Pensionamenti e proroghe, acceso dibattito in Consiglio

Consiglio più teso del solito a Scienze. Martedì 28 aprile, la Facoltà si è confrontata con una certa durezza sulle questioni più spinose del momento e sulle scelte della presidenza e dell’ateneo che a molti appaiono discutibili. Nonostante le aperture del Governo sui pensionamenti, il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione hanno posto limiti fortemente restrittivi, per cui l’usuale proroga di servizio di due anni riservata ai docenti che hanno raggiunto l’età pensionabile di 70 anni viene abolita, salvo alcuni casi eccezionali. Nulla di grave se le persone che vanno in pensione venissero sostituite da forze giovani, ma l’assenza di un consistente ricambio generazionale rischia di mandare in affanno anche i Corsi con il rapporto numerico studenti-docenti migliore. “La situazione, già per il prossimo anno, appare molto grave e per il 2010 sembra essere insostenibile, perciò il prolungamento dell’attività verrà deliberato solo nei casi in cui l’interruzione del servizio procuri danni irreparabili. In altre Università si è deciso di non avvalersi affatto di questa possibilità”, dice il Preside Roberto Pettorino, accennando ad una lista di persone candidate al pensionamento per le quali dovrà essere valutata una eventuale proroga da presentare al Senato Accademico proprio in questi giorni. La notizia, che non compare nell’ordine del giorno, di conseguenza non è stata preventivamente discussa e suscita forti indignazioni nella platea. “Se fossi Direttore di Dipartimento, Preside di Facoltà o Presidente del Polo, sarei preoccupato per l’impatto che queste decisioni possono avere sulla capacità dell’Università di fornire servizi e didattica. Sono estremamente meravigliato che questo provvedimento non compaia nell’ordine del giorno. Quello che accadrà nei prossimi anni sarà responsabilità della Facoltà ed io sono veramente senza parole”, afferma il prof. Lelio Mazzarella. “È singolare la legge per la quale la Facoltà ha l’obbligo di valutare una persona ed esprimere un giudizio. E gli Uffici cosa fanno? Mandano la comunicazione dieci giorni prima della scadenza. Forse sono mancati i tempi, ma si poteva mettere all’ordine del giorno. Da molti mesi vanno avanti le proteste e la Facoltà poteva aprire una discussione generale. Sono molto perplesso”, interviene il prof. Ugo Lepore. “Vorrei ricordare che il Consiglio di Amministrazione ha concesso l’eccezione per sette funzionari di alto grado ritenuti indispensabili. Se volessimo riportare il discorso sulla didattica dovremmo tener presente che qui ci sono persone che fanno ricerche avanzate e sono responsabili di fondi”, ricorda il prof. Guido Barone. “Per ragioni di salute, non avrei presentato domanda di proroga, ma senza i vecchi i Dipartimenti sono vuoti. Serve un ricambio generazionale, che però non sembra ci sarà”, sostiene il prof. Renato Musto. 
88 docenti in meno 
entro il 2012
La replica del Preside non si fa attendere: “della gravità della situazione parlo da molto tempo e per giunta agli incontri che organizziamo sull’Università la partecipazione è scarsissima. Questa è una decisione degli organi di Ateneo, su cui non possiamo intervenire. Tutto quello che posso è cercare elementi per valutare le persone che hanno presentato domanda di proroga, ma entro il 2012 ci lasceranno 88 persone e questa è la realtà. So che c’è un problema, vuol dire che ridurremo l’offerta didattica”. A queste parole segue un lungo e concitato botta e risposta tra il Preside e l’aula. “È proprio quello che non dovrebbe essere fatto. Meglio se il Consiglio di Amministrazione avesse deliberato che nessuno può chiedere la proroga. Ecco quello che succede quando non si inserisce un argomento all’ordine del giorno”, afferma con veemenza Mazzarella. “Vedremo se coloro che hanno richiesto la proroga ritengono di avere i requisiti necessari per restare, mi servono le relazioni dei Corsi di studio entro metà mese”, replica il Preside. “Ma le domande già ci sono”, interviene la prof.ssa Giuseppina Castelnuovo. “Se le persone fanno domanda vuol dire che credono di avere questi requisiti. È una cosa del tutto arbitraria, siamo già in ritardo, chissà perché?”, si sente da più parti anche con una certa ironia. “Allora riuniremo la Facoltà per discutere di queste proposte e nei prossimi giorni avrò dei colloqui con le persone interessate a chiedere la proroga”, cede Pettorino. 
Si passa poi ai regolari adempimenti del Consiglio. 
Vengono approvate alcune modifiche agli ordinamenti didattici, per lo più correzioni ad una ‘pioggia di errori materiali’, inevitabili visti i tempi molto stretti con i quali è stato approvato l’ordinamento 270. “Compaiono dei curricula con moduli da 3 crediti, dopo che per un anno intero abbiamo lavorato, anche con il precedente Preside, per organizzare i curricula sulla base di moduli da 4 crediti. Questa modalità è contro le regole che la Facoltà si è data e lo spirito della 270, perciò inviterei i colleghi ad accorpare gli esami. Si tratta di una modifica sostanziale e non formale”, interviene la prof.ssa Simonetta Bartolucci affrontando il tema. 
Novità importanti per i Master. A quelli già attivi, infatti, se ne aggiungono altri due. Si tratta del Master interuniversitario di II livello, in collaborazione tra le Facoltà di Scienze, Ingegneria e Medicina della Federico II e della Seconda Università, sulla “Valutazione dell’impatto ambientale delle sostanze chimiche” e del Master in “Petroleum Geosciences”, attivato insieme all’Università della Basilicata e alla multinazionale del petrolio Shell (sarà incentrato sulle attività di trivellazione che hanno luogo in Basilicata e si svolgerà interamente in inglese). “Non ci sono soldi per la didattica, ma siamo sicuri che possiamo sostenere gli oneri di questi corsi che andiamo ad approvare?”, interviene provocatoriamente il prof. Gustavo Avitabile, cui fa eco la prof.ssa Bartolucci: “nel prossimo futuro ci troveremo a dover rispettare dei requisiti minimi e alcuni settori hanno poco personale. Credo, perciò, che sarà indispensabile istruire le pratiche solo dopo aver ascoltato i pareri dei Dipartimenti”. “I Master rappresentano un’apertura verso l’esterno ed un modo per reperire risorse dai proponenti e non c’è l’obbligo di chiedere il parere dei Dipartimenti, ma penso che si potrà fare”, risponde in chiusura Pettorino. 
Il Consiglio si conclude con la lettura, da parte degli studenti dell’Aula occupata C4, di un documento di protesta sulla mancata pubblicazione delle date e dei verbali dei Consigli della Facoltà e dei Corsi di studio, la scarsa trasparenza della gestione delle informazioni anche nei rapporti con i rappresentanti degli studenti. 
Simona Pasquale
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