Numero programmato per l\’area biologica: proteste dei Collettivi, decisione rinviata

Disordini al Consiglio di Scienze. Martedì 23 marzo, la Facoltà non è riuscita a completare i lavori a causa dell’intervento degli studenti dei Collettivi che hanno protestato contro la decisione di istituire il numero programmato ai Corsi di Laurea biologici. La riunione si apre approvando le modifiche ai regolamenti didattici, alcune dovute alle indicazioni del Ministero sul numero dei curricula, altre in cantiere da tempo. “Siamo già intervenuti in passato e parte delle proposte vanno in questa direzione”, dice il Preside Roberto Pettorino prima di lasciare la parola ai Presidenti di Corso. 
“Le modifiche riguardano i regolamenti delle Triennali e delle Magistrali. Sono volti a migliorare la sostenibilità degli insegnamenti ed erano già previsti”, spiega il prof. Marco Lapegna, Presidente di Matematica. Poi elenca gli interventi. Alla Triennale l’insegnamento di Probabilità e Statistica da nove crediti viene spostato dal primo al secondo anno anticipando i moduli di Lingua inglese. Alla Magistrale, invece, gli insegnamenti da dodici crediti di Teoria dei Gruppi, Strutture Algebriche, Geometria Algebrica e Differenziale, Fondamenti di Analisi Superiore, Fisica Matematica Superiore, Ricerca Operativa vengono suddivisi in due moduli da sei crediti ciascuno, per porre fine ai problemi di affidamento ai ricercatori.
“Noi, invece, abbiamo dimezzato gli otto curricula preesistenti, modificando anche le denominazioni di alcuni esami”, illustra il prof. Fulvio Peruggi, Presidente di Fisica che sottolinea la soppressione del Corso di Laurea Magistrale in Astrofisica e Fisica dello Spazio per lo scarso numero di iscritti. Ad Ottica e Optometria, invece, alcuni esami del secondo e del terzo anno non ancora attivi sono stati spostati, per cui gli studenti non avranno alcun disagio. Invece, il corso da quattro crediti di Strumenti Ottici e loro Evoluzione Storica viene soppresso ed i suoi crediti aggiunti, in parti uguali, al Laboratorio di Calcolo del primo anno, portandolo a sei crediti e al corso a scelta del terzo anno, che passa ad otto crediti. “Prima ci viene detto di accentuare l’offerta didattica, poi il suo contrario. Se un insegnamento rappresenta la manifestazione di un potentato è giusto ma non se questo è di utilità per gli studenti. Se si tratta di un problema economico, chiamiamoli indirizzi, mettiamoli solo sulla guida dello studente, ma lasciamo i suggerimenti sul percorso didattico. Perché dobbiamo intervenire anche prima che arrivi il decreto Gelmini?”, interviene il prof. Elio Santacesaria. “Orientare il percorso degli studenti è ragionevole, ma il Ministero considera i curricula Corsi di Laurea. In futuro potremo introdurre dei piani di studio consigliati, ma ci vorrà del tempo”, risponde il Preside. Anche Scienze Geologiche ha preso decisioni sofferte, sospendendo il primo anno della Magistrale in Geofisica e Geofisica Applicata, trasformata in curriculum e riducendo i curricula Magistrale in Geologia e Geologia Applicata da sei a cinque. “Abbiamo sospeso quello in Geologia e Paleontologia e fuso i due in Rischio Ambientale e Vulcanico”, spiega il Presidente Silvio di Nocera. Ma non tutti accettano di buon grado. “Vorrei intervenire sul punto disattivazioni – interviene il prof. Giuseppe Luongo – Viste le delibere del Senato Accademico, i nostri numeri, in termini di offerta, sono al di sotto di quelli indicati. Non mi sento di votare senza alcuna informazione e senza sapere quali reali vantaggi ci saranno. Una Facoltà dovrebbe essere contenta di garantire un’ampia offerta. E la nostra è l’unica laurea magistrale in Geofisica a livello nazionale, un riferimento per l’intero Mezzogiorno. A fronte di questo si è deciso solo in base agli iscritti. È assurdo. C’è bisogno di tecnici per la difesa del territorio e la mitigazione dei rischi e neghiamo ai giovani la possibilità di seguire un percorso che dà strumenti per quantificare il rischio ambientale”.  
 
 
1.000 studenti alle Biologie
 
La discussione entra nel vivo quando arriva il momento di approvare la decisione dei due Corsi di Laurea in Biologia Generale e Applicata e Scienze Biologiche di introdurre il numero programmato a partire dal prossimo anno. Oggi sono oltre duemila gli iscritti complessivi e sta diventando problematico offrire un servizio di qualità agli studenti costretti a spostarsi a Monte Sant’Angelo dal centro storico, visti gli accorpamenti dovuti allo sciopero dei ricercatori. “Si tratta di una decisione a cui avremmo dovuto pensare quando hanno cominciato ad applicare il numero chiuso in Facoltà affini. Gli studenti già iscritti non avranno obbligo di selezione e non saranno inclusi nel numero programmato. Il test sarà obbligatorio solo in caso di passaggi da altri corsi”, spiega la prof.ssa Laura Fucci, Presidente di Biologia Generale e Applicata. Cinquecento iscritti, questo il tetto previsto dal Corso. “Non abbiamo nessuna intenzione di colpevolizzare gli studenti, o di distruggere una ricchezza culturale. Dobbiamo proteggerla offrendo un adeguato livello di qualità, a lezione e durante le tesi nei laboratori di ricerca”, conclude la docente. 
“Non sapete cosa significhi non riuscire a realizzare i propri sogni. Sono iscritta a Scienze Biologiche perché non sono entrata a Medicina. Ed ora voi parlate di numero chiuso e asserite di essere vicini a studenti che devono attraversare mezza città per fare lezione? Siete cinici. Sapete bene che al Sud non c’è lavoro e l’università è l’unica speranza per farsi una cultura e andare all’estero. Dov’è per voi il problema se fate lezione a meno ragazzi? Sono inferocita, perchè la riforma vi piace, perché se una cosa non piace si lotta”, dice Martina Simone che al termine, a nome degli studenti, propone un’assemblea congiunta di docenti, ricercatori e studenti per discutere insieme i problemi della Facoltà e della riforma. “Se la situazione migliora, il numero programmato può essere ampliato”, risponde il prof. Paolo Caputo, Presidente del Corso di Laurea in Scienze Biologiche. “Sarebbe il caso di riflettere sulla proliferazione di indirizzi. Sono sicuro che molte situazioni si potrebbero correggere se eliminassimo alcuni indirizzi e ci concentrassimo su una didattica di base adeguata. Perché questi numeri?”, interviene il prof. Ugo Lepore. Ma gli studenti continuano a chiedere un incontro con un’insistenza crescente. Il dibattito lascia il posto ad urla, insulti, vola anche qualche parolaccia. “Siete stati chiamati ad esporvi in una pubblica assemblea e state zitti? Alzate le tasse senza spiegare perché l’università è inguaiata. Se non siete parte della soluzione, allora siete parte del problema. Se non vedete la situazione, o siete ottusi, o non vi interessa”, urlano da più parti gli studenti. “Abbiamo fatto i salti mortali per tenere in piedi, con sacrificio, la didattica del secondo semestre”, replica il Preside dal canto suo. “Vogliamo che il Consiglio prenda una decisione”, replicano ancora i ragazzi, sempre più aggressivi. “Il Preside doveva far cominciare il secondo semestre, gli studenti dovrebbero capire come funziona il mondo. Non basta chiedere un’assemblea di Facoltà, si deve portare la mobilitazione per strada, come in Francia e in Grecia”, interviene il prof. Renato Musto. “Questa contrapposizione non ha diritto di esistere a meno che l’aula non sia d’accordo con il disegno di legge Gelmini, contro il quale non abbiamo detto nulla”, aggiunge Lepore tra gli applausi dei ragazzi che replicano: “Dove eravate l’anno scorso? Noi eravamo in piazza? Voi non potete scioperare? Dalla Federico II arrivano risposte aberranti, numeri chiusi, preparazione scadente. Non può passare il concetto che all’università ci vanno le persone con i soldi”. “Se avessimo bloccato la didattica sarebbero venuti altri studenti. Quelli che, come voi, hanno pagato le tasse, e avrebbero voluto fare lezione. Faccio presente che la Federico II non ha aumentato le tasse, se non di poche decine di euro”, sottolinea Lapegna. Ma non c’è modo di avviare un confronto ed il Preside decide di sospendere la riunione. Un nuovo Consiglio si tiene il 14 aprile, mentre andiamo in stampa.
 
L’assemblea studenti-docenti
Un incontro  tra studenti, ricercatori, docenti e Preside dopo il Consiglio di Facoltà interrotto dalle veementi richieste dei ragazzi dei Collettivi di avere chiarimenti sull’ipotesi di istituire il numero programmato ai Corsi di Laurea biologici, preoccupati dai disagi che stanno caratterizzando il secondo semestre e dalle ripercussioni che questi interventi avranno in futuro. Si è tenuto il 29 marzo. Vi hanno partecipato sia ragazzi non politicamente attivi nell’università che quelli dell’Onda e le rappresentanze studentesche. 
I due Corsi di Laurea di Biologia Generale e Applicata e Scienze Biologiche si apprestano a vedere approvato in Consiglio il numero programmato per cinquecento studenti ciascuno. Un numero, sottolineano i due Presidenti Laura Fucci e Paolo Caputo, ampiamente entro il tasso di abbandono al primo anno, in aumento esponenziale nell’ultimo quinquennio. Da quando sono ‘scoppiate’ le iscrizioni ai Corsi di Laurea biologici, gli studenti che si iscrivono al secondo anno sono passati dal 76% del 2004 al 56% del 2008. In assenza di un consistente aumento e rinnovamento del corpo docente, limitato dai tagli finanziari e dai provvedimenti legislativi, non è plausibile aspettarsi a breve un’inversione di tendenza. Lo sciopero dei ricercatori, cha ha costretto gli studenti ad accorpamenti e trasferimenti da una sede all’altra, ha accentuato i disagi. Inoltre, è in cantiere al Parlamento una legge che trasformerà radicalmente l’università e la sua organizzazione, e che coinvolgerà Dipartimenti, Facoltà e strutture di Governo. “Si sta portando avanti un progetto di distruzione dell’università pubblica affamandola e la risposta deve necessariamente essere di qualità. Formiamo ragazzi molto apprezzati all’estero, ma in cinque anni gli iscritti sono raddoppiati e l’andamento è iperbolico. È stata una decisione sofferta”, afferma la prof.ssa Fucci. “La cultura è un servizio non una merce. I posti disponibili saranno sempre di meno e l’università se la potranno permettere in pochi: quelli che hanno i soldi e possono pagarsi i corsi preparatori ai test d’ingresso”, dicono in vari interventi gli studenti del Collettivo. La risposta dei loro colleghi è però diversa. “Gli studenti aumentano e i docenti diminuiscono, già ora la situazione è diventata difficile. Questo è un modo per venirci incontro – sostengono a più riprese diverse studentesse di Biologia – I laboratori e le aule scoppiano. Se si perde un corso, a distanza di uno-due anni riseguirlo diventa impossibile per quante persone ci sono in aula”. Poi: “non c’è bisogno di essere ricchi, se si studia sedici ore al giorno il test si supera”. “Il numero programmato è un deterrente per chi è meno motivato. Dove esiste da tempo, alla prova di accesso spesso si presenta un numero di candidati inferiore ai posti disponibili. Allo stato attuale, con pochi docenti e poche risorse, vi forniamo un servizio pessimo”, interviene il prof. Caputo. Ma gli studenti non mollano. “Chiediamo una presa di posizione politica. Se un Ateneo come la Federico II bloccasse la didattica per mancanza di fondi sarebbe un segnale importante da mandare all’esterno”. “Cerchiamo di darvi con tasse pari ad un decimo di quelle di un college nordamericano gli stessi servizi, ma se non ci adattiamo in qualche modo, rischiamo di deludere le aspettative di chi si è iscritto. Dobbiamo fare i conti con la realtà, ve lo dico da ex-studente che in estate andava a lavorare”, interviene il ricercatore di Biologia Gianluca Polese. L’ultima parola al Preside Roberto Pettorino. “Siamo una grande università che svolge didattica e ricerca di qualità, ma l’Italia è andata incontro ad un processo di deindustrializzazione fortissimo. La lotta politica deve nascere dal basso, da una convergenza di interessi intorno ad un progetto. La Facoltà è un’istituzione che fornisce un servizio a diecimila studenti, ma prendere posizioni non implica essere ascoltati, l’università gode di pessima stampa. Serve un’iniziativa in grado di intervenire sulle realtà esterne in un quadro in cui siano chiari gli intenti comuni”. 
(Si.Pa.)
Simona Pasquale
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