Parte il cineforum della Facoltà

“Una giornata particolare”, il film che ha aperto, giovedì 29 aprile, la manifestazione ‘Cinema e Novecento’ promossa dalla Facoltà di Giurisprudenza. Diretta da Ettore Scola, la pellicola del 1977 ha suscitato ammirazione nel pubblico accorso, accendendo gli animi dei nuovi giuristi per gli argomenti trattati. Delusione per chi aspettava il tanto atteso arrivo del regista. “A malincuore debbo annunciare che Scola non sarà presente – spiega il Preside Lucio De Giovanni leggendo un fax arrivato in Presidenza – Il regista è a Roma per i funerali del grande sceneggiatore Furio Scarpelli, amico e collaboratore di tanti film. Sarà presente in uno dei prossimi incontri con un documentario”. L’importanza dell’iniziativa viene nuovamente sottolineata dal Preside: “Un giurista consapevole che interpreta le norme non può ignorare la storia del Novecento. E’ un secolo importante, in cui tutti noi siamo nati, l’interesse quindi deve essere rivolto alla storia che ci ha preceduto. Il cineforum è un esperimento, da questi primi incontri cercheremo di capire cosa migliorare. Il percorso sarà lungo due anni, vedremo come andrà. L’importante è che venga in rilevo la compenetrazione tra storia passata e storia presente”. 
Il film riassume la vita di due persone segregate in casa dal fascismo: una casalinga ed un omosessuale epurato che si amano e si incontrano in una giornata particolare, quella dell’arrivo a Roma di Hitler, prima della Seconda guerra mondiale. Un’opera di forte impatto che ha lasciato per quasi due ore la platea col fiato sospeso. 
Al riaccendersi delle luci, il tema dell’omosessualità ha dato il via ad un intenso dibattito. A più di cinquant’anni dalla conclusione del fascismo, in Italia non vi sono norme che prendano atto della situazione, a differenza di altri Paesi Europei. “Gli omosessuali durante il fascismo venivano relegati a Carbonia, in Sardegna, dove erano costretti a passare il resto della loro vita”, dice il prof. Aldo Mazzacane, relatore dell’incontro, sottolineando come oggi “purtroppo il nostro sistema normativo non prende decisioni concrete al riguardo”. L’uso delle immagini rende ancora più chiaro il concetto: “Sono stato sempre favorevole, anche nell’ambito delle mie lezioni, all’usare immagini di forte impatto visivo, che aiutino il giurista al di là delle fonti tradizionali. Ricostruire l’esperienza giuridica di una società ci dice tanto. Ci conferma da dove arriviamo e dove stiamo andando e quali siano i provvedimenti normativi richiesti nel colmare le lacune. L’importante è essere a conoscenza che un sistema normativo funziona se si intreccia con altri sistemi e fa proprie le esperienze apportate da quest’ultimo”.
Unioni omosessuali, seminario il 25
Tanti gli studenti che chiedono delucidazioni sul piano penale. La condanna al carcere del protagonista del film fa riflettere. “Sul piano didattico – commenta il prof. Sergio Moccia, titolare della cattedra di Diritto Penale – bisogna capire le diverse epoche storiche e il conseguente sviluppo degli Istituti. Un fenomeno va studiato anche sotto il profilo sociale e per questo motivo il film è un’ottima introduzione. Perché da un lato, dal punto di vista sociale, il fascismo non riconosceva il fenomeno della omosessualità. Ma d’altra parte, dal punto di vista giuridico, il fascismo prevedeva il carcere a vita, regolando quest’aspetto nel modo più duro possibile. L’epoca fascista prevedeva una regolamentazione, oggi il nostro Codice Penale fa fatica a districarsi in materia”. 
Su questa scia, visto l’interesse suscitato dal tema, il 25 maggio alle 10.30 nell’aula A1 di via Marina si terrà un incontro dal titolo ‘Amore che vieni, amore che vai… Unioni omosessuali e giurisprudenza costituzionale”. Relatori dell’evento (che consentirà agli studenti partecipanti di acquisire un credito formativo) i professori Fernando Bocchini, Antonio D’Aloia, Salvatore Prisco, Mario Tedeschi e la dott.ssa Valeria Marzocco. “Non possiamo far finta di niente, – dice il prof. Prisco a conclusione del dibattito concernente il film – la giurisprudenza deve mettersi in moto. Per questo motivo la Facoltà si è sentita in dovere di scendere in campo, questo fenomeno è sempre più dilagante e abbisogna di una regolamentazione a livello nazionale. Le discriminazioni avvertite in tema di lavoro, in tema penale e civile devono essere dibattute, perché, oggi più che mai, sono presenti nella realtà in cui viviamo. Visto l’entusiasmo riscontrato in aula e acquisita l’esperienza del film, siamo sicuri che l’incontro di fine maggio, seppur particolare, sarà molto sentito dagli studenti. Essere al passo con i tempi che cambiano: è questo l’obiettivo che i nostri ragazzi devono cercare di perseguire al fine di diventare ottimi giuristi”. 
Susy Lubrano
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