Promosso dal Suor Orsola Benincasa con prestigiose università straniere – gli Atenei di Alicante, Ávila, Siviglia, Valladolid (Spagna), Evora (Portogallo), Metropolitana (Portorico), della Tracia (Grecia) – nasce il Centro Internazionale di ricerca Francesco Saverio Nitti per il Mediterraneo. Nitti, fiero meridionalista e rigoroso antifascista, “era un uomo completo, al servizio della politica, che ha lottato contro l’analfabetismo, compiuto indagini sul campo, sostenuto interventi in Parlamento, proposto leggi e mostrato il suo impegno per la libertà e la democrazia”, spiega il prof. Fabrizio Manuel Sirignano, direttore scientifico del Centro e docente di Pedagogia generale e sociale. Inaugurato con un convegno internazionale sul tema “Il Mediterraneo delle culture: educazione, intercultura, cittadinanza”, lo scorso nove maggio, il Centro ha obiettivi scientifici e culturali. Promuove studi e ricerche rivolte all’ambito accademico, ma si interessa anche delle scuole, della società e della politica. La priorità è far emergere le pedagogie sommerse dalla storia. “La pedagogia si è imbattuta in fasi storiche ostili ma nel cuore di tutti si nutriva la speranza di un cambiamento dei sistemi vigenti e, come Nitti, ci sono uomini che hanno combattuto per questo ideale. Oggi non si crede più alla politica e bisogna insegnare a quanti intendono impegnarsi nelle istituzioni pubbliche e in generale alle giovani generazioni che l’Europa è prima di ogni cosa un grande modello culturale che affonda le sue radici nelle culture del Mediterraneo”, dice Sirignano. Nitti ha cercato di illuminare l’opinione pubblica e la classe dirigente sulle reali condizioni del Paese, oggi sembra esserci più libertà rispetto al passato ma per Sirignano è solo un’illusione: “La libertà è limitata se si pensa all’influenza dei social sulle campagne elettorali, ad Internet che osserva i nostri movimenti. Sono aumentati gli strumenti di comunicazione ma paradossalmente siamo più soli”. Quindi, se la comunicazione è cambiata, in che modo si possono riscoprire i valori passati? “Difficile far rientrare i valori ma io, con i miei colleghi e con il sostegno delle altre università, particolarmente quella della Tracia, cercherò di far compiere alla pedagogia uno scatto d’orgoglio. La scuola è appiattita e rinunciataria e deve riprendere a educare in modo sano, abbandonando le mode del momento. Purtroppo non c’è più sicurezza, gli orizzonti sono offuscati, mancano riferimenti su cui appoggiarsi”. Il Centro si metterà all’opera “espandendo nuove modalità dialogiche e laboratoriali, educando prima di tutto alla storia, che i ragazzi conoscono molto superficialmente. Per auspicare un futuro migliore è necessario sapere chi eravamo per scegliere chi vogliamo essere veramente! Per questo andremo in giro nelle scuole e trasferiremo un po’ di speranza. I giovani devono avere gli strumenti adatti per saper leggere in modo critico il presente. Dobbiamo far riemergere i tesori della nostra cultura per ritornare a splendere, scavando in profondità, riscoprendo quanto è preziosa la nostra patria”.
Francesca Corato
Francesca Corato







