non hanno idea di cosa vuol dire lavorare all’aperto e 365 giorni all’anno. Le escursioni sul campo, le visite nelle aziende hanno dunque una duplice valenza.
Tecnica, perché gli allevatori raccontano molti aspetti della propria attività, dicono quel che fanno e di cosa hanno bisogno, quali problemi incontrano e quali professionalità sono utili per la loro attività. Emotiva, perché gli studenti assorbono gli odori, i suoni, i colori, che sono il pane quotidiano di chi si dedica alla zootecnia. Avere contatto con gli allevatori e toccare con mano le loro necessità significa anche calibrare meglio la scelta futura e noi per questo abbiamo sempre cercato il rapporto con il mondo del lavoro”.
Ricorda: “Io sono stata Coordinatrice alcuni anni fa di entrambi i Corsi di Laurea e ci fu già all’epoca un cambio di ordinamento che introdusse l’incremento delle ore di tirocinio”. Come si potrebbero facilitare e migliorare le attività sul campo? “Servirebbe un fondo economico per sostenere il soggiorno degli studenti per più giorni. Questo permetterebbe di estendere il raggio delle visite anche ad aziende più lontane e collocate in altre regioni, dove magari sono presenti forme di allevamento che da noi sono meno diffuse. Penso in particolare all’allevamento dei suini in Emilia Romagna.
Intendiamoci, già oggi capita che i Corsi di studio propongano visite in azienda che durano più giorni. Gli studenti, però, devono partecipare a proprie spese e certamente questo può risultare penalizzante”. Una soluzione parziale e relativa soprattutto ai tirocini è quella dell’azienda Improsta di Eboli. “Lì ha sede – ricorda la prof.ssa Di Palo – il Corso di Laurea in Precision Livestock Farming del nostro Dipartimento e c’è una foresteria che utilizzano a volte anche i nostri tirocinanti”.
Emanuele Tavino, che sta per compiere 24 anni, è uno degli studenti i quali hanno partecipato alla visita in azienda. Frequenta il Corso di Laurea Magistrale. “Abbiamo vissuto una bella esperienza – afferma – che ci ha portato a conoscere diverse associazioni attive sul territorio e varie aziende. Non è stata la prima volta che ho partecipato ad un evento di questo tipo e ogni volta sono tornato a casa soddisfatto”. Tavino vorrebbe diventare un libero professionista zootecnico. “Mi sto specializzando con le bufale – dice – e per questo vorrei restare in Campania, ma sono aperto anche alle esperienze all’estero”.
Myriam Tringale, 20 anni, iscritta al secondo anno di Gestione degli Animali e delle Produzioni, condivide le valutazioni positive del suo collega sulla visita. “L’evento – racconta – è cominciato con una valutazione morfofunzionale mirata al miglioramento genetico di alcune vacche selezionate dall’allevamento attraverso classifiche, descrizioni e opinioni sulle vacche presentate.
Successivamente si è tenuto un convegno al quale hanno partecipato anche i colleghi dell’ARA Campania-Molise, per poi concludersi con un abbondante assaggio dei prodotti dell’azienda a chilometro zero.
Abbiamo anche visitato alcune parti dell’azienda: il robot di prelievo del latte di nuova generazione, i box suddivisi in base all’età, all’esigenza e alla razione di cibo delle vacche (rigorosamente muniti di un sistema di rinfrescamento per le stagioni più calde) e infine la stanza di stagionatura e lavorazione dei caciocavalli. La particolarità dell’azienda è la stagionatura del caciocavallo nel grano”. Commenta: “Ho trovato questa esperienza molto stimolante, educativa e interattiva”.
Fabrizio Geremicca
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Ateneapoli – n.8 – 2026 – Pagina 27








