Medicina. Il 2 marzo per le matricole inizia “un semestre molto sperimentale”

Osservare lo stesso panorama da più punti di vista, per avere un quadro d’insieme della medicina e sentirsi un po’ medici nonostante si muovano i primi passi al Policlinico. Il 2 marzo parte il secondo semestre delle matricole di Medicina e Chirurgia. Il cambio di passo con il nuovo ordinamento è evidente. L’anno scorso gli studenti del primo anno erano attesi da Anatomia Umana, Biologia Molecolare e Cellulare (BMC) e Istologia ed Embriologia Umana. Adesso, solo BMC resiste nella seconda parte dell’anno. Viaggerà a braccetto con Genetica Umana e Medica, Biochimica e con il secondo modulo di Basi della Medicina ed Etica Clinica. Il semestre è coordinato dalla prof.ssa Brunella Franco, Ordinario di Genetica Medica al Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali.
Se il primo semestre è introduttivo, come potremmo definire il secondo?
“Come un semestre molto sperimentale. L’idea con la quale è stato costruito è di affiancare scienze affini per elaborare un discorso d’insieme. Ad esempio, gli studenti possono sentir parlare del DNA nel corso di Biologia molecolare e, subito a seguire, delle mutazioni con noi genetisti. Sarà sicuramente impegnativo per lo studente, però l’obiettivo è offrirgli la panoramica della Medicina dalla ricerca di base al letto del paziente. Richiederà grossa abilità da parte dei docenti, perché deve essere posto nella maniera giusta. Ragion per cui stiamo facendo tante riunioni preparatorie. Da studentessa mi sarebbe piaciuto se mi avessero raccontato così la medicina”.
Qual è il punto più delicato affrontato nelle riunioni?
“Rispettare la propedeuticità degli argomenti affinché gli studenti arrivino alla lezione con le nozioni necessarie per capirla. Mi aspetto che tutto questo faciliti la preparazione dello studente. Ricordo di aver iniziato a capire veramente bene la Medicina quando ho studiato Fisiologia, perché lì ho unito vari aspetti degli esami precedenti. Speriamo vada bene. Saremo vicini agli studenti durante tutto il corso e, se dovessero percepire delle difficoltà, apporteremo le modifiche necessarie”.
Oltre alle lezioni frontali ci sono le ADI nel primo pomeriggio.
“Sono attività a supporto e a rinforzo di tutto il discorso formativo. Durante le ADI proporrò l’articolo scientifico da discutere con gli studenti sulla malattia Genetica che tocca tutti gli argomenti affrontati sia dal biochimico, sia dal biologo molecolare, sia dal genetista. A tutto ciò verrà affiancata un’Attività Formativa Professionalizzante per Genetica che si terrà di mattina, durante l’orario di lezione. Prevede la presentazione di casi clinici di tutte le malattie analizzate. È utile per capire a cosa serve ciò che andiamo a studiare”.
Da segnare in rosso il 27 aprile, giorno di prove in itinere.
“Sono molto importanti per tarare il peso di quanto gli studenti ci stanno seguendo. Se uno studente fa una buona prova intercorso, vorrà dire che la Genetica fino a quel momento l’ha capita. Va da sè che si sentirà alleggerito di parte del carico didattico”.
C’è anche il secondo modulo di Basi della Medicina, uno degli esperimenti più evidenti del nuovo ordinamento.
“Rientra nel concetto di far sentire lo studente un po’ più medico fin dall’inizio. Sono tutti segnali che servono per far cambiare la mentalità”.
Il secondo semestre prevede quattro esami, per un totale di 31 crediti. Come se ne esce vivi?
“Molto dipenderà da come il docente presenterà il semestre. Ne siamo consapevoli e ci stiamo lavorando molto. Lo studente non si deve impressionare e deve frequentare. Essere presente ai corsi è importante. Se capisce bene come le materie si integrano, lo sforzo per la preparazione si riduce molto. È importante, inoltre, che ci riferisca eventuali problemi e difficoltà, così da poter apportare dei correttivi, se necessario”.
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