Medicina SUN, elezioni il 28 giugno

La Facoltà di Medicina della Seconda Università andrà al voto mercoledì 28 giugno per eleggere il nuovo Preside che succederà al prof. Franco Rossi eletto rettore. La decisione è del decano, prof. Francesco Bresciani.  Nel caso, molto probabile, che nessuno dei cinque candidati dovesse raggiungere il quorum al primo turno, si tornerà al voto il 10 luglio, e poi il 19 e il 26 luglio. Ipotesi molto probabile, la non elezione al primo turno, visto il peso e la qualità dei candidati. Il primo turno sarà infatti una sorta di primarie: nelle prime tre votazioni è necessaria la maggioranza assoluta dei presenti e votanti; in caso di mancata elezione, nella quarta, si procederà al ballottaggio fra i due candidati più votati. Al voto saranno chiamati in 424, tra i 137 professori ordinari (di cui 4 fuori ruolo), 163 associati, 60 rappresentanti dei ricercatori e degli assistenti di ruolo, e ben 64 rappresentanti degli studenti (un settimo del corpo elettorale). In pratica, per numero di votanti, quanto un medio ateneo, di certo il 55% dell’intera SUN. Le elezioni si svolgeranno nella sala delle conferenze della Presidenza di Medicina, in via Costantinopoli 104, la stessa dove si è votato per il rettore un mese fa. Del seggio elettorale faranno parte il decano professor Francesco Bresciani (che lo presiederà), il professore ordinario Antonio Migliaccio, due associati, i professori Silvana Galderisi e Antonio Gambardella e Maria Beatrice Passavanti. 
5 i candidati,
tutti di peso
Ai nastri di partenza si presentano in 5 candidati, e tutti di grande rilievo. Vediamoli. 
Il cardiologo, già assessore regionale alla Sanità con Forza Italia nella giunta Rastrelli, ora nella Margherita vicino alle posizioni dell’assessore regionale alla Sanità Montemarano, prof. Raffaele Calabrò: 59 anni compiuti lo scorso febbraio, sede universitaria distaccata – ma di prestigio – all’ospedale Monaldi, da gennaio 2006 direttore del Dipartimento Assistenziale in Cardiologia, grande procacciatore di finanziamenti, con ben 38 progetti finanziati per complessivi 3 milioni 635 mila 804 euro (7 miliardi delle vecchie lire) e tra i fondatori dell’IPE, l’Istituto per le attività educative dalla forte impronta religiosa. 
Il gastroenterologo, prof. Camillo Del Vecchio Blanco, fra i decani della facoltà, giunto agli onori delle cronache televisive nazionali, quale ospite fisso del programma di Fabio Fazio “Che tempo che fa” su Rai 3, la domenica “dal condominio di via Tarsia, in Napoli” (dall’ottobre 2004 al maggio 2005): 68 anni, nato a S. Giorgio a Cremano, allievo di maestri come Magrassi e Coltorti, già consigliere di amministrazione della SUN e per 4 anni Presidente del Corso di Laurea di Medicina di Caserta, già nel Consiglio di Ateneo dell’Università Parthenope e nel Cnel, attualmente direttore del Cirenad, un centro di ricerca su “Alimenti, nutrizione e apparato digerente”. 
Il clinico, internazionalmente apprezzato, prof. Alberto Del Genio, 65 anni, specializzato nella chirurgia dell’esofago, 875 pubblicazioni effettuate, vice presidente mondiale dell’ICS, International College of Surgeons, membro dal 1979 dell’Esophagel Club (il più prestigioso club internazionale dei chirurghi dell’esofago), è tra l’altro nella Commissione Ministeriale CUD per i dispositivi medici e nella Commissione Oncologica Nazionale. 
Il biologo, nonché Presidente del Corso di Laurea di Medicina di Napoli da 8 anni, con un programma che ha per priorità “gli studenti prima di tutto”, l’uomo delle “innovazioni normative” relativamente alla didattica, il prof. Giovanni Delrio: 67 anni a giugno, Presidente dell’Associazione Italiana di Biologia e Genetica, che insieme al Preside Rossi ha fortemente incentivato la partecipazione degli studenti al Progetto Erasmus. 
Candidati: 
“per entusiasmo”,
o “per dare un 
contributo”
Infine, l’infettologo, da 8 anni Presidente del Corso di Laurea in Medicina di Caserta, prof. Ivan Sagnelli, 63 anni il prossimo 27 giugno, della “scuola del Gesù e Maria che aveva per direttore Ferdinando De Riitis”, allievo dei professori Giuseppe Giusti e Felice Piccinino, due anni trascorsi all’Università medica Mount Sinai di New York, per 4 anni vice direttore sanitario della Sun e per altri 4 anni nel CdiA dell’Azienda Policlinico della Sun.
C’è chi si candida “per entusiasmo” (il prof. Del Genio), chi “per senso dell’istituzione” (il prof. Delrio), chi “perché ho una lunga esperienza di governo nella Sanità” e vuole “dare un contributo alla soluzione dei problemi della Facoltà” (il prof. Calabrò), chi perché è da tempo “nelle istituzioni accademiche di facoltà e di ateneo” (Del Vecchio Blanco e Sagnelli) e dunque trova sia “nella natura delle cose”. Tutti concordano nelle grandi ed annose difficoltà della facoltà di Medicina, in particolare “dell’area clinica” come dell’assenza di una sede unica, problemi tuttora irrisolti, nonostante “il grande impegno del Preside Rossi e del Rettore Grella”. E tutti ritengono di poter portare un contributo, con spirito di servizio, nell’interesse generale. 
Colui che sarà eletto, resterà in carica 4 anni, dal 1 novembre 2006 al 31 ottobre 2010.
Calabrò: 
“le strutture”
Il nome di Calabrò circola anche per un possibile Assessorato al Comune di Napoli. Lui ad Ateneapoli risponde così: “è importante il Comune, è importante la città, è importante la facoltà. Sono tutti incarichi di grande impegno ed interesse. Io però sto facendo la campagna elettorale per la Presidenza di Medicina”. Chiediamo: il primo turno sarà una sorta di primarie? “No – risponde -. Un orientamento da parte dei colleghi. Del resto solo al quarto turno è previsto il ballottaggio”. Il suo programma? “Lo farò circolare in questi giorni, ci sto lavorando”. Priorità? “Una risistemazione della Facoltà sul piano strutturale. Vale per Caserta, dove si sta realizzando un Policlinico ma va trovata nel frattempo una soluzione intermedia. Come per Napoli, che ha bisogno di un progetto grosso, serio nell’immediato, mentre si attende – idea che trovo molto interessante – il Bianchi, per il quale però occorrono finanziamenti pubblici, – intanto, nel breve periodo occorre fornire attrezzature, laboratori e sale chirurgiche a Cappella Cangiani come nel centro storico, per consentire a tutti i colleghi di potersi esprimere al meglio”. 
La ricerca. “Bisogna immaginare qualcosa che faciliti la possibilità di attrarre finanziamenti, con un ufficio apposito, sia pubblici che privati”.
Didattica. “Puntare ad un assetto più professionalizzante, di inquadramento clinico del paziente, con un post-laurea per i medici sul territorio e per la medicina di base, un momento di formazione realizzato però dall’Università e non da strutture esterne”.
Del Genio cita
Confucio
Il prof. Del Genio, invece, ha inviato una lettera-programma via mail l’8 giugno ai colleghi ed a tutto l’elettorato attivo. In cui cita Confucio: “chi vede il giusto e non lo fa, è senza coraggio”. Forte della ritrovata compattezza, lui la chiama “concordia”, dell’intera area chirurgica sul suo nome, dopo il ritiro dell’altro chirurgo, il prof. Umberto Parmeggiani: “da tempo non si riusciva ad avere prospettive comuni”. Contrario a presentare un “dettagliato programma che correrebbe il rischio di apparire come un libro dei sogni”. La scelta di candidarsi, nonostante i tanti, “molteplici” incarichi e “pubblicazioni del mio gruppo”, per le “mille difficoltà quotidiane” in cui versa l’area clinica della Sun, ma non solo essa, “forse il periodo più difficile della sua lunga storia”: “siamo terremotati da 25 anni”. Trova dunque “un dovere morale”, “prima di concludere la mia carriera”, “partecipare in maniera più responsabile all’andamento della Facoltà, rimboccandomi le maniche con spirito di servizio”. Le cose da fare? “La formazione degli studenti, la promozione e il rapporto di interscambi con Centri di Eccellenza italiani e stranieri; realizzare aule, spazi per gli studenti, servizi, la mensa, una giusta collocazione a tutti i Corsi di Laurea della Facoltà”. 
Delrio: 
“l’assistenza il 
primo problema”
Anche il prof. Giovanni Delrio, il 29 maggio ha inviato una lettera di due cartelle e mezzo, per illustrare i punti salienti non di un programma, ma “una indicazione di temi su cui bisognerà continuare a lavorare”, – così l’ha definito – negli incontri con Direttori di Dipartimento e rappresentanti dei ricercatori e degli studenti.
Giunta di Presidenza. Per rendere più efficace l’attività della Facoltà di Medicina, il prof. Delrio propone di formare “una più articolata Giunta di Presidenza”.
 Assistenza, didattica, ricerca “le attività su cui si poggia la Facoltà di Medicina”. Per l’assistenza ritiene fondamentale “un continuo controllo sull’avanzamento dei lavori del Policlinico di Caserta, individuare in tempi brevissimi una struttura per ospitare le attività assistenziali del Polo di Napoli”. Per la didattica: “un ulteriore maggiore impegno nel sostegno delle attività didattiche di ogni livello e grado attraverso l’identificazione di nuovi spazi”. Con particolare attenzione nel fornire “spazi adeguati e supporti tecnico-amministrativi ai Corsi di Laurea Triennali”. Ricerca: “Continuare sugli ottimi risultati ottenuti, con progettualità che favoriscano l’apertura all’esterno”.
Dagli incontri con i Dipartimenti, cosa sta uscendo fuori? “Che il futuro Preside debba essere per forza un clinico, è un’idea che a me proprio non va. Avendo dedicato tanto tempo, ho sempre girato molto le Facoltà e non mi sento un biologo puro”. È insomma importante che il futuro Preside abbia “una visione unitaria della Facoltà”. E prende un impegno preciso: “l’assistenza è assolutamente il primo problema. Perché è strettamente legata alla didattica”. E poi “un coro unico, che riscontro anche nei dipartimenti: necessitano più assistenza e più fondi, per ringiovanire il corpo docente e i ricercatori, perché stiamo diventando una facoltà di vecchi: con ricercatori di 35,40 e anche 50 anni”. Occorre inoltre: “Cercare di migliorare ancor di più i servizi agli studenti, come logistica, mensa, alloggi. Premendo anche di più sull’Adisu, a cui la realizzazione di questi servizi compete”. 
Gli studenti. Hanno ben 64 elettori, un settimo dell’intero corpo elettorale. Sono dunque più che mai determinanti. Molti di loro hanno un ottimo rapporto, diretto, di collaborazione istituzionale, con i Presidenti di Corso di Laurea di Medicina candidati, Delrio e Sagnelli. Ma come afferma uno dei leader di lungo corso, Gennaro Fatigati, membro del Consiglio di Amministrazione e della Conferenza Regionale delle Università (CRUI): “voteremo secondo coscienza, se possibile esprimendo un voto unitario, su un solo candidato. Intanto, su convocazione del Preside Rossi, il 19 giugno i rappresentanti incontreranno i cinque candidati. E dopo qualche giorno decideremo chi votare”. Al momento, insomma, sembrerebbero non esserci preferenze. 
Paolo Iannotti
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