Paolo Masi e Alessandro Piccolo i due candidati

Il 5 maggio si aprono le urne ad Agraria. Vanno al voto circa 140 docenti di ruolo, più altri sette fuori ruolo, chiamati a scegliere il Preside che dovrà traghettare la Facoltà attraverso la riforma della Governance e inaugurare la nuova sede delle ex-Officine Fiore.
Due i candidati in corsa per il prossimo triennio: l’attuale Preside Paolo Masi, che ha dato la sua disponibilità per un secondo mandato, ed il prof. Alessandro Piccolo, docente di Chimica Agraria.
59 anni, il prof. Piccolo, che insegna ad Agraria della Federico II dal 1992 dove è diventato ordinario nel 2000, ha spiegato i motivi della sua candidatura in una lettera inviata ai colleghi. La sua candidatura, sostiene, non vuole essere un’opposizione o una frattura con l’attuale presidenza: “il prof. Masi in questi anni ha lavorato al meglio delle possibilità che gli sono state date, avendo a disposizione poche risorse e pochi spazi di movimento. Ma vuole essere un segnale di risveglio rispetto ad un atteggiamento passivo, non ricettivo, che si è sviluppato nei colleghi, anche a seguito di presidenze lunghe come quella di Noviello. C’è bisogno di darci una scossa”. Masi – continua – “ha fatto molto, ma adesso bisogna andare oltre, essere proiettati nel futuro, saper gestire le novità che verranno ed aumentare il nostro rapporto con il territorio. Io ho avuto molto da questa Facoltà, ma ho anche dato tanto ad Agraria e sento di poter mettere la mia esperienza al servizio di tutti”. 
E’ proprio sull’esperienza e sul lavoro portato avanti negli ultimi tre anni che il Preside uscente Masi punta per una sua rielezione, ricordando ai colleghi che non deve fare ‘promesse’, perché loro già sanno come opera. “Elencare tutte le cose, piccole e meno piccole, che sono state realizzate in questi tre anni è difficile e forse inutile, ma – scrive nella lettera ai docenti – spero che concordiate con me sul fatto che in generale la situazione in tutti gli ambiti indicati  nel mio programma è migliorata e che alcuni risultati concreti iniziano già a vedersi con un incremento del numero di studenti ed un miglioramento dell’ambiente di lavoro. Penso inoltre che nella programmazione si sia tenuto conto del merito e che la Facoltà abbia operato per essere punto di riferimento per le istituzioni. Non ultimo ritengo che le scelte strategiche fatte sono state sempre il risultato di una azione collegiale”.
Riforma della Governance e passaggio alla nuova sede di ex-Fiore sono le due grandi manovre con cui si dovrà misurare la nuova presidenza, come pure “l’adeguamento dell’offerta didattica e della politica di programmazione a fronte della legge sul turnover e delle nuove regole di reclutamento varate dal Ministero. In futuro ci attendono, quindi, scelte difficili ed importanti”.
Una presidenza forte, coraggiosa, non notarile, che “si sappia aprire ad una gestione collegiale”, è anche quella che si auspica il prof. Piccolo ricordando anche come “prima che la legge venga approvata, è bene rafforzarci al nostro interno, con le forze che abbiamo a disposizione. Per quanto riguarda il passaggio alla nuova sede aggiunge: “è essenziale garantire una immediata ripresa delle attività di studio e ricerca sperimentale, senza pregiudicare gli impegni dei progetti di ricerca, assicurando, altresì, reali servizi utili ed accessibili, quali mensa, biblioteca, attività seminariali e luoghi di riunione per studenti e docenti”.
Anche altri i temi della compagna elettorale, alcuni fra tutti  l’Internazionalizzazione della Facoltà e il suo rapporto con il territorio. 
Valentina Orellana
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